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Tag Archives: antiossidanti

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Alimenti per smettere di fumare

Spesso la cessazione del tabagismo è vista come un problema che può essere affrontato solo con un approccio farmacologico e psicologico. Il concetto di base è corretto, dato che la dipendenza dalla “bionda” ha come basi la dipendenza da nicotina ed altre sostanze chimiche e l’abitudine (o “vizio”) ad avere la sigaretta tra le dita, la gestualità del rito, che deve essere sostituita con qualcos’altro.

La mancanza è solitamente quella di non considerare che anche i farmaci hanno spesso alla base dei principi attivi che si trovano in natura, e spesso negli alimenti. Inoltre si trascura il supporto che una giusta alimentazione può dare alle terapie farmacologiche ed al counseling dello psicologo.
Un esempio su tutti è quello che chi vuole smettere di fumare evita spesso di prendere caffè, poiché questo ha un gusto che si associa automaticamente a quello della sigaretta.

Ma davvero più innovativo ed interessante può essere l’identificazione di un gruppo di “alimenti antifumo” – li chiamiamo così – che possano effettivamente coadiuvarci nell’impresa, spesso ardua, di liberarsi dal vizio del fumo.

Direi di partire da quello che serve all’organismo per uscire velocemente ed al meglio dal tunnel del fumo una volta che la nostra mente si convince a farla finita con la bionda tossica. Le sostanze che danno dipendenza nella sigaretta sono diverse, ma quella che aiuta maggiormente a mantenere alta la concentrazione del fumatore, e della quale si fa più difficilmente a meno, è senza dubbio la nicotina.

Questa può essere assunta in piccole dosi anche in natura, in particolare da una famiglia di piante cui appartiene anche la pianta del tabacco: le Solanaceae. Una naturale integrazione di nicotina può ridurre gli effetti iniziali dell’astensione da sigaretta, pur se a dosi molto più basse del tabacco.

Altro fattore importante in un percorso di disintossicazione da fumo di sigaretta è favorire quanto più possibile la disintossicazione, appunto, dell’organismo. Più velocemente eliminiamo scorie e tossine dal nostro corpo, prima passerà la struggente voglia di sigaretta! Dunque “si” a tutti quegli alimenti che favoriscono la disintossicazione di sangue, fegato, reni, etc.
Infine, sarebbe utile contrastare il più possibile lo stress ossidativo, di modo da contrastare l’azione pro-ossidante del fumo che apporta numerose sostanze definite come “Radicali liberi” oltre al ben noto ossido nitrico (NO).
Dunque in generale possiamo dire che durante un percorso di disassuefazione da fumo di sigaretta, nella nostra alimentazione non dovrebbero mancare queste quattro componenti fondamentali:

ALIMENTI UTILI PER SMETTERE DI FUMARE
Piante contenenti nicotina, appartenenti alla famiglia delle Solanaceae pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane e patate
Alimenti che aiutano a disintossicare l’organismo acqua in abbondanza, frutta fresca, broccoli, coriandolo, limoni, carciofi, daikon (un tubero), uva, tè verde, barbabietole, verdure a foglia verde in genere, mele, aglio e alghe di mare.
Alimenti che aiutano a proteggere dallo stress ossidativo (ricchi di antiossidanti) pomodori, (in particolare la salsa), broccoli, agrumi, mirtilli, frutti di bosco, bacche di acai, avocado, rucola, zucca, barbabietola, salmone, trota, frutta secca, kiwi, cachi, peperoncino, peperoni, melograno, carote a cui si potrebbero aggiungere anche il tè verde ed il ginko bilboa e persino il cioccolato fondente!
Alimenti alcanizzanti limone, avena, spinaci, uva rossa, tarassaco, mandorle, fichi, barbabietole, rape, carote, ravanelli, cavoli, broccoli, bietole (verdure a foglia verde in genere), aglio, cetrioli, sedano, avocado, mele, uva.Piante contenenti nicotina, appartenenti alla famiglia delle Solanaceae: pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane e patate.

Dunque possiamo concludere che i 5 alimenti chiave per smettere di fumare sono:


  1. Limone
    : molti oncologi consigliano come prevenzione nella lotta ai tumori di spremere un limone in un bicchiere di acqua tiepida al mattino a digiuno. Alcalinizza il sangue, ha un elevato potere antiossidante (poiché ricco di vitamina C) ed ha un buon effetto depurativo! Diciamo che gli manca solo la nicotina!
  2. Pomodoro: in tutte le salse! È ricco di antiossidanti e contiene nicotina. Se facciamo un bel ragù con carote e sedano abbiamo anche la nicotina (dal pomodoro), gli antiossidanti (dal pomodoro) e gli alcalinizzanti (carote e sedano).
  3. Broccoli: antiossidanti, alcalinizzanti e disintossicanti! Un toccasana, soprattutto se consumati lessati con un po’ di succo di limone!
  4. Frutta fresca. Dalle mele all’uva, dai cachi ai kiwi, dalle arance ai mirtilli ed ai frutti di bosco…tutta insomma va bene, da sola o in macedonia, intera o spremuta (spremuta fresca e non succhi di frutta industriali)!
  5. Come bevanda consiglio del té verde (o anche del té Bancha)! Ottimo soprattutto se dolcificato con un cucchiaino di miele (che oltre ad avere un effetto disintossicante è capace di contrastare la stipsi che spesso si presenta smettendo di fumare) e corretto con qualche goccia di succo di limone.

Veniamo invece ai 5 alimenti che sicuramente NON aiutano a smettere di fumare, ma che conviene addirittura evitare per almeno una-tre settimane quando iniziate un percorso di disassuefazione da fumo di sigaretta:

  1. Caffè: strettamente legato al consumo di sigarette per vari motivi, ma soprattutto per motivi psicologici (pausa caffè e sigaretta in primis).
  2. Dolci complessi: i carboidrati sembrano “accendere”, per così dire, la voglia di sigaretta!
  3. Carne rossa: le proteine sono dei potenti acidificanti del sangue e dunque fanno sì che si elimini rapidamente la nicotina dal circolo ematico e ne aumentano la richiesta in chi ha già una dipendenza.
  4. Alcolici forti: anche questi agevolano la rimozione di nicotina con ovvia aumentata richiesta.
  5. Bibite gassate e birra: non ancora chiaro il meccanismo, ma molti fumatori dichiarano che queste bevande, in particolare quelle al gusto Cola, aumentino considerevolmente la voglia della “bionda”.

È interessante notare che tutti quei “cibi” che in eccesso risultano essere dannosi per la salute, siano quelli che si associano con un aumentato consumo di sigaretta, mentre quelli ritenuti “salutari” siano potenzialmente utili nella riduzione del consumo di tabacco.

fonte www.liaf-onlus.org
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Ma quanti sono i legumi?

I legumi sono i semi commestibili delle piante appartenenti alla famiglia delle Leguminose, sono una vera fonte di ricchezza a livello nutrizionale, soprattutto quelli freschi o secchi e possibilmente biologici.

Molti legumi offrono straordinari benefici alla salute, diete ricche di legumi sono seguite per abbassare i livelli di colesterolo e ridurre il rischio di diversi tipi di cancro.

I legumi uniti ai cereali forniscono all’organismo delle proteine complete, più che “la carne dei poveri” come venivano definiti un tempo, si potrebbero chiamare “la carne delle persone sane“.

