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Tag Archives: benessere

Categories Benessere, Tips & Tricks

Venerdì… l’ora dell’aperitivo

“Colpevole, Vostro Onore”.

Ecco, fatta la premessa posso raccontarvi tutto.

Del resto, alzi la mano chi non associa un momento di totale relax ad un buon bicchiere di vino magari bevuto in una vasca da bagno piena di bolle, luce soffusa e silenzio?

Oggi voglio spingermi un po’ oltre perché quando le settimane sono particolarmente difficili ho un posto preferito dove i cocktail diventano una vera esperienza di gusto.

Facciamo tutte le raccomandazioni subito così non ci pensiamo più: l’alcol va assunto in quantità moderate, è una sostanza non nutriente (che significa che tutto quello che ci porta sono calorie che si trasformano in grasso; non è il modo più corretto per dirlo ma rende perfettamente l’idea), causa infiammazioni alla mucosa intestinale, sottopone il nostro fegato a grande stress se assunto in quantità maggiori a quelle consentite. Perciò non c’è da scherzare, è importante controllarne l’assunzione.

Seconda confessione: il mio preferito è il Martini Cocktail. E nel mio posto preferito, il Banco, cocktail bar sui Navigli a Milano, lo fanno davvero bene.

In una serata di particolare stravaganza mi sono spinta a provare la versione estiva: il Yellow Tomato Rocket Martini, un Martini con datterini gialli sciroppo di rucola.

 

BOOM!!! Esplosione di gusto.

Ho smesso di avere sensi di colpa all’improvviso, si capisce che c’è una bella differenza tra un cocktail con un improbabile colore fluo, una cannuccia di plastica ed un ombrellino di carta ed uno che ha il profumo ed il sapore dell’estate, che è una cosa bella da vedere ed odorare prima ancora di assaggiare.

E allora in questo modo possiamo cambiare il nostro modo di bere, possiamo trasformare questa nostra esperienza in un’esperienza di gusto, sapore, profumo e totale relax. Un momento che ci regaliamo ogni tanto e per questo dobbiamo dargli un valore aggiunto.

Anche qui è fondamentale la scelta della materia prima, non sto dicendo che anche il cocktail diventa “sano” perché i pomodori sono freschi, ma volete mettere se i pomodori vi vengono spremuti davanti agli occhi, se la scorzetta di limone viene tagliata al momento, se le erbette aromatiche sono lì con voi in bei vasetti e la spesa di frutta e verdura viene fatta ogni giorno dal fruttivendolo di fiducia?

Questo è il plus che dovremmo dare ai nostri momenti di trasgressione perché è anche in questi momenti che ci dobbiamo trattare bene, che ci deve essere qualità e non quantità che poi fa scatenare quei sensi di colpa di cui vogliamo tanto liberarci.

Altra cosa divertente di questo posto sono i cocktail che i nostri bartender improvvisano, creano, studiano partendo dai grandi classici, fanno in base al gusto del cliente che hanno davanti. Eccovene qualche assaggio (purtroppo solo scritto…):

  • Yoga Cocktail – il cocktail di chi non beve mai (o almeno ci prova!) – è a base di rum e si ispira alla ricetta del golden milk. Dentro troverete curcuma fresca, mandorle, miele, cannella e succo di limone. Una vera carica energetica.
  • Flower Aviation: un cocktail presentato tutto l’anno ma per me adattissimo alla primavera perché è fatto con un mix di liquori ai fiori: rosa, lavanda, violetta, sambuco. Anche la presentazione non è niente male!
  • Fel suk (tradotto: al mercato): questo cocktail estivo ha sentori orientali dati dal campari aromatizzato al Karkadè, vermouth e, attenzione attenzione… homemade marmellata di ciliegie e prugne.
  • Elisir d’autunno fatto solo quando ci sono i cachi con succo di melograno e vaniglia ed offerto sia in versione alcolica che non alcolica.

Quando mangiamo e beviamo siamo sempre consapevoli, decidiamo con che cosa nutrirci. I divieti non mi piacciono e mai li imporrò, credo che farsi un regalo ogni tanto, concedersi una cosa in più sia sacrosanto ed anche in questo caso possiamo scegliere, dobbiamo scegliere e se lo facciamo bene sarà appagata la nostra voglia ma anche il nostro umore e il nostro benessere.

