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Tag Archives: anacardi

Categories Colazione

Noci, noccioline & co.

Frutta a guscio: alla nostra salute fa benissimo, e allunga la vita. Tutte le ultime ricerche scientifiche lo confermano. Non dovrebbe mancare dalla nostra dieta quotidiana. D’accordo, ma quale è meglio consumare? E in che quantità? Ecco una piccola panoramica tra pistacchi, anacardi, noci, noccioline etc.

Prima d’iniziare, però, sfatiamo una sorta di mito: quello sulla bomba calorica che rappresenterebbero noci&co. Molte persone, infatti, si trattengono dal consumarne, un po’ per mancanza d’abitudine, un po’ perchè temono, appunto, che apportino troppe calorie nella nostra dieta. É vero: oltre che un’eccellente fonte di proteine, minerali, fibre e altri nutrienti benefici, la frutta a guscio è un’ottima fonte energetica, grazie ai suoi grassi monoinsaturi. Ma molti studi hanno dimostrato che il suo consumo aiuta addirittura la perdita di peso, oltre a contrastare il colesterolo alto e promuovere la salute del cuore. Il segreto sta tutto nella dose giusta.

E la dose giusta è… una “porzione”, 30 grammi circa. Ogni giorno della vita. Si tratta di circa 20-25 mandorle, mentre di grosse noci ne bastano 5-7. Nel dubbio, abbondare non fa male, anzi: 20-25 unità al giorno. Senza arrivare all’esagerazione, e stando all’occhio alle creme spalmabili e tritati, dato che in quei casi il numero può aumentare vertiginosamente.

In cima alla classifica compaiono di solito le mandorle, emblema dell’alimento calorico che bisogna mangiare. Tra tutte sono quelle con più fibre; sono ricchissime di vitamine, soprattutto la E, un potente antiossidante. Sono anche ricche di sali minerali, tra cui il magnesio; fanno bene alla pelle, combattono il colesterolo “cattivo”. Se avete forti problemi di linea, magari attenetevi alle 10-15 unità: le calorie sono quasi 600 per 100 gr.

Anch’esse ricchissime di antiossidanti, ogni noce è un mini-scrigno di tesori nutritivi naturale. Ci proteggono in molti modi e in molti organi, a partire dal cuore. Le noci secche sono ancora un pelino più caloriche delle mandorle, circa 612 kc per 100 gr, ma almeno 1 o 2 al giorno sono calorie buone che a lungo termine non vi pentirete di aver incluso nella vostra dieta, dato che le ricerche dimostrano quanto siano importanti per riuscire a mantenere il peso ideale.

Le arachidi (non salate!) in realtà sono legumi, non frutti oleosi, ma solitamente si trovano in quest’ultima categoria per le similitudini nelle proprietà e benefici. Vitamina E, manganesio, rame, ariginina (essenziale ai bambini in fase di crescita)…di calorie le noccioline tostate ne hanno circa 594/100 gr: 8 o 10 unità al giorno è una dose sana.

Tra tutte, probabilmente quelle che hanno meno grassi sono gli anacardi, e comunque i grassi che hanno sono naturalmente “buoni” (circa 550kc/100 gr). Sono anche una buona fonte di ferro, zinco e magnesio, così prezioso per la memoria. Il numero giusto? 4 o 5 al giorno.

Se si parla invece di contenimento calorico, probabilmente in cima alla classifica ci sono i pistacchi – ne hanno “solo” 560 circa al grammo, che significa meno di 4 a pistacchio. In più, il guscio rallenta i tempi con cui le ingolliamo! Vitamine del gruppo B (soprattutto B1 e B6). L-arginina così buona per arterie e fegato, e poi la solita vitamina E…5-7 pistacchi al giorno, è perfetto.

Le nocciole, anch’esse ricchissime di vitamine e sali minerali, hanno tra le 600 e le 650 kc/100 gr (e si oscilla più verso la seconda…). Ma, come tutta l’altra frutta a guscio: sceglietela per l’apporto lipidico della vostra dieta. Come sostituto degli snack, e per arricchire le vostre preparazioni salate – più che dolci, e ricordando: ogni giorno, e non una grande abbuffata una volta ogni tanto.

 

fonte www.salepepe.it
Categories News, Salute

La frutta secca allunga la vita

Dal più grande studio nel suo genere (condotto per ben 30 anni!), emerge che le persone che consumano almeno una manciata di noci al giorno, hanno una mortalità inferiore del 20 per cento rispetto a quelle che non ne assumono affatto.

Questo è quanto suggeriscono gli scienziati del Dana-Farber Cancer Institutedi Brigham e Women Hospital e della Harvard School of Public Health.

Il loro rapporto, pubblicato sul New England Journal of Medicine, contiene un’ulteriore buona notizia: coloro che hanno mangiato regolarmente frutta secca (quali ad es. noci) sono risultati essere maggiormente in normopeso rispetto a coloro che non ne hanno mangiato, una constatazione, questa, che dovrebbe sfatare la preoccupazione diffusa secondo la quale mangiare le noci, o altra frutta di tale tipologia, porti al sovrappeso .

La relazione ha anche esaminato l’effetto protettivo sulle cause specifiche di morte .

Il vantaggio più evidente emerso è stato una riduzione del 29 per cento delle morti per malattie cardiovascolari. Oltre a ciò, gli scenziati hanno anche rilevato una riduzione significativa – 11 per cento – del rischio di morte a causa di malattie tumorali.

Lo studio non ha comunque permesso di comprendere quale sia la frutta secca più benefica.

Diverse sperimentazioni precedenti hanno mostrato un’associazione tra aumento del consumo di frutta secca e un minor rischio di malattie come quelle cardiache, diabete mellito di tipo 2, tumore al colon, calcoli biliari e diverticolosi. Un maggiore consumo di frutta da guscio è stata anche correlata alla riduzione dei livelli di colesterolemia, stress ossidativo, infiammazione, adiposità  e insulino-resistenza. Alcuni piccoli studi hanno anche collegato l’aumento del consumo della frutta secca ad una riduzione della mortalità totale in popolazioni specifiche. Ma nessuno studio precedente aveva esaminato in dettaglio come il consumo di frutta secca possa influire sulla mortalità generale in una grande popolazione monitorata per un periodo superiore ai 30 anni.

Per questa ricerca, gli scienziati sono stati in grado di attingere ai database di due studi osservazionali in corso, che raccolgono dati sulla dieta e altri fattori di stile di vita e diversi risultati di salute. Il “Nurses’ Health Study” ha fornito dati riguardo a 76.464 donne nel periodo compreso tra il 1980 e il 2010. Alla stessa maniera l’’’Health Professionals’ Follow- up Study” ha fornito i dati relativi a 42.498 uomini nel periodo 1986-2010. I partecipanti agli studi hanno compilato questionari dettagliati, riguardanti il cibo da loro assunto con una periodicità di circa 2-4 anni. In ogni questionario alimentare ai partecipanti è stato chiesto di valutare quanto spesso consumassero frutta secca.

Sofisticati metodi di analisi statistica sono stati utilizzati per escludere altri fattori che possero influire riguardo ai benefici relativi al contrasto della mortalità.

Gli autori fanno notare che, questo studio, nonostante non possa dimostrare in maniera inconfutabile un rapporto di causa-effetto tra assunzione di frutta secca e riduzione del rischio di mortalità complessiva, conferma e rafforza le indicazioni della US Food and Drug Administrationche già nel 2003 raccomandava di mangiare circa 40g giorno di frutta a guscio, per ridurre il rischio di alcune malattie quali quelle cardiovascolari.

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