Il valore nutritivo dei legumi è rappresentato in primo luogo dall’elevato contenuto di proteine di buon valore biologico perché costituite da aminoacidi essenziali. Sono una fonte di carboidrati ed apportano una minima quantità di lipidi contenuti maggiormente nella soia e nell’arachide.

Offrono una potente azione antiossidante, apportano inoltre fibra, vitamine del gruppo B e sali minerali quali ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio.

Le proprietà dei legumi

– Sono ricchi di vitamine del gruppo B (B1, B2, niacina)

– Contengono vitamina C

– Contengono calcio, ferro, fosforo, potassio, magnesio e molti oligoelementi e fibre

– Sono un’ottima fonte di proteine

– I ceci sono indicati per chi è anemico e durante la gravidanza per l’apporto di ferro e calcio

– I fagioli sono ricostituenti ed energetici

– le fave e le lenticchie hanno proprietà rimineralizzanti

– le lenticchie hanno proprietà galattogoghe

– la soia è altamente proteica e contiene tutti gli aminoacidi essenziali

I legumi consumati insieme ai cereali, come nei piatti tipici popolari, pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e piselli, riso e lenticchie, costituiscono un ottimo piatto, completo di carboidrati e proteine.

 

Le diverse varietà dei legumi

– Fagioli: Borlotti, Bianchi di Spagna, Toscanelli, Cannellini

– Lenticchie: di Castelluccio, egiziana, d’Altamura, rosse, decorticate

– Ceci

– Piselli

– Fave

– Soia

– Lupini

– Cicerchie

– Arachidi (ebbene si, sono legumi, ma con molti lipidi e molto calorici!)

 

Consigli utili per la preparazione dei legumi in cucina

– Tenere in ammollo diverse ore con un cucchiaino di bicarbonato*

– Non usare mai per cucinare l’acqua di ammollo

– Sciacquarli sotto l’acqua corrente prima di cucinarli

– Ricoprirli di acqua per la cottura

– Cuocere a lungo (i tempi sono diversi per i vari tipi di legumi) e bene

– Aggiungere durante la cottura una foglia di alloro*, o salvia* o un pezzo di alga Kombu*

– Aggiungere sale solo a fine cottura

* per evitare la produzione di gas intestinali

 

Perché i legumi causano flautolenza

I componenti dei legumi che causano flautolenza sono principalmente gli oligosaccaridi, composti che il corpo non può né digerire né assorbire, e così una volta arrivati nell’intestino i batteri li scompongono producendo gas.

Per ridurre la quantità di oligosaccaridi che causano la produzione di gas, aggiungere all’acqua di ammollo dei legumi bicarbonato di sodio, e durante la cottura mettere una foglia di alloro, o salvia, o un pezzo di alga Kombu.

 

Consigli nutrizionali per il consumo dei legumi

– Privilegia le proteine vegetali a quelle animali

– Consuma porzioni di legumi, frutta secca e altri cibi ricchi di proteine vegetali

– Mangia tutti i giorni frutta secca e semi oleaginosi

– Varia ogni giorno le tue scelte alimentari

 

fonte www.cure-naturali.it
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Semi di chia

I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa ed utilizzata in Centro e Sud America, ma ancora scarsamente conosciuta in Europa e in Italia. I semi di chia presentano proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all’interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

I semi di chia sono stati ammessi sul mercato UE e come ingrediente alimentare nel mese di ottobre 2009.

E’ indubbia la loro capacità di aumentare i livelli di energia (grazie al contenuto di grassi) e il loro contenuto di nutrienti. Due cucchiai di semi secchi contengono circa 138 kcal, 5 g di proteine, 9 g di grassi e 10 g di fibre. Forniscono quantità significative di calcio, magnesio e potassio anche in piccole porzioni. Sono un’ottima fonte di antiossidanti

Se hai un’insufficienza renale, evita questo alimento o mangiane solo la quantità raccomandata dal tuo medico. Sono ricchi di proteine che però producono molte più scorie rispetto agli altri alimenti proteici, quindi dei reni già danneggiati potrebbero non essere in grado di gestirli. L’alto contenuto di fosforo e potassio potrebbe causare dei prurito, battito cardiaco irregolare o debolezza muscolare nel caso non siano ben digeriti.

Un prezioso alleato della nostra salute

semi di Chia sono noti per i benefici che sono in grado di apportare all’organismo, e per le loro proprietà nutrizionali, tanto che sono considerati sempre più spesso un “supercibo”. Vediamo dunque di capire perché.

Questo alimento naturale rappresenta innanzitutto un prezioso concentrato di fibre solubili e insolubili, proteine, antiossidantivitamine, sali minerali e acidi grassi essenziali. Per questa ragione, i semi di Chia sono un alleato della nostra salute, e possono essere consumati in svariate modalità, risultando al contempo particolarmente digeribili. Più precisamente, tra le numerose caratteristiche che rendono i semi di chia particolarmente salutari per l’organismo è da segnalare il contenuto di calcio e di acidi grassi essenziali.

La quantità di calcio contenuta in questi prodotti naturali, calcolata su 100 gr è pari a 600 milligrammi circa. Grazie al basso contenuto di sodio, il calcio dei semi di Chia viene assorbito meglio. Com’è noto infatti, una presenza eccessiva di sodio è una delle cause che rende difficile l’assorbimento del calcio da parte dell’organismo.

Per quanto riguarda invece gli acidi grassi essenziali, così importanti per l’equilibrio psicofisico dell’individuo, gli studi scientifici evidenziato che la quantità di Omega3 contenuta nei semi di Chia è pari al 20% del loro peso, un dato che li avvicina ad altri semi come quelli di lino, da tempo noti e consumati soprattutto all’interno delle diete vegetariane e vegane come importante integratore. L’olio di semi di lino spremuto a freddo e conservato in frigo è per esempio una delle fonti più importanti di omega 3 accanto a noci e pesce. 100 g di semi di Chia contengono dunque 15 g di omega3, mentre 100 g di salmone ne contengono circa 3,8 g.

 

Presenti in ottima quantità in questi semi miracolosi sono anche gli amminoacidi, elementi che giocano un ruolo fondamentale nella formazione delle proteine, essendone la principale unità strutturale. Sono indispensabili nei processi metabolici e nell’attività di trasporto e immagazzinamento di sostanze nutritive. Metionina, cisteina e lisina sono presenti nei semi di Chia in una quantità che è di 4 volte superiore a quella contenuta nei mirtilli.  In particolare, la metionina è un amminoacido che non viene sintetizzato in maniera autonoma dall’organismo, e pertanto deve essere presente nella giusta quantità. Agisce in maniera benefica nei confronti del corpo umano contribuendo alla formazione della cartilagine, rafforzando unghie, capelli e agendo anche come‘sciogli grasso’, contrastando l’accumulo di grasso nel fegato. Senza contare, poi, il contenuto prezioso di vitamine come vitamina C, vitamina A, vitamina E, e vitamina B6, e di minerali come ferro e potassio, zinco, magnesio, oltre al calcio citato inizialmente in virtù della sua alta concentrazione all’interno dei semi di Chia.

Un’altra importante caratteristica nutrizionale dei semi di Chia è la presenza di antiossidanti. Si tratta di molecole che sono in grado di contrastare i radicali liberi, i principali responsabili dell’invecchiamento cellulare, agendo così in maniera preventiva nei confronti di diverse patologie degenerative.