Terza e ultima confessione: l’idea di questo articolo mi è venuta un venerdì sera al Banco chiacchierando con Laura e Francesco (sì sì, i due maghetti che preparano queste pozioni magnifiche), mi hanno raccontato come va la loro giornata di lavoro o meglio la loro nottata, le loro ricette le loro preferenze. Provo allora a presentarveli così con quello che mi hanno raccontato loro.

Laura fa questo lavoro dal 2014 e il suo cocktail preferito è quello che beve quando ha finito di lavorare, quello che invece preferisce fare è quello per i suoi clienti preferiti.

Francesco – bartender dal 2004 – invece ci ha confessato che il suo preferito è il Manhattan mentre quello che preferisce fare è quello che deve ancora inventare.

A questo punto la giuria si ritira per deliberare, ma sono sicura che verrò assolta!

 

Categories Pranzo, Ricette

Risotto con cipolla, uva e robiola

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g riso Carnaroli
  • 1/2 cipolla rossa di Tropea
  • qualche acino di uva rossa e bianca
  • 1 robiola
  • 1/4 bicchiere di vino bianco
  • olio EVO qb
  • brodo vegetale

Preparazione:

Fate un leggero soffritto con la cipolla e aggiungete gli acini di uva tagliati a pezzetti. Lasciatene alcuni come guarnizione finale.
In una padella fate tostare il riso, sfumate con il vino bianco e cuocetelo con il brodo vegetale.
Quando il riso è pronto aggiungete cipolla e uva e mantecate con la robiola.
Servite il risotto ben caldo e buon appetito!

Categories Benessere, Tips & Tricks

Il Frigorifero si organizza così

Quando torniamo a casa dopo aver fatto la spesa spesso litighiamo con il frigorifero perché ammassiamo a caso quello che abbiamo comprato, buttiamo dentro tutto, speriamo che una volta che apriremo la porta non ci cada tutto addosso.

Ma ci sono delle regole ben precise per conservare gli alimenti in frigo, non solo per avere più ordine ma soprattutto per far sì che gli alimenti si conservino al meglio, per ridurre al massimo gli sprechi e per avere in tavola alimenti sempre freschi e gustosi.

Come prima regola dobbiamo ricordarci di riporre in frigo gli alimenti in appositi contenitori, ricoperti con la pellicola o con alluminio (attenzione a quello che usiamo: sia i contenitori che le varie pellicole devono essere adatte al contatto con alimenti).

Prima però di capire come conservare tutto al meglio vediamo quali alimenti non devono essere conservati in frigorifero:

  • Frutta e verdura non ancora mature: qui non terminerebbero il loro processo di maturazione e non porteremo così in tavola tutti i nutrienti che frutta e verdura devono sviluppare.
  • Pane, prodotti da forno non farciti con creme, e pasta: prenderebbero troppa umidità aumentando così la probabilità di crescita di muffe.
  • Frutta esotica ed agrumi.

Ed ovviamente non vanno conservati in frigo: scatolame, conserve e salse ancora chiuse, olio ed erbe aromatiche.

La temperatura all’interno del frigorifero non è uniforme: è più bassa nei ripiani più bassi e più alta nei ripiani più alti, anche se nei frigoriferi di ultima generazione è presente una ventola che permette una distribuzione uniforme della temperatura tra i vari ripiani. In ogni caso lo sportello rimane in assoluto la parte meno fredda.

Ecco allora come deve essere organizzato il nostro frigo partendo dal basso!

  • Nei cassetti vanno riposti frutta e verdura non ancora lavati e in sacchetti di carta che permettono la traspirazione e non consentono la formazione di umidità che si formerebbe nei sacchetti di plastica. In questo scomparto i prodotti sono protetti dalle basse temperature che altrimenti li danneggerebbero.
  • Nel ripiano al di sopra dei cassetti, che è il ripiano in assoluto più freddo, vanno posti carne e pesce. Oltre alle temperature è importante tener conto dei tempi di conservazione: non più di tre giorni per la carne e mai più di 24 ore per il pesce.
  • Appena sopra metteremo latte e latticini e confezioni di marmellate e conserve aperte. Latte e latticini tendono ad assorbire molto gli odori, cerchiamo perciò di chiudere bene le confezioni.
  • I salumi vanno conservati nello stesso ripiano dei latticini ben avvolti nella carta che ci ha dato il salumiere.
  • Gli avanzi del pranzo e della cena vanno riposti nel ripiano più alto in appositi contenitori ben chiusi.
  • Nello sportello vanno riposti gli alimenti che possono stare a temperature di 10-15°C: uova, burro, bibite, salse.

