verza

La Verza

La Verza, chiamata anche “cavolo verza”, è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Crucifere e il cui nome scientifico è “Brassica oleracea sabauda”. Ha un fusto corto e presenta croccanti foglie di grandi dimensioni, molto grinzose e ricche di nervature sporgenti. Quest’ortaggio ha origini nel bacino del Mediterraneo e, nell’antica Roma, veniva consumato prima dei banchetti per favorire l’assorbimento dell’alcool da parte dell’organismo.
Il clima più favorevole alla sua coltivazione è quello di tipo temperato-umido; la semina avviene, generalmente, nella stagione autunnale e in quella invernale. 

Oggi si distingue tra verza precoce e verza estiva, con teste allentate e leggere, la verza gialla con testa compatta e la verza invernale, con testa più allentata e verdeggiante.

In cucina è sempre meglio non sottoporre la verza a lunghe cotture: cotta brevemente a vapore, stufata dolcemente in poco olio, o meglio ancora, tagliata fine e mangiata cruda in insalata è digeribilissima, un aiuto prezioso per lo stomaco e l’intestino. Una volta stracotta e servita con condimenti troppo ricchi,  diventa indigesta. 

 

PROPRIETA’
La verza contiene molti sali minerali (potassio, calcio e fosforo),oligoelementi e vitamine, soprattutto vitamina C, E e acido folico.

100 grammi contengono:

  • 94,2 g di acqua
  • 2,8 g di proteine
  • 0,3 g di grassi
  • 2,9 g di carboidrati
  • 107 kJ/26 kcal

La comunità scientifica internazionale ha dimostrato la capacità della verza e degli altri ortaggi della famiglia delle Crucifere (broccoli, cavolfiori, rucola, rape, ravanelli) di avere azione protettiva nei confronti dei tumori. La verza, infatti, contiene isotiocianati, sostanze in grado di stimolare le cellule a produrre alcuni bioenzimi estremamente efficaci nel contrastare la degenerazione del DNA, soprattutto a livello di bronchi e polmoni.

I fitoestrogeni della verza riescono a contrastare l’insorgenza dei tumori connessi all’attività degli ormoni, quali il cancro alla mammella e quello alla prostata.
Inoltre, il buon contenuto di sostanze antiossiddanti, come polifenoli, carotenoidi, indoli e sulforafano, rende la verza molto utile nella prevenzione dei tumori che colpiscono l’apparato digerente.
Il sulforafano si è rivelato molto utile anche per le persone affette da diabete, dal momento che contribuisce a riparare i danni all’apparato cardiovascolare provocati dall’iperglicemia.

Il decotto di foglie di verza viene tradizionalmente considerato utile in caso di bronchiti ed asma, mentre l’acqua di cottura, ricca di zolfo, viene utilizzata per curare eczemi e infiammazioni e per detergere la pelle.

COSA CONTROLLARE QUANDO SI FA LA SPESA:

Le foglie più esterne sono aperte a fiore, il cuore deve risultare ben serrato e compatto; le foglie non devono presentare intaccature nè tagli profondi.

COME SI CONSERVA:

Si conserva in frigorifero fino a 10 giorni, chiuso in sacchetti di plastica microforata e riposto nel cassetto delle verdure.

Foglie e striscioline si conservano 3-4 giorni, ben chiuse in recipiente ermetico.

Tenere la verza lontana dagli altri alimenti perchè con il passare dei giorni tende a fermentare e svilupare un forte odore.


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