I semi di chia possiedono poi una buonissima quantità di fibre. Sono in grado di assorbire una quantità di acqua nettamente superiore al loro peso; in questo modo viene prodotta una sostanza gelatinosa che agisce da “spazzino” all’interno dell’intestino, trasportando le tossine e le scorie in eccesso, e facilitandone il processo di eliminazione. Così i semi di Chia sono utili per combattere la stitichezza e forniscono al contempo un senso di sazietà che si mantiene costante, come tutte le fibre, diventando utilissimo in caso di regimi dietetici ipocalorici e finalizzati al dimagrimento.

Infine, questi piccoli semi multi minerali possiedono un basso indice glicemico, ed è questa la ragione che li rende particolarmente adatti a coloro che soffrono di diabete.

Sappi cosa aspettarti in termini di sapore e consistenza. I semi di chia hanno un sapore piuttosto neutro. Quando vengono mescolati a un liquido, diventano gelatinosi, consistenza molto amata da alcune persone ma che altri trovano sgradevole. Per fortuna, queste qualità li rendono un alimento semplice da unire ad altri ingredienti. Puoi consumarli secchi, mescolati in altre preparazioni o cotti in ricette. Nessuno di questi metodi rende i semi più o meno nutrienti. Se li mangi al naturale, reagiscono con la saliva e cominciano a gelificare.

Scegli delle porzioni piccole. I semi di chia hanno un alto contenuto di grassi e calorie in proporzione alle loro dimensioni, il che significa che hanno effetti benefici se assunti solo in piccole dosi. Se ne mangi tanti, potrebbero causare dei problemi digestivi. Non esiste una razione consigliata ufficiale, ma sarebbe opportuno non eccedere i 2-3 cucchiai al giorno, soprattutto se li stai introducendo da poco nella tua dieta.

IMG_5954DOVE TROVARLI

Puoi trovare i semi di Chia di ottima qualità presso la Farmacia Battistella a Pieve di Soligo. Ti illustreremo le loro proprietà e potremo darti dei consigli su come utilizzarli. Non esitare a chiedere!

Assicurati sempre che il prodotto sia biologico e certificato per il consumo umano.

 

 

 

 

In collaborazione con Farmacia Battistella  – Pieve di Soligo (TV)

LogoFarma2

 

fonti
www.greenme.it
www.viverezen.org
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Salsa di avocado di Lucia

Per riprendere alla grande la nostra amica Lucia (che è sempre sul pezzo) ci propone la sua salsa di avocado.

Ingredienti:

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  • 1 avocado maturo
  • succo di mezzo limone
  • un pizzico di sale

Preparazione:

Tagliare a metà l’avocado ed estrarne la polpa. Per una buona riuscita della salsa è necessario che il frutto sia maturo, in caso contrario non si otterranno consistenza e gusto desiderati.

Aggiungere il succo di mezzo limone e un pizzico di sale e ridurre tutto a salsa con una forchetta.

Far riposare qualche minuto e servire con dei crostini o con delle fette di pane tostato.

Proprietà:

Cosa chiedere di più? Ricetta semplice ma con mille proprietà benefiche! L’avocado dovrebbe essere presente nella nostra normale alimentazione e subito vi spiego il perché.

L’interno verde e polposo dell’avocado è ricco di proprietà benefiche per la salute, conosciute già dalle antiche popolazioni sudamericane che lo avevano inserito nella loro dieta quotidiana (anche perché ritenevano avesse virtù afrodisiache). Hemingway lo definì “un cibo che non ha rivali tra i frutti, il vero frutto del paradiso” e non a caso…

1) Antiossidante. L’avocado è ricco di sostanze antiossidanti, soprattutto vitamine A ed E, che aiutano il nostro organismo a liberarsi dai radicali liberi e ritardare così l’invecchiamento, mantenendo la pelle morbida ed elastica. Tra le altre vitamine presenti nella sua polpa ci sono la B1, B2, B6, D, K e PP.

2) Ricco di minerali. L’avocado è ricchissimo di potassio, ne possiede una quantità paragonabile a quella presente in 3 banane, e offre anche un piccola dose di magnesio, calcio, fosforo e zolfo.

3) Riduce il colesterolo. L’avocado è ricco di grassi insaturi e omega-3, essenziali per l’organismo in quanto stimolano la produzione di colesterolo ‘buono’ e impediscono il deposito di colesterolo ‘cattivo’. Cio’ fa sì quindi che l’assunzione di questo frutto riduca la possibilità che si sviluppino problemi a livello cardiovascolare.

4) Fornisce molta energia. In 100 grammi di questo frutto si trovano il 7 % di zuccheri, il 19% di grassi e circa il 2% di proteine per un totale di 230 calorie, variabili a seconda della grandezza dell’avocado.

5) Facile da digerire. Nonostante i grassi e gli altri elementi di cui è ricco, l’avocado è un frutto facilmente digeribile e dalle capacità astringenti, è ottimo ad esempio quando si ha un attacco di dissenteria e per chi soffre di colite o gastrite.

Anche la Cancer Cure Foundation, nota associazione che si occupa di combattere il cancro, ha riconosciuto le proprietà benefiche di questo frutto tanto da averlo inserito nell’elenco dei 27 cibi considerati essenziali per la prevenzione del cancro. Il suo consumo è consigliato un po’ a tutti: bambini, anziani, donne in gravidanza, vegetariani e diabetici.

Tanti sono gli utilizzi di questo frutto anche a livello di cosmesi e cura del corpo:

1) Impacco per capelli secchi: schiacciate la polpa di un avocado fino ad ottenere una crema. Applicatela poi sui capelli umidi per almeno un’ora e sciacquate infine accuratamente.

2) Maschera per il viso: schiacciate la polpa di un avocado molto maturo e poi aggiungete due cucchiai di olio di mandorle. Tenete in posa per mezzora circa e poi risciacquate.

3) Burro di cacao autoprodotto: sciogliete a bagnomaria 40 gr di cera d’api, aggiungete 25 gr di miele e 50 gr di olio di avocado, amalgamate bene e togliete tutto dal fuoco. Continuate a mescolare finché il composto non si fredda, versatelo poi in piccoli vasetti.

(www.greenme.it)

Quindi, cosa state aspettando? Uscite subito a comprare un avocado e fatevi questo gustoso spuntino a cui non riuscirete più a rinunciare, garantito!!! Grazie Lucia!

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Cibi contro l’influenza

Influenza e raffreddore, cosa mangiare? Quali sono i cibi da evitare? E quali sono invece gli alimenti da consumare di più per sentirci meglio? La salute inizia da una buona alimentazione, che ci possa aiutare a rafforzare il sistema immunitario per contrastare i malanni invernali.

Un corretto apporto di vitamine e sali minerali permette di superare i sintomi in maniera più rapida, a partire dalla febbre, fino alla congestione nasale e ai dolori alle ossa.

Cibi da preferire

Alcuni alimenti possono contribuire più di altri a rafforzare il nostro sistema immunitario e a fornire all’organismo le vitamine e i sali minerali che lo aiuteranno a contrastare il raffreddore e l’influenza. Gli agrumi, ad esempio, sono in grado di prevenire un eccessivo accumulo di muco a livello delle vie respiratorie. In questo modo potremo evitare le difficoltà respiratorie e la congestione nasale tipiche delle malattie da raffreddamento, soprattutto nella stagione invernale.