Oltre a dove riporre gli alimenti è altrettanto importante come riporli: il frigo non deve mai essere colmo, ci deve essere il giusto spazio per garantire il passaggio di aria per una corretta distribuzione della temperatura.

Per mantenere la temperatura costante all’interno del frigo è fondamentale non lasciare lo sportello aperto per tempi troppo lunghi ed aprire e chiudere la porta velocemente, soprattutto è importante non mettere in frigo pietanze calde per non causare sbalzi troppo elevati di temperatura.

Come ultimo consiglio ricordiamoci di controllare sempre la data di scadenza di tutti gli alimenti!

Una buona conservazione ci permette di ridurre gli sprechi e di consumare alimenti che mantengano sia le loro caratteristiche organolettiche che la loro salubrità non provocando così problemi alla nostra salute.

Cosa non ci deve mai essere nel frigorifero di un donatore (sinonimo di persona in buono stato di salute):

  • Carni troppo grasse, salumi e formaggi in elevata quantità: sono alimenti ricchi in colesterolo! (Ciò non significa doverli eliminare completamente dalla nostra alimentazione).
  • Torte o pasticcini alla crema: prima della donazione è bene consumare dei pasti leggeri, non bisogna assolutamente appesantirsi.
  • Margarine: sono da evitare tutti i grassi idrogenati perché favoriscono la formazione del colesterolo LDL che è quello cattivo!
  • Bevande alcoliche: non vanno mai assunte prima di una donazione.

 

Articolo scritto per www.avisprovincialetreviso.it

Categories Benessere, Tips & Tricks

I Sali Minerali: quali sono e a cosa servono

Quando parliamo di corretta alimentazione tendiamo a soffermarci sui MACRONUTRIENTI (nutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno in “grandi” quantità) e cioè: carboidrati, proteine, grassi.

Dei MICRONUTRIENTI – sali minerali e vitamine (di cui parleremo un’altra volta altrimenti l’elenco diventerebbe troppo lungo) – si sente parlare soprattutto d’estate quando la temperatura aumenta, si suda di più e tutti ci dicono di reintegrare i sali che abbiamo perso.

I sali minerali non forniscono energia al nostro corpo, perciò è idea comune che non intervengano nella regolazione del peso e perdono così quasi tutto l’interesse. Sono invece fondamentali in tutti i processi vitali e ora cerchiamo di capire come!

A cosa servono? Dove li troviamo? Quanti ce ne sono?

Innanzitutto è importante sapere che il nostro organismo non li può produrre da solo, l’unico modo che abbiamo di assumerli è con l’alimentazione.

La buona notizia è che frutta e verdura ne sono ricchissime, perciò non dovrebbe essere difficile per nessuno (a patto di avere un’alimentazione squilibrata senza vegetali) assumerli nelle giuste dosi.

Nel nostro corpo sono presenti in due forme:

  • Allo stato solido, come nelle ossa e nei denti:
  • In soluzione, come nel sangue e nei liquidi biologici.

In base al nostro fabbisogno poi possono passare da uno stato all’altro. Un esempio noto a tutti è quello del calcio che può essere prelevato dalle ossa per andare nel sangue e svolgere tutte le sue funzioni o, viceversa, passare dal sangue alle ossa.

In funzione alla quantità di cui abbiamo bisogno si suddividono ulteriormente in:

  • MACROELEMENTI: calcio, fosforo, magnesio, zolfo, sodio, potassio, cloro.
  • MICROELEMENTI: ferro, rame, zinco, iodio, fluoro, selenio, molibdeno, manganese.

 

ELEMENTO FUNZIONE DOVE SI TROVA
CALCIO Partecipa alla formazione di ossa e denti, nella coagulazione del sangue, è importante per il funzionamento delle difese immunitarie, per la trasmissione degli impulsi nervosi e nella contrazione muscolare. ·      Latte e derivati

·      Ortaggi a foglie verdi

·      Legumi

·      Cereali integrali

·      Uova

·      Frutta secca

FOSFORO Rende forti ossa e denti, si trova in tutte le cellule ·      Pesce

·      Latte e derivati

·      Cereali integrali

MAGNESIO Coinvolto in numerosi processi come l’utilizzo del glucosio, la produzione di energia, sintesi di acidi nucleici e proteine. ·      Cereali integrali

