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Muffin vegani di Laura

Laura ci manda la sua seconda ricetta: i muffin vegani con gocce di cioccolato, una vera bontà (che proverò al più presto)!

 

Ingredienti (per 8 muffin):

  • 250 ml di latte vegetale (potete scegliere tra quello di riso, di soia o di mandorle)
  • 170 gr di sciroppo d’acero (se non lo trovate potete sostituirlo con il miele)
  • estratto di 1 bacca di vaniglia
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 270 gr di farina: 100 gr integrale e 170 gr di quinoa
  • 50 gr di olio vegetale
  • 1 bustina di lievito per dolci certificato vegan
  • gocce di cioccolato o mirtilli o miele o marmellata di arance o scorza di arance. Sono buonissimi anche con scorza di arance e gocce di cioccolato.

 

Preparazione:

In una terrina mettete la farina setacciata per evitare grumi, lo sciroppo d’acero e, solo in un secondo momento, aggiungete il latte e l’olio. State attenti alla formazione dei grumi, ma non lavorate troppo l’impasto: appena ha raggiunto una consistenza omogenea aggiungete il lievito setacciato ed il cucchiaino di bicarbonato per renderli più gonfi. Accendete il forno a 180° e, mentre si scalda, riempite gli stampini con il vostro impasto dopo averli accuratamente oliati. Al centro dell’impasto mettere le gocce di cioccolato o il ripieno scelto, si possono anche fare misti: quando il forno avrà raggiunto la giusta temperatura, infornate i vostri dolcetti per 30 minuti circa.

 

La cucina vegana

Scegliere di adottare per la propria alimentazione la cucina vegana è una tendenza in crescita. Il vegan rientra all’interno del cosiddetto vegetarianismo, una concezione dietetica che prescrive un’assoluta astensione dagli alimenti di origine animale in base a presupposti di natura etica, religiosa, igienica, etc. All’interno convergono modelli alimentari che interpretano diversamente il vegetarianismo, ad esempio: latto-ovo-vegetariani, latto-vegetariani e i vegetalisti o vegani, sebbene all’interno dello Statuto della Vegetarian Society (Londra, 1847) si parli indistintamente di ‘vegetariani’.

Negli ultimi anni, di fronte all’emergere di dati sempre più preoccupanti sui rischi della nostra alimentazione legata ad allevamenti selvaggi e a produzioni ai limiti della legalità di alcuni prodotti, si è diffuso il desiderio comune di eliminare dalla propria alimentazione qualsiasi alimento di origine animale (e con questo non s’intende solo carne o prodotti ittici). Non sempre è un discorso etico, spesso è legato alla salute. Dall’altro canto, invece, lo stile di vita vegano, è una scelta che porta alla totale rinuncia anche nell’utilizzo di abiti che contemplino pellami, lane o marchi di detergenti e detersivi che facciano sperimentazioni sugli animali. Qualcosa, insomma, di realmente complesso e totalizzante.

 

Fatte le dovute distinzioni, vediamo insieme le caratteristiche della cucina vegana. Innanzitutto, considerando che sono eliminate tutte le proteine di origine animale, occorre fare molta attenzione a inserire, nella dieta, alimenti che possano colmarne la carenza. La cucina vegana si basa sugli equilibri ed è meglio documentarsi prima piuttosto che improvvisare.

LE BASI – Nell’alimentazione vegana sono prediletti alimenti di natura biologica, soprattutto perché privi di pesticidi. C’è la totale esclusione o, comunque, una forte limitazione di prodotti idrogenati, uso di oli vegetali spremuti a freddo, glutammato, prodotti raffinati, alcolici, tabacco, tè, caffè e dolcificanti chimici; in sostituzione: caffè di cereali e d’orzo, zucchero di canna integrale, o dolcificanti naturali quali lo sciroppo d’acero (ricchissimo di minerali e vitamine), il malto di riso o malto d’orzo o malto di grano, o il malto di mais, il succo d’agave.

Fondamentale in questo tipo di dieta è la presenza di cereali: risoorzo, farro, kamut, bulgur, cuscus, tapioca, grano saraceno, miglio, avena, segale, amaranto, quinoa; idem per le verdure, occorre variare e sempre nell’ambito stagionale. Non devono mancare i legumi per la ricchezza di proteine, ma anche seitan (glutine del grano duro, cotto in acqua e tamari e kombu) e tofu (a base di soia gialla, acqua e nigari); i germogli, ricchissimi di vitamine e minerali. Per arricchire i piatti, il lievito alimentare in scaglie, è un’ottima fonte di vitamine del gruppo B e di enzimi (da non confondere con il lievito di birra).

 

STRANEZZE – Tra i tanti alimenti che i vegani non mangiano, ce ne sono alcuni che molti riterranno davvero strani o quantomeno impensabili. Una rivista ha stilato una classifica ad hoc, all’interno della quale compaiono delle insospettabili Tic Tac rosse, le famose caramelle, a quanto pare colorate tramite un colorante naturale derivato da un insetto, la cocciniglia; stessa cosa per le chewing gum che contengono lanolina, derivata dal vello degli ovini.

 

PRO E CONTRO – I pareri su questo regime alimentare sono discordanti, ovviamente prima di decidere di adottarlo è bene documentarsi e consultare anche il proprio medico per eventuali anemie o mancanze legate alla propria naturale predisposizione fisica. È sempre utile, in questi casi, ascoltare il parere di chi ha fatto questa scelta e la porta avanti con successo da diversi anni, soprattutto se a parlare è appunto un medico.

 

 

fonte www.helloworld.it
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