1) Agrumi

Gli agrumi sono ricchi di vitamina C, una sostanza considerata fondamentale per prevenire il raffreddore e per contribuire a contrastarne i sintomi. E’ bene iniziare a consumare agrumi non appena sono di stagione, in modo da rafforzare l’organismo. Quindi via libera a mandarini, arance e pompelmi – ancora meglio se bio – e alle spremute fresche. Oltre agli agrumi, non dimenticate tutti gli altri cibi ricchi di vitamina C e di consumare tanta frutta di stagione, come kiwi e melograni.

2) Aglio

L’aglio è ben più di un alimento. La medicina naturale e la tradizione popolare da tempo lo considerano una vera e propria medicina. L’aglio è ricco di fitonutrienti con proprietà antibiotiche e antivirali, utili in caso di influenza o di raffreddore. L’allicina presente nell’aglio inoltre aiuta a prevenire l’influenza e a ridurre i sintomi del raffreddore. Chi non ama l’aglio, può ricorrere ai preparati erboristici che lo contengono.

3) Cipolle

Le cipolle, proprio come l’aglio, sono un vero e proprio medicinale naturale. I flavonoidi presenti nella cipolla lavorano in sinergia con la vitamina C contenuta negli agrumi per contrastare i batteri che possono aggravare i malesseri tipici dell’inverno. Secondo un usanza popolare, posizionare mezza cipolla accanto al letto dell’ammalato velocizzerebbe la guarigione dall’influenza.

4) Zenzero

Lo zenzero è davvero prezioso quando si tratta di influenza o di raffreddore. Se l’influenza è accompagnata da mal di gola, mangiare un pezzetto di zenzero fresco aiuta ad attenuare il bruciore e il dolore in breve tempo. Chi non ama particolarmente il sapore dello zenzero fresco da consumare da solo, lo può aggiungere in piccole quantità nella preparazione del tè e delle tisane, oppure nelle zuppe. Lo zenzero aiuta soprattutto a contrastare la febbre e la tosse.

5) Lattuga

La lattuga e tutte le verdure a foglia verde contribuiscono ad arricchire la nostra alimentazione di vitamine di sali minerali che servono da ricostituenti per l’organismo affaticato dalla malattia. La lattuga romana, ad esempio, aiuta a rafforzare il sistema immunitario per via del suo contenuto di vitamina C, di vitamina A e di sostanze utili ad accrescere la resistenza dell’organismo all’influenza e al raffreddore.

Altri alimenti utili:

spinaci, miele, ananas, mango, succhi freschi, centrifugati di frutta e verdura, zuppe e minestre, brodo di verdura, broccoli, cavoli, frutti di bosco, pepe nero, cannella.

5 cibi da evitare

Non tutti sanno che grazie alla nostra alimentazione possiamo intervenire per rafforzare il sistema immunitario e la capacità del nostro organismo di contrastare i germi che lo attaccano dall’esterno, anche nel caso dei malanni di stagione. Attività fisica, alimentazione equilibrata e capacità di gestire lo stress sono la prima medicina. Dal punto di vista del cibo, alcuni alimenti dovrebbero essere evitati, per cercare di non ammalarsi o almeno per minimizzare i sintomi e guarire in tempi brevi. Alcuni cibi infatti indeboliscono la risposta immunitaria dell’organismo e accrescono il rischio di problemi alle vie respiratorie.

1) Carne

Evitare la carne durante l’influenza o il raffreddore potrebbe aiutarvi a guarire più in fretta e ad alleviare i sintomi. I grassi animali ostacolano la capacità dell’organismo di liberarsi dai germi che causano raffreddore e influenza. Per guarire più in fretta aumentate il consumo di frutta e verdura, così vi garantirete un pieno di antiossidanti e sostanze benefiche.

2) Latte

Il latte può incrementare la formazione di muco e la sua permanenza lungo le vie respiratorie. Ciò potrebbe contribuire ad una maggiore durata dei sintomi. Secondo Linda Page, autrice di “Diets for Healthy Living”, i virus preferiscono gli ambienti caldi e umidi, come quelli forniti dal muco. L’esperta consiglia di sostituire il latte con acqua e con succhi di frutta fresca per tutta la durata della malattia.

3) Latticini

Il consumo di latticini comporta conseguenze simili a quelle del consumo di latte. Incrementa cioè la formazione di muco a livello delle vie respiratorie. Evitare latte e latticini (yogurt, burro, panna e formaggi) può essere d’aiuto per prevenire il raffreddore e per guarire più in fretta. Sostituiteli con alternative vegetali, con i legumi e con frutta e verdura di stagione.

4) Dolciumi

Dolci industriali, bevande gassate, succhi di frutta confezionati e altri alimenti eccessivamente ricchi di zucchero possono indebolire il sistema immunitario e affaticare la digestione. Molti dolci confezionati inoltre possono contenere latte e latticini, che incrementano la formazione di muco. Inoltre, rischiano di appesantire la digestione. Per placare la voglia di dolce, scegliete la frutta, anche essiccata, come i datteri, i fichi o l’uvetta.

5) Snack salati e cibi fritti

Consumare degli snack eccessivamente salati quando si è a letto con l’influenza può causareproblemi di digestione e contribuire alla disidratazione. Attenzione anche agli alimenti fritti e troppo speziati, soprattutto se l’influenza l’intestino. Non salate troppo le pietanze e evitate bevande come il caffè o gli alcolici, per non indebolire l’organismo e per garantire un recupero più rapido. Infine, non dimenticate di concedere al corpo il giusto riposo, fondamentale per tornare presto in forma.

 

 

dal sito www.greenme.it

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Acrilamide

L’acrilamide è una sostanza molto tossica che si forma durante il processo di cottura, a temperature elevate, degli alimenti ricchi di carboidrati. Questo è uno dei motivi per cui gli esperti consigliano di limitare il consumo di cibi fritti, soprattutto se questi vengono impanati prima di essere messi nell’olio bollente (la farina ed il pangrattato sono ricchi di amido).

Proprio per la sua natura, il problema acrilamide concerne sia gli alimenti preparati nell’ambiente domestico, sia i prodotti di origine industriale (patatine fritte, cibi precotti, fast food ecc.).
La formazione di questa sostanza comincia a temperature superiori ai 120ºC e diventa massima intorno ai 190°C; come ricordato è maggiore per gli alimenti ricchi di amido (patate, cereali) e per il caffè. La produzione di acrilamide è facilitata dall’assenza di acqua e dalla presenza di asparagina (un amminoacido) e di uno zucchero ridotto (come il glucosio od il fruttosio contenuti soprattutto nelle patate, ma anche nei cibi caramellati).
Dal momento che la pericolosità dell’acrilamide è nota da tempo (è fortemente sospettata di essere un agente mutageno, quindi potenzialmente cancerogeno), l’argomento suscita timori importanti sia da parte degli enti di sanità pubblica preposti al controllo delle derrate alimentari, sia e soprattutto da parte di cittadini, che vengono di tanto in tanto allertati dalle notizie riportate dai media. D’altronde, considerata la miriade di prodotti da forno derivanti dai cereali e dalle patate, il pericolo acrilamide deve assolutamente essere mantenuto sotto controllo.
La prevenzione si attua su un duplice fronte; da una parte si cerca di eliminare il problema all’origine (selezionando varietà di patate e cereali che generino la minore quantità possibile di acrilamide), dall’altro si punta sull’ottimizzazione dei processi industriali e sull’informazione della cittadinanza.