·      Ortaggi a foglia verde

·      Noci

·      Mandorle

ZOLFO È un costituente fondamentale delle proteine. ·      Carne

·      Pesce

·      Latte e derivati

·      Legumi

·      Cereali integrali

SODIO E POTASSIO Mantengono l’equilibrio dei fluidi nell’organismo, partecipano alla trasmissione dell’impulso nervoso e alla contrazione muscolare. ·      Legumi

·      Ortaggi a foglia verde

·      Frutta

·      Latte e derivati

SODIO: in tutti gli alimenti salati

CLORO Mantiene l’equilibrio elettrolitico e partecipa ai processi deigestivi ·      Costituisce con il sodio il sale da cucina

I MICROELEMENTI permettono l’attività di molti enzimi e garantiscono il benessere di ossa, tessuti ed organi. Ad esempio il ferro serve alla respirazione, il fluoro contrasta la carie ed il cobalto è un costituente della vitamina B12.

Un’alimentazione sana ed equilibrata può da sola soddisfarne il fabbisogno. Per alcuni sali minerali però come calcio, ferro e iodio si può andare incontro a sindromi di carenza in particolari condizioni fisiologiche come gravidanza e menopausa. È per questo che il livello ematico di questi elementi viene maggiormente controllato.

Il deficit di ferro (valutato sui valori di ferritina) è spesso causa di anemia. In questo caso è controindicata la sola donazione di sangue intero mentre è consentita la donazione del plasma!

Articolo scritto per www.avisprovincialetreviso.it
Categories Cena, Ricette

Minestrone di fagioli dall’occhio

Leggerezza per me è sinonimo di legumi e pesce (se vogliamo parlare di qualcosa che ci dia sostanza), perciò sarò monotona in questo periodo. Ieri ho fatto questo minestrone con carota, scalogno, sedano e i fagioli dall’occhio. Vista la giornata grigia grigia ho usato un pezzettino di lardo di colonnata… devo aggiungere altro?

Ingredienti per 4/6 persone:

  • 2 carote
  • sedano
  • 1 scalogno
  • 300 g di fagioli dall’occhio secchi
  • brodo vegetale
  • 2 fettine di lardo di colonnata

Preparazione:

Fate rosolare leggermente in una pentola a pressione scalogno, carote e sedano con le fettine di lardo di colonnata, aggiungete i fagioli e il brodo vegetale. Fate andare in pentola a pressione per circa mezz’ora.

Quando i fagioli saranno pronti prendetene metà e frullateli, l’altra metà lasciateli interi. Aggiustate a piacere con il brodo vegetale.

Questi fagioli sono ricchi di vitamine  A,  C e quelle del gruppo B ma anche di minerali come ferro, magnesio, potassio, calcio, zinco e selenio. In quanto a proteine, 100 grammi di fagioli dall’occhio ne contengono circa 23 grammi. Sono ideali per preparazioni veloci in quanto cuociono prima degli altri fagioli.

Categories Benessere, Tips & Tricks

Come fare la Lista della Spesa

Gennaio è il mese dei buoni propositi. Gennaio è il mese in cui vengono compilate liste infinite di cose da fare e mi pare quasi di vedere la vostra:

  1. Iniziare la dieta
  2. Iscriversi in palestra

Non mi sbaglio di molto, giusto?

Propositi ottimi, chiunque ci insegna come realizzarli, troviamo fantastici motivatori (in realtà mi sento inclusa in tutti questi ruoli!) ma oggi non voglio parlare di queste cose, mi piacerebbe darvi delle basi solide su cui poi costruire uno stile di vita sano. Perciò cosa c’è di più importante di una spesa fatta bene per avere un corretto stile alimentare? Niente che mi venga in mente.

Se la nostra dispensa e il nostro frigo sono pieni di alimenti di qualità allora sarà più facile anche improvvisare una cena sana, sarà meno probabile cedere in tentazioni unte e caloriche. Insomma, non avremo più scampo per non trattarci bene.

Da dove si parte per fare la lista della spesa? Capita di trovarsi davanti ad un foglietto bianco e non sapere da che parte iniziare, il classico blocco dello scrittore in versione domestica. Capita anche di ritrovarsi di fronte ad un frigo bianco, completamente vuoto ed anche in questo caso la sensazione è quella di panico, di rincorsa ad una soluzione immediata, una corsa al supermercato per tornare a casa con cibo prevalentemente confezionato e quasi pronto.

Diventa così importantissimo “perdere” un po’ di tempo per organizzare la nostra dispensa e fare una lista della spesa ragionata.

