finocchio

Il finocchio

Il finocchio ha una storia molto antica, pianta tipica del mediterraneo, molto apprezzata dai greci, a introdurla in tutta l’Europa continentale; sembra siano stati i romani.
Proprio in Grecia comincia la storia del finocchio, precisamente nella pianura di Maratona, località famosa per la battaglia tra Ateniensi e Persiani; in questo luogo il finocchio, cresceva in modo spontaneo, e gli antichi lo chiamavano marathon. 
Plinio affermava che il finocchio ha una grande proprietà per la cura degli occhi, questo in relazione al fatto che i serpenti, una volta cambiata la pelle, si andavano a fregare contro una pianta di finocchio per riacquistare la vista.
Questa, però non è l’unica affinità che hanno il finocchio e i serpenti; sembra infatti che il finocchio, fosse un antidoto contro la puntura di questo animale.
Nelle manifestazione religiose, il finocchio, simboleggia l’idea della rinascita, o della rigenerazione spirituale.

 

COLTIVAZIONE, VARIETÀ E RACCOLTA

Innanzi tutto bisogna fare una distinzione tra il finocchio coltivato e il finocchietto selvatico: sebbene facciano parte della stessa famiglia, il finocchio selvatico, nasce spontaneamente, e viene considerato una pianta aromatica della quale si utilizzano le foglie e i semi (che in realtà sono i frutti) che sono molto aromatici e profumati.
Il finocchio comune, invece, è un ortaggio che viene  coltivato dall’uomo: del finocchio viene consumata la parte basale delle foglie, spessa e bianca (grumolo), dal sapore dolce e meno pungente del finocchietto selvatico.

Il finocchietto selvatico, cresce spontaneo in natura in gran parte delle regioni europee, in modo particolare nell’area mediterranea. Possiede dei fiorellini gialli e  un fogliame leggero e morbido; della pianta si possono utilizzare le foglie e i semi, che sono molto aromatici. Il finocchietto selvatico si trova spesso lungo le strade.

Il finocchio coltivato ha bisogno di due anni prima di cominciare a produrre il grumolo; il primo anno infatti si sviluppa, mentre nel secondo anno comincia a produrre. In Italia le zone dove maggiormente viene coltivato il finocchio sono l’Emilia Romagna, la Campania e la Puglia.

La raccolta del finocchio avviene tra settembre e maggio, in base alla semina, bisogna comunque raccogliere il finocchio quando è sufficientemente ingrossato, facendo attenzione a non lasciarlo ingrossare troppo, si rischia, infatti, che assuma un aroma troppo forte e diventi ricco di cellulosa dura, diventando in questo modo di scarsa digeribilità.

Le  varietà di finocchio sono essenzialmente due:

  • Finocchio nostrale: diffuso in modo particolare nell’Italia centro-Settentrionale, di cui fanno parte il Dolce di Firenze, di Lecce, di Chioggia, di Bologna e il Romano. 
  • Finocchio grosso d’Italia: coltivato nel Sud dell’Italia, ne fa parte il finocchio di Sicilia, di Napoli, di Messina, di Reggio Calabria e il finocchio di Palermo.

Del finocchio si può agevolmente distinguere il maschio e la femmina: il finocchio maschio si presenta panciuto, dalla forma rotonda, adatto in modo particolare per essere mangiato crudoil finocchio femmina: si presenta con una forma più allungata e affusolata, indicato per essere cotto.

AL MOMENTO DELL’ACQUISTO

Il finocchio va acquistato quando si presenta di un bel colore bianco, con le guaine sode compatte e carnose, e con gli steli aventi foglioline che devono essere di un bel verde brillante.
Evitate di acquistare finocchi che si presentano con ammaccature o che abbiano delle chiazze di color marroncino.

Il finocchietto selvatico, non è di facile reperibilità in commercio;  va comunque acquistato quando le foglie si presentano di un bel colore verde vivo.

CONSERVAZIONE

Il finocchio va conservato in frigorifero in un sacchetto di plastica bucherellato; in questo modo si potrà conservare anche per una decina di giorni.
Al momento dell’utilizzo, ricordate di eliminare gli steli verdi e le costole più esterne e dure;  se consumato fresco, il finocchio è piu saporito, infatti invecchiando tende a perdere sapore e a diventare asciutto e filamentoso.
Il finocchio può anche essere surgelato: dovete tagliarlo a spicchi e sbollentarlo per 4-5 minuti. Prima di congelarlo fatelo raffreddare nell’acqua dove è stato sbollentato.

USO IN CUCINA

Il finocchio è un ortaggio molto usato in cucina poichè, grazie al suo sapore dolce, si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di piatto.
Il finocchio, mangiato crudo, è ottimo aggiunto alle insalate, oppure da solo, tagliato finemente o a spicchi in pinzimonio.
Il finocchio cotto, si può gustare semplicemente condito con olio e limone, gratinato in forno con besciamella e formaggio, oppure fatto saltare in padella.

Il finocchietto selvatico si può aggiungere alle insalate o alle minestre e spesso viene usato per insaporire il pesce; in Sicilia viene usato per insaporire un piatto tipico: i bucatini con le sarde.
semi del finocchietto selvatico invece vengono utilizzati per aromatizzare formaggi, salumi, salse, pane, dolci e  anche per conferire un aroma particolare al vino.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI
Il finocchio è un ortaggio privo di amido e lipidi, quindi a basso contenuto calorico; è ricco di acqua, quindi ottimo diuretico e digestivo; contiene inoltre potassio, vitamina C, acido folico, magnesio, calcio e fosforo.
Indicato per le donne che allattano, in quanto aiuta la produzione di latte, conferendogli anche un gradovole sapore dolce.
dal sito: www.giallozafferano.it
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