CONSIGLI PER IL CONSUMATORE
  • Una dieta equilibrata con un tenore di grassi ridotto, ma ricca di frutta e verdura, abbinata ad una regolare attività sportiva, costituisce la migliore premessa per una buona salute.
  • Eliminare parti arrostite o carbonizzate da una fetta di pane troppo tostata, aiuta a ridurre i pericoli dell’acrilamide. Un buon fritto fatto in casa, rispettando alcune regole importanti (scegliere un olio con alto punto di fumo, mai il burro, mantenerlo ad una temperatura di 170°C e cambiarlo di volta in volta senza “rabboccarlo”) è sicuramente migliore di una porzione gigante di patatine fritte da fastfood. Tuttavia, se possibile, è meglio preferire altri metodi di cottura, come quella al vapore, la bollitura ed il cartoccio (inadatto per cibi acidi, come limoni e pomodori, perché la loro azione combinata con il calore favorisce il rilascio di alluminio dalla stagnola). Più in generale è importante eseguire sempre una cottura scarsa od appena sufficiente, mai esagerata. Questo provvedimento, oltre a proteggerci dall’acrilamide, assicurerà una perdita ridotta delle vitamine e di altri preziosi micronutrienti contenuti soprattutto nei prodotti vegetali.
  • L’associazione di alimenti fritti con verdure fresche diminuisce i rischi associati all’acrilamide e ad altre sostanze tossiche che si sviluppano durante il processo di cottura (sia perché le fibre ne riducono l’assorbimento sia per il loro prezioso carico di antiossidanti ad azione antimutagena).
  • La prossima volta che vi troverete dinanzi ad una invitante panatura dorata o ad una irresistibile crosticina, considerate il pericolo che nascondono; senza imporvi rinunce particolari, aggiungete questo tassello alle vostre conoscenze dietetiche per crearvi una sana cultura alimentare.

 

dal sito www.my-personaltrainer.it

 
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Cibi per il cambio di stagione

La parola autunno coincide per molti con il verbo “ricominciare”, che sia scuola o lavoro non ha importanza: rimettersi in carreggiata dopo le vacanze non è sempre così facile e il nostro fisico ne risente.
Se la fine di settembre trascina con sé malumore e stanchezza, è anche vero che si tratta di un mese capace di farci riscoprire molti tesori, quali la verdura e frutta di stagione, ai quali non si può assolutamente rinunciare se l’intento è quello di rimettersi in forma.

Abbandoniamo quindi meloni, angurie e pesche che ci hanno rinfrescato per tutta estate e mettiamo nel carrello della spesa uva, pere, spinacibietole, zucca e tutti i prodotti di stagione. I colori dell’autunno non risulteranno così tristi se ci affidiamo a prodotti sani.

Tuttavia l’arrivo dei primi freddi può non coincidere con la voglia dei sopracitati cibi. Il freddo porta con se aspetti comportamentali erronei dettati dal “bisogno” di calore corporeo. Questo fa sì che si senta la necessità di consumare alimenti calorici pensando che possano alzare la nostra temperatura. Una teoria da smentire poiché sono invece le abbondanti dosi di frutta e verdura che ingeriamo a regolare il nostro organismo e ad aiutarlo al “cambiamento” climatico.

Un altro aspetto non meno importante degli altri è il benessere psico-fisico che sembra “calare” con l’arrivo dell’autunno. Questo avviene perché le ore solari diminuiscono e il corpo produce meno serotonina, quella che aiuta a “tirarsi su di morale”.
La risposta a tutto quello che di negativo comporta l’abbassarsi delle temperature e l’accorciarsi delle giornate sta, quindi, nella scelta dei prodotti alimentari giusti.

Da privilegiare sono i frutti di colori diversi ma ugualmente buoni: il caco e l’arancio apportano vitamina C, beta carotene e potassio. Sono ottimi per allontanare i primi malanni di stagione.
La mela, invece, è un’alleata contro spossatezza e nervosismo grazie ai suoi preziosi minerali come il magnesio, il ferro, il calcio, lo zolfo e il sodio che con la vitamina B1, B2 e C forniscono proprietà antiossidanti.

Ma non è solo la frutta ad accendere le giornate più buie e fredde: la verdura regna sovrana anche d’autunno. E allora non percorriamo in fretta e furia il reparto ortofrutta del supermercato: osserviamo e scegliamo accuratamente spinaci, bietole e verze. Tre elementi ricchi di vitamina A, C, E, B5 e K; quest’ultima favorisce, inoltre, la coagulazione del sangue.

Inutile dire che la zucca trionferà sulle tavole d’autunno. Essa contiene pochissime calorie ed è uno degli alimenti che apporta beta-carotene, il quale contrasta l’insorgere di radicali liberi e favorisce il flusso sanguigno.
Da non dimenticare, poi, i legumi: ricchi di fibre e proteine possono diventare i componenti delle ricette più sfiziose.

 

dal sito www.sapere.it

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Alimenti per la colazione


Una 
colazione sana è fondamentale per iniziare la giornata al meglio delle nostre forze. Purtroppo, in un’epoca che corre particolarmente veloce, il tempo per sedersi a tavola, soprattutto a colazione, molto spesso non c’è. Un caffè al volo e uno snack veloce preso al distributore dell’ufficio sono diventati piccoli rituali quotidiani che non fanno bene alla nostra salute e, soprattutto, al nostro umore. Una delle cose più importanti da non sottovalutare è il potere dei profumi e degli odori che possiamo sentire appena svegli. L’odore del caffè sul fuoco e di una brioche appena sfornata ci regalano veri e propri momenti di benessere.

Quello che tutti non sanno, però, è che spesso non occorre così tanto tempo come si immagina per fare una colazione completa! Bastano solo dieci minuti, al mattino, per ritrovare le energie e la vitalità che alcuni alimenti apportano al nostro corpo. Inoltre, arrivare affamati a pranzo, può portare ad assumere una quantità maggiore di cibo con uno sbalzo insulinico che non fa bene alla nostra salute. Vediamo assieme quali sono gli alimenti che non possono mancare nella colazione di ognuno di noi, con la possibilità di variare, ogni giorno, con cibi sani e nutrienti.

LATTE – Il latte è uno degli alimenti più importanti per la crescita e il corretto funzionamento del nostro corpo. Ricco di calcio, può essere assunto da bambini e da adulti tutti i giorni. Con un apporto proteico e vitaminico importante, il latte contiene lattosio, uno zucchero facilmente assimilabile che dà energia al nostro corpo. Per chi segue un regime ipocalorico, al latte intero è da preferire il latte scremato o parzialmente scremato che contiene l’1,8% di grassi saturi rispetto al 2,2% del latte intero.

YOGURT – Un vasetto di yogurt magro, al mattino, da 125 ml, è sostitutivo di una tazza di latte. Ideale per chi non digerisce il latte, lo yogurt contiene gli stessi principi attivi e le medesime vitamine del latte, con fermenti lattici vivi che aiutano a regolarizzare le funzioni intestinali. Inoltre lo yogurt contiene sostante antiossidanti naturali.