Per prima cosa è importante pianificare la nostra settimana alimentare, decidere cosa vogliamo e dobbiamo mangiare. In questa situazione torneranno utili le indicazioni del vostro nutrizionista di fiducia (che sarei sempre io!) che ogni volta che vi vede ci tiene a ripetervi allo sfinimento come devono essere organizzate la giornata e la settimana alimentare. Facciamo un breve ripasso:

  • La giornata deve essere suddivisa in 5 pasti: colazione, merenda, pranzo, spuntino e cena.
  • La colazione deve essere un pasto abbondante ricco di tutti i nutrienti: carboidrati, proteine e grassi.
  • Un primo ed un secondo devono essere alternati a pranzo e a cena.
  • È molto importante rispettare la giusta frequenza dei cibi proteici durante la settimana: pesce 2/3 volte, carne 2 volte, uova 1 volta, formaggio 1 volta.
  • La verdura non deve mai mancare, né a pranzo né a cena.
  • Dobbiamo imparare a mangiare i legumi anche ogni giorno.
  • Quando mangiamo un primo cerchiamo di variare il più possibile il tipo di cereale.
  • Mangiamo almeno 2 frutti al giorno.

Se partiamo da questo presupposto avremmo come prima cosa l’idea della quantità dei diversi alimenti. Nel nostro carrello dovremmo vedere tutte queste in ordine decrescente:

  1. Frutta e verdura;
  2. Cereali (preferibilmente in chicchi ed integrali), pasta e pane;
  3. Latte, yogurt e latticini;
  4. Legumi;
  5. Pesce;
  6. Carne;
  7. Condimenti (immagino che a casa abbiate olio e burro, non è necessario acquistarli ogni volta!)

Questo ordine non vi è un po’ familiare? Pensateci bene… è l’ordine che ci viene indicato nella piramide alimentare; quasi quasi potremmo portarci la piramide alimentare come lista della spesa.

Detto questo, per la settimana, non ci resta che scegliere:

  • 4/5 tipi di verdura di stagione;
  • altrettanti di frutta;
  • pasta e un altro tipo di cereale;
  • pane e cereali per la colazione;
  • latte e/o yogurt per la colazione;
  • un tipo di formaggio per una cena;
  • due tipi di pesce (uno lo posso prendere in quantità maggiore, se avanza lo uso il giorno dopo)
  • due tipi di carne: una bianca e una rossa;
  • delle uova;
  • legumi secchi e legumi in scatola.

Una volta che avrete verificato sempre questo schema base sarà facile fare delle piccole aggiunte a seconda dei piatti che vorrete preparare.

Cercate di avere una dispensa sempre completa con i condimenti, cipolla, aglio e spezie varie, semi oleosi e frutta secca che in un attimo arricchiscono e danno un gusto diverso ai nostri piatti, erbe aromatiche (magari in terrazzo o nell’orto).

Se riuscite ad organizzarvi andate a fare la spesa almeno due volte la settimana: avrete meno cose da acquistare e i vostri alimenti saranno più freschi.

Tenete un blocchetto di appunti in cucina sempre a disposizione, in questo modo potrete annotare i prodotti che finite o se vi viene in mente l’idea geniale, la ricetta più buona della vostra vita la potete mettere nero su bianco immediatamente senza lasciarvela scappare.

Una volta che avete fatto l’elenco di tutto quello che vi serve cercate di copiare la vostra lista mettendo gli alimenti più o meno nello stesso ordine di quello in cui li troverete al supermercato, questo vi permetterà di perdere meno tempo e soprattutto di non lasciarvi tentare da cose che non avevate minimamente considerato.

Lo so lo so, quando lo trovate il tempo per fare la lista? A mala pena riuscite a passare in negozio prima di tornare a casa. Fare la lista per bene può richiedere del tempo, soprattutto le prime volte, poi diventa sempre più facile. Ma è veramente tempo perso quello per la nostra salute? In questo modo saremo davvero consapevoli di quello che scegliamo per il nostro corpo e per il nostro benessere ed anche per il nostro portafoglio! Eviteremo di acquistare cose che abbiamo già, prenderemo le giuste quantità e non butteremo più un grammo di cibo, che scusate ma è una cosa che non si può proprio più accettare.

Impariamo ad usare i tempi di attesa della nostra vita per fare queste semplici cose: mentre siamo all’ufficio postale, dalla parrucchiera e mentre aspettiamo il nostro turno per donare il sangue. Fare la lista della spesa fa parte del nostro progetto di benessere e salute e lo sappiamo tutti quanto ci fa stare bene sentirci dei donatori sani. Perciò proviamo a vederla così questa lista della spesa, magari inizierà pure a piacerci.

