Giornata mondiale del diabete – 9-10 novembre

Non darla vinta al diabete. Prevenire una malattia che in Italia colpisce oltre tre milioni di persone e che in poco più di un decennio è raddoppiata. Un dato che potrebbe sfiorare i 5 milioni, perché molte persone non sanno di essere malate. Colpa delle cattive abitudini di vita come un’alimentazione sbagliata e la sedentarietà. In occasione della Giornata mondiale del diabete, il 9 e il 10 novembre sarà possibile fare controlli gratuiti nelle piazze italiane. Nell’ambito dell’iniziativa, organizzata dall’Onlus Diabete Italia, sarà distribuito materiale informativo per una corretta prevenzione.

Medici e volontari saranno in piazza per check up gratuiti. Cuore delle giornate saranno i controlli della glicemia, del peso, della pressione e del colesterolo. Variabili importanti che permettono di scoprire anche i casi di diabete non diagnosticato e fare una stima del rischio di sviluppare la malattia.

I dati. In Italia il 9% delle persone fra 20 e 79 anni ha il diabete, ma anche il 20% di coloro che appartengono alla fascia di popolazione più anziana. Non vanno dimenticati gli oltre 15 mila bambini e ragazzi con diabete di tipo 1. L’aumento dei casi di diabete di tipo 2, il più frequente, è sicuramente dovuto anche al diffondersi del sovrappeso e dell’obesità.

Alimentazione. Una dieta equilibrata è uno dei principali obiettivi. “Bisogna scegliere alimenti a basso contenuto di zuccheri a pronto assorbimento o con elevato contenuto calorico. E’ un concetto utile a tutti e non solo ai diabetici. Bisogna imparare a fare la spesa comprando ciò che ci serve e non ciò che ci offrono”, spiega Alberto Bruno del Consiglio direttivo della Società italiana di diabetologia e autore del libroIl diabete si combatte al supermercato. L’altro consiglio è quello di combattere la sedentarietà.

Sport. “L’attività fisica deve essere considerata come un elemento essenziale nella cura e terapia del diabete – aggiunge Bruno – . I trenta minuti di camminata a passo veloce hanno dimostrato essere in grado di ridurre di oltre il 50% il rischio di sviluppare la malattia”. Secondo Gerardo Corigliano, presidente dell’Aniad-Associazione nazionale atleti diabetici “lo sport e l’attività fisica in generale sono fattori fondmentali anche per la prevenzione del diabete”. Per questo è “determinante “fare cultura” sull’importanza del movimento fisico, e incentivare sempre più persone ad adottare stili di vita attivi e sani.”.

I sintomi. 
I sintomi attraverso cui si può riconoscere uno stato di alterazione anormale del livello glicemico sono leggermente differenti da persona a persona. I segnali sono comunque alito acetonemico, il cosiddetto aceto, sete persistente e stimolo continuo a urinare, sono segnali di iperglicemia.

L’insulina intelligente. L’insulina è uno dei capisaldi della terapia del diabete. Ha ancora il limite di dover essere somministrata attraverso iniezioni sottocutanee e senza poter valutare quanta glicemia ci sia in giro. Ora è in fase di sperimentazione una nuova soluzione. “E’  la cosiddetta ‘insulina intelligente’. –  spiega Stefano Del Prato, presidente della Società italiana di diabetologia – . In pratica si tratta di un’insulina ‘inglobata’, racchiusa in sostanze particolari, dei polimeri che hanno la capacità di ‘sentire’ la glicemia. Quando la glicemia si alza, i polimeri si aprono e fanno uscire l’insulina, mentre se invece la glicemia scende troppo, i polimeri lo ‘avvertonò e si richiudono impendendo così la fuoriuscita dell’insulina e la sua entrata in circolo”

Il documento per le scuole. In Italia ci sono 15.000 bambini con diabete di tipo 1. Per affrontare la situazione il nostro il primo paese Ue che ha adottato un documento per l’accoglienza a scuola dei bambini diabetici. Indicazioni ad hoc per garantire le necessarie attenzioni negli istituti scolastici ai ragazzini e sostenere famiglia e scuola nella gestione quotidiana. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Coordinamento tra associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete (Agdi Italia) e i ministeri della Salute e dell’Istruzione.

Dal sito www.repubblica.it

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