FETTE BISCOTTATE – Come alternativa al pane, a colazione è possibile consumare fette biscottate accompagnate da un bicchiere di latte o dalla marmellata per un pasto completo. Le fette biscottate hanno un apporto nutrizionale superiore al pane. Tra le tante tipologie in vendita sono da preferire le fette biscottate integrali, quelle prive di grassi vegetali e con aggiunta di ferro.

CEREALI – I cereali sono utilizzati molto spesso per la prima colazione. Da accompagnare al latte o allo yogurt, rendono completo il primo pasto della giornata con un apporto calorico importante. Dai cereali classici, a quelli al cioccolato o al miele o con frutta secca, è possibile scegliere tra una vastissima varietà di gusti che si adattano anche alle esigenze alimentari di ognuno di noi. Per chi segue una dieta ipocalorica, è bene scegliere cereali non elaborati che abbiano non più di 300 kcal per 100 grammi di prodotto.

MARMELLATA – La marmellata è un composto semi solido di zucchero e frutta. Utilizzata prevalentemente per dolci o biscotti, questa confettura è perfetta per la prima colazione perché consente di avere un apporto calorico importante per iniziare al meglio la nostra giornata. Generalmente 100 grammi di marmellata possiedono 250 kcal, ma esistono marmellate con minor quantità di zucchero che hanno circa 100 kcal per 100 grammi.

CIOCCOLATO – C’è chi pensa che il cioccolato non sia un alimento sano ma, molto spesso, si confonde il cioccolato fondente con creme spalmabili o cioccolato al latte. Un pezzetto di cioccolato fondente, al mattino, aiuta a combattere stress, sbalzi d’umore e stanchezza fisica perché contiene serotonina, feniletilamina e metilxantine ed aiuta il nostro corpo a produrre endorfine.

FRUTTA E SUCCHI DI FRUTTA – Un buon frutto di stagione, oltre ad essere particolarmente gustoso a colazione, completa il nostro pasto più importante. Si può associare ad una buona spremuta di arancia, ricca di vitamina C, oppure di ananas, a due fette biscottate con la marmellata per una colazione completa che ci sazi fino al prossimo pasto.

CAFFÈ – La bevanda più gradita dagli italiani è un alimento immancabile nella prima colazione. Con un esiguo apporto calorico, una tazza di caffè contiene caffeina, un alcaloide naturale che stimola il sistema nervoso rendendoci più attivi. E’ importante non esagerare con le dosi giornaliere, soprattutto per chi soffre di ipertensione, ansia o gastrite.

 -Sostituto valido del caffè è il tè. Una tazza di tè al mattino aiuta il nostro corpo a mettere in moto il metabolismo e stimola il nostro sistema nervoso grazie alla teina, un alcaloide naturale presente nelle piante di tè. Così come per il caffè, anche il tè è una sostanza eccitante che non deve essere assunta in eccessive quantità.

ORZO – Utilizzato come surrogato del caffè, l’orzo è un cereale facilmente digeribile, ricco di calcio, ferro, magnesio e potassio. Una tazza di orzo, al mattino, è un’alternativa energetica importante al latte ed aiuta a prevenire malattie alle ossa grazie al fosforo che contiene, a prevenire gastrite e problemi di colite spastica.

TORTE – Perché non iniziare la giornata con il dolce sapore di una torta appena sfornata? Una delle alternative più sane ai biscotti confezionati sono le torte che possono esser fatte in casa con alimenti sostanziosi e senza grassi vegetali. Una fetta di torta alle carote o una torta allo yogurt, a colazione, accompagnate da un bicchiere di succo di frutta o di latte fresco, è un buon modo per iniziare la giornata.

BISCOTTI – I biscotti sono uno dei prodotti alimentari più venduti per la colazione italiana. Per quanto semplici, è bene ricordare che i biscotti confezionati hanno sempre conservanti e grassi idrogenati che non fanno bene al nostro organismo. Per variare la nostra colazione, di tanto in tanto, è opportuno scegliere sempre biscotti integrali o con basso contenuto di zuccheri.

CORNETTI – Per i più golosi cosa c’è di meglio del profumo di un cornetto caldo al mattino? Sicuramente pochissime altre cose. I cornetti danno al nostro corpo un forte apporto calorico e sono quindi da evitare per chi sta seguendo una dieta ipocalorica. Inoltre, sebbene ogni tanto ci si possa concedere questo “peccato di gola”, è bene sempre preferire quello fresco a quello confezionato.

 

 

dal sito www.benesserevillage.it

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Alimenti contro le scottature

E’ estate, tempo di abbronzatura ma anche di scottature solari, soprattutto nel caso in cui non ci si esponga al sole con le dovute accortezze. Oltre ad accertarsi di utilizzare una protezione solare adatta al proprio tipo di pelle, preferibilmente costituita da filtri minerali e priva di derivati del petrolio e di profumazioni sintetiche, è bene imparare a curare maggiormente la propria alimentazione, sia per favorire la tintarella, sia per porsi al riparo da fastidiose scottature, dai danni che i raggi ultravioletti potrebbero provocare e dalle loro eventuali conseguenze negative sulla salute.

Ecco cinque alimenti che dovrebbero essere aggiunti alla propria dieta per provare a tenere alla larga le scottature solari.
1) Pomodori

I pomodori contengono un elevato quantitativo di licopene, un elemento nutritivo considerato fondamentale per la prevenzione delle scottature solari. Studi scientifici hanno confermato come coloro che consumano pomodori ogni giorno, anche sotto forma di salsa, ricevono attraverso la propria alimentazione una maggiore protezione nei confronti delle scottature solari più gravi e dei danni a lungo termine ad esse connessi. Sicuramente noi italiani, casi di allergia a parte, non abbiamo difficoltà a consumare quotidianamente pomodori o salsa di pomodoro lungo tutto il corso dell’anno. Non è poi certamente un caso che la natura ci offra questi portentosi ortaggi proprio in estate.

2) Angurie

Le angurie sono considerate un vero e proprio simbolo dell’estate e anch’esse, proprio come i pomodori, vengono consigliate per la loro ricchezza di licopene come elemento in grado di prevenire le scottature solari. Naturalmente nella loro prevenzione giocano un ruolo fondamentale il buon senso e la consapevolezza di non poter esporsi al sole nelle ore più calde ed eccessivamente a lungo se si sa di avere una pelle molto sensibile, soprattutto nei primi giorni di vacanza. Un aiuto può certamente giungere dall’anguria, che per il suo ricco contenuto d’acqua ci aiuta inoltre a prevenire la disidratazione. Per la sua freschezza risulta ottima da consumare come spuntino in diversi momenti della giornata.

3) Te’ verde

Il tè verde, ricco di proprietà benefiche, è tra l’altro considerato in grado di proteggere la nostra pelle dai possibili danni causati dai raggi ultravioletti . La sua azione protettiva nei confronti della pelle e delle sue cellule sarebbe dovuta all’elevato contenuto di polifenoli presenti nelle foglie da cui si ricava tale bevanda. I suoi effetti positivi sono stati studiati sia nel caso si assuma il tè verde bevendolo normalmente sia nelle sue applicazioni per uso topico, con particolare riferimento a malattie come il cancro . Una varietà di tè verde considerata particolarmente portentosa in tal senso è il “tè matcha” per via del suo elevato contenuto di antiossidanti.

4) Cacao

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha potuto confermare attraverso studi specifici come alimentarsi con cibi ricchi di cacao, possa aiutare la nostra pelle a proteggersi dai danni causati dall’esposizione ai raggi ultravioletti, cancro compreso. Test specifici sono stati eseguiti su di un gruppo di donne che hanno accettato di sottoporsi volontariamente ad una dieta che prevedeva il consumo di cacao a colazione per un periodo di tre mesi. In merito alle donne a cui era stato richiesto di fare colazione impiegando cacao particolarmente ricco di flavonoidi è emerso come la loro pelle tendesse ad arrossarsi molto meno facilmente rispetto a quella di coloro che avevano assunto a colazione alimenti scarsamente ricchi di flavonoidi nel corso dell’esposizione al sole. La loro pelle risultava inoltre più morbida ed idratata.

5) Olio di lino

Studi scientifici riguardanti le patologie cancerogene legate all’esposizione della pelle ai raggi ultravioletti sembrano confermare l’importanza di una corretta assunzione di omega3 nella propria dieta a fini protettivi. Una delle principali fonti vegetali per l’assunzione di acidi grassi essenziali è rappresentata dall’olio di lino. L’olio di lino presenta un contenuto equilibrato di acidi grassi omege3 ed omega6, che lo rendono un integratore alimentare perfetto per assicurarsi la quantità giornaliera necessaria di tali nutrienti. L’olio di lino contiene 57 grammi di omega3 ogni 100 grammi di prodotto. Per assicurare la copertura del proprio fabbisogno di Omega3, laSocietà Scientifica di Nutrizione Vegetariana consiglia il consumo quotidiano di due o tre porzioni al giorno di omega3, ognuna ottenuta da: 2 cucchiaini di olio di lino; 1 o 2 cucchiaini di olio di lino e 30 grammi di noci, oppure 1 cucchiaino di olio di lino più un cucchiaino di semi di lino tritati con un macinacaffè. L’olio di lino deve essere conservato in frigorifero per evitarne il deterioramento e consumato entro 8 settimane dall’apertura.

 

dal sito www.greenme.it

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Curcuma

In India è conosciuta ed utilizzata da almeno 5.000 anni, come medicina, spezia e anche colorante; botanicamente parlando, la curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberacee. Si tratta di piante erbacee, perenni, dotate di rizoma e coltivate prevalentemente nelle regioni tropicali.
La pianta della curcuma è caratterizzata da foglie lunghe a forma ovale, mentre i fiori sono raccolti in spighe. Il suo nome deriva dalla lingua persiana-indiana e precisamente dalla parola Kour Koum, che significa zafferano; infatti la Curcuma è anche nota col nome di Zafferano delle Indie. I suoi rizomi, che sono la parte della pianta che contiene i principi attivi, o droga, vengono fatti bollire per parecchie ore e fatti seccare in grandi forni, dopodiché vengono schiacciati  fino ad ottenere una polvere  giallo-arancione che viene comunemente utilizzata come spezia nella cucina del Sud Asia.
La spezia che si ricava dalla curcuma, come abbiamo detto di un bel colore giallo dorato, contiene centinaia di componenti; tuttavia l’attenzione degli studiosi si è concentrata su uno in particolare: la curcumina.
Altri componenti della curcuma sono rappresentati da potassio, da vitamina C, e per il 26% da amido. Molto importante anche la presenza di oli eterici che sono in grado di stimolare l’appetito e quelli amari che sono in grado di stimolare la formazione di enzimi digestivi.
Proprietà Curative e Benefici della Curcuma
In base a recenti studi è risultato che la curcumina potrebbe essere utile a contrastare l’insorgere di almeno otto tumori: colon, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni, mammelle e leucemia. La curcuma viene impiegata nella medicina tradizionale indiana e in quella cinese come disintossicante dell’organismo, in particolare del fegato e come antinfiammatorio. Queste proprietà salutari che vengono attribuite alla curcuma dalla tradizione popolare sono le stesse che oggi vengono confermate dalla medicina ufficiale, anche alla luce dei numerosissimi studi e scoperte che la scienza attuale ha ufficialmente confermato.
La cosa che ha “catturato” l’attenzione degli studiosi è il fatto che nei paesi asiatici e in particolare in India, dove il consumo di curcuma è altissimo, l’incidenza dei tumori è molto bassa. Molto interessanti le proprietà antiossidanti della curcumina che sono in grado di trasformare i radicali liberi in sostanze inoffensive per il nostro organismo oltre naturalmente a rallentare l’invecchiamento del nostro patrimonio cellulare. Molto valida anche l’azione cicatrizzante della curcumina; in India infatti viene applicato il rizoma di curcuma per curare ferite, scottature, punture d’insetti e malattie della pelle con risultati veramente soddisfacenti. Infine, secondo uno studio pubblicato sulla rivista ” Cancer Research”, la curcuma avrebbe un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento del tumore alla prostata. Si è inoltre constatato che l’effetto della curcumina è ancora più evidente quando associato ad un isotiocianatopresente in verdure come il cavolo, i broccoli o il cavolo rapa.
Lo sapevate? Un cucchiaino di curcuma corrisponde a 2 calorie. In cosmesi la curcuma è nelle formule di prodotti solari, antirughe, dermopurificanti e antiforfora.
La curcumina è usata oltre che come colorante alimentare (E 100) come sostanza colorante per lana e seta e come indicatore acido-base visto  che in ambiente basico il colore si trasforma in  rosso.
Purtroppo, come avviene in molti altri campi, la curcuma viene aggiunta , dalle aziende poco serie, per “allungare” il più costoso Zafferano; in questo caso, fortunatamente, viste le proprietà salutari della curcuma, non vi sono problemi.
La pianta da cui si ricava la curcuma è quella della Curcuma longa, una pianta che vive tra i 20 ed i 30 gradi. Il primo produttore al mondo di curcuma è l’India con la sua città Sangli, a sud dell’India,  che rappresenta il centro principale di produzione.
La polvere di curcuma è l’ingrediente che dà il colore caratteristico al curry; il sapore è molto volatile mentre, al contrario, il colore si mantiene inalterato nel tempo. Per questo motivo è una sostanza che viene largamente impiegata nel ramo alimentare come colorante, il suo codice è E 100; alimenti come il formaggio, yogurt, mostarda, brodi vari in scatola e altri ancora vengono spesso colorati con derivati della curcuma.
L’olio di curcuma può essere impiegato per sostituire l’olio di oliva in tutti i suoi usi; apporta benefici al metabolismo del fegato e dei grassi in generale.
Olio alla curcuma
Ingredienti per 50 cl. di olio:
50 cl. di olio extravergine di oliva
3 cucchiaini di curcuma in polvere
Mettere l’olio e la curcuma in un barattolo con chiusura ermetica e mescolare bene fino alla completa amalgamazione dei due ingredienti. Lasciare macerare il tutto ricordandosi di agitare bene il contenitore una volta al giorno.
Trascorsi sette giorni non agitate il barattolo e travasate il tutto in una bottiglia di vetro evitando di far scendere la curcuma che nel frattempo si sarà depositata sul fondo.
Grazie al notevole potere ossidante è chiamato anche “olio della giovinezza”.

 

Usi della Curcuma

Per un uso salutistico è sufficiente riuscire ad integrarla nella nostra dieta quotidiana. Un paio di cucchiaini da caffè al giorno sono la dose ideale; si può aggiungere a fine cottura di molti alimenti ma si può anche aggiungere a vari tipi di yogurt o farne una salsa. E’ importante ricordare che la curcuma va assunta insieme al pepe nero o al tè verde per facilitarne l’assorbimento. Non solo. Anche l’abbinamento a qualche grasso, tipo olio d’oliva, burro, o quant’altro, facilita l’assorbimento della curcuma.
Conservazione
La curcuma viene normalmente venduta in polvere. In questo caso va conservata dentro a un vaso di vetro sigillato ed in un  luogo fresco e asciutto per mantenerne più a lungo l’aroma; è buona cosa che il vaso non sia trasparente così da non far filtrare la luce che danneggerebbe le proprietà della “preziosa” polvere.
Precisazioni
Da non confondere con il curry, la curcuma è una polvere giallo scuro che deriva da una pianta appartenente alla famiglia dello zenzero. Il suo assorbimento da parte del nostro organismo è piuttosto basso e questa particolarità ne rende l’impiego molto sicuro, in quanto diventa molto difficile assumerne quantità notevoli che sarebbero dannose all’organismo. Al contrario, questa peculiarità, potrebbe essere di impedimento alla sua efficacia; in questo caso ci vengono in aiuto due “spezie”: il pepe nero ed il tè verde, la cui assunzione, aumenta in modo sostanzioso l’ assorbimento di alcune sostanze alimentari, tra cui la curcumina.
dal sito www.mrloto.it
Categories Consigli, News, Salute

Portiamo la primavera a tavola!

E’ arrivata la primavera!

Le giornate si allungano, le temperature si fanno più miti e gli alberi iniziano a ricoprirsi nuovamente di foglie.
Purtroppo di contro iniziamo ad avvertire una serie di piccoli malesseri quotidiani, derivati proprio dal rifiorire della natura che provoca, specie nei soggetti più anziani, una serie di sintomatologie come ansia, depressione, stanchezza, palpitazioni 

Molti di questi sintomi possono essere curati a tavola, tramite una dieta equilibrata contenente molto ferro abbinata ad alimenti leggeri e depurativi.

In inverno, infatti, abbiamo fatto una sorta di “scorta” di calorie, necessarie per affrontare il clima rigido, ma in primavera l’alimentazione dovrà contemplare molta frutta e verdure (specie le insalate fresche), ovvero di cibi particolarmente ricchi di vitamine e sali minerali.

La primavera a tavola: alimentazione consigliata

Per superare bene il lungo periodo invernale trascorso tra smog e impianti di riscaldamento, è necessario tra l’altro fare uso di cibi rinfrescanti, come carotefinocchisedanodragoncelloorticamelepere,agrumifragole
Naturalmente saranno da ridurre drasticamente i consumi di cibi ad alto tenore calorico, quali formaggi, insaccati, carne grassa, dolci e naturalmente alcolici e superalcolici.
Concludiamo enunciando la regola principe del vivere sano: dormire a sazietà e bere molta acqua!

Dai nostri orti in primavera arrivano insalate novelle, le prime fragole, cicorie e asparagi che sappiamo essere insostituibili disintossicanti generali del nostro organismo, spinacicarote novelle, fave, piselli e altri prodotti che costituiscono fonte di sali minerali e vitamine che ci prepareranno ad affrontare al meglio lo stress estivo.

Primavera in cucina significa soprattutto verdura. Ma risulta essenziale che le verdure fresche tenere e saporite di questa stagione non vengano “massacrate” da preparazioni molto elaborate o da condimenti vari in quantità eccessiva.

La regola è infatti quella della massima semplicitàlattuga novella, dolce e tenera, qualche foglia di rucola, del finocchio affettato sottile, dei ravanelli, un pizzico di erba cipollina e un semplice “giro” d’olio extravergine di oliva ed ecco una rinfrescante e piacevolissima insalata da veri intenditori.

Passando alle minestre invece, quelle caratterizzate da cotture veloci, un brodo leggero di pollo o un brodo vegetale, con verdure tagliate a dadini insaporite in un soffritto di base, coperte con acqua tiepida e portate a cottura dai 10 ai 15 minuti sono il veicolo migliore per esaltare la freschezza delle verdure primaverili.

Per i secondi la vignarola romana (misto di verdure stufate in olio), è il piatto che impersona questa stagione dato che si può gustare soltanto per un paio di settimane, quando carciofipisellifave, cipollotti e lattuga, sono presenti contemporaneamente sul mercato.

E per finire la frutta: fragole, pesche noci, lamponi e albicocche, con specialmente le prime vere regine per immagine della frutta primaverile.

Ricche di antiossidanti, contengono svariati minerali come fosforo, calcio, ferro e vitamine A, B1, B2 e soprattutto C, il tutto abbinato ad un basso apporto calorico (circa 25/30 calorie per 100 grammi di prodotto) e pochi zuccheri, ma occhio alle allergie!

Dal sito: www.buonissimo.org

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Impariamo le vitamine… Vitamina A

La Vitamina A o retinolo deriva da un precursore il beta carotene, una provitamina che viene trasformata nell’organismo.

Il retinolo proviene da fonti animali mentre i carotenoidi sono provitamine ricavate da fonti vegetali. Non a caso sono proprio i carotenoidi a conferire ad alcuni tipi di frutta e verdura il tipico colore giallo-arancio.

Esistono più i 600 tipi di carotenoidi, il più diffuso e conosciuto è il beta carotene. All’interno del nostro organismo uno specifico enzima intestinale è in grado di trasformare una molecola di beta carotene in due molecole di vitamina A .

La Vitamina A è una vitamina liposolubile che viene depositata nel nostro organismo a livello epatico; le sue riserve sono tali da garantire il buon funzionamento del corpo per un periodo di uno o due anni (in un organismo sano e ben nutrito).

La vitamina A:

  • è essenziale per le cellule epiteliali, per la crescita delle ossa e dei denti
  • per la normale maturazione sessuale nell’adolescente  e la fertilità nell’adulto
  • aumenta la resistenza alle infezioni rinforzando il sistema immunitario
  • assicura un buon funzionamento della vista e permette la visione crepuscolare
  • protegge la pelle dai danni causati dall’esposizione al sole ed ha un potente effetto antiossidante (combatte i radicali liberi, contrasta gli effetti dannosi provocati dall’inquinamento e dal fumo; previene il cancro alla prostata);

cibi ricchi di beta-carotene sono carote, verdure gialle e a foglia verde scuro (spinaci, broccoli), zucca, albicocche, patate dolci e meloni. La vitamina A o retinolo è reperibile nel fegato, nel tuorlo d’uovo, nel pesce, nel latte intero, nel burro e nel formaggio.

DOSAGGIO: Un’assunzione eccessiva di vitamina è dannosa  soprattutto se di origine animale, mentre se assunta sotto forma di beta carotene (di origine vegetale) i suoi effetti da iperdosaggio sono minimi. Si consiglia l’assunzione di almeno 1.000 UI (unità internazionali) al giorno per l’individuo sedentario, mentre per uno sportivo, durante la gestazione e l’allattamento è opportuno aumentare queste dosi. Tuttavia in Italia, considerando la qualità  dell’alimentazione seppur con le sue variabilità territoriali, il fabbisogno giornaliero di vitamina A viene sempre garantito e non si registrano attualmente casi di carenza di vitamina A.

Dal sito: www.my-personaltrainer.it

 

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