 

Articolo scritto per www.avisprovincialetreviso.it

Categories Consigli, News

Quanta attività fisica?

È noto che fare esercizio fisico è salutare per giovani e meno giovani; purtroppo la nostra giornata è scandita da numerosi impegni e tra lavoro, scuola e famiglia non è facile trovare il tempo per fare dell’attività fisica ma soprattutto, per molti, non è prioritario.
Perché lo diventi occorre rinforzare la motivazione. Vi sono almeno 3 ragioni che dovrebbero spingerci a fare attività fisica regolarmente:

  • Lo studio EPIC, pubblicato nell’aprile 2015 basato su un campione di oltre 300.000 europei di 10 differenti paesi, conferma che fare attività fisica riduce il rischio di mortalità per tutti, sia magri che obesi, maschi e femmine mentre il rischio aumenta per coloro che fanno poca o moderata attività e per i sedentari.
  • L’esercizio fisico strutturato ed adeguato modella il corpo, lo rende più agile, lo protegge maggiormente dalle fratture, lo rende più armonioso e robusto.
  • L’attività fisica svolta d’abitudine ha effetti positivi sul nostro sistema nervoso e ormonale: agevola l’apprendimento e la memoria , migliora l’umore e combatte la depressione.

La riduzione del rischio di mortalità è la conferma di quanto molti studi avevano già dimostrato, cioè che l’attività fisica dona benessere e aiuta a prevenire malattie anche importanti, di conseguenza “allunga la vita”. Ma ciò che è fondamentale è la quantità e l’intensità con cui la si pratica ed ogni persona deve individuare i propri limiti per far si che non sia né troppa né troppo poca perché, come diceva il Prof. Margaria (un grande fisiologo italiano) “ l’attività fisica è come una medicina, se ne fai troppo poca non serve , se ne fai troppa fa male ”. Oggi sappiamo che fatta una volta ogni tanto può anche far male e fatta tutti i giorni fa benissimo. Un errore diffuso è quello di giocare una partita faticosa la domenica o correre in bicicletta 3 ore con amici ciclisti, pensando di aver fatto un ottimo allenamento, non è così.

Quanta attività fisica raccomandata?

Innanzitutto, esistono varie tipologie ed intensità di esercizi che devono essere valutati in base alle condizioni cliniche dei singoli individui. Tuttavia, alla popolazione generale, si consiglia di praticare un’attività fisica moderata ma costante, prediligendo una ginnastica di tipo aerobico, come il nuoto, la corsa e/o la bicicletta che aiutano a mantenersi in forma e a bruciare i “grassi in eccesso”. Per capire qual è l’intensità giusta senza misurare o fare calcoli difficili da seguire è possibile osservare il proprio respiro con un semplice test ( talk test ) che aiuterà a capire se si sta mantenendo o meno il giusto vigore. Tuttavia per “bruciare” grassi il metabolismo deve funzionare correttamente; quindi, per preservare maggiormente la massa muscolare, implicata maggiormente nell’aumento del metabolismo, occorrerà dedicarsi anche ad esercizi di rinforzo muscolare. Oltre all’intensità è importante la regolarità dell’allenamento. Secondo le linee guida della SIO (Società Italiana Obesità) e ADI (Associazione Italiana Dietetica) nelle persone adulte, per prevenire l’aumento di peso, oltre alla dieta bilanciata, sono raccomandati almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica d’intensità moderata, praticata per almeno 10 minuti consecutivi (senza soste). Per i soggetti sovrappeso e obesi sottoposti ad una dieta ipocalorica bilanciata, si è osservato che i benefici a livello di calo ponderale aumentano all’aumentare del tempo riservato all’attività fisica:

  • 100 – 150 minuti a settimana determinano una riduzione ponderale minima.
  • 150-250 minuti a settimana portano a una riduzione modesta (2-3 kg in 6-12 mesi).
  • 250-400 minuti a settimana offrono una riduzione di circa 5,0-7,5 kg in 6-12 mesi.
  • 300 minuti a settimana sono considerati ottimali per tutti coloro che vogliono ridurre il rischio di malattie e mortalità.

Quale attività fisica è raccomandata?

L’attività fisica ottimale è quella che impegna sia l’apparato cardiocircolatorio, respiratorio e muscoloscheletrico, senza provocare danni a articolazioni e ossa, es.:

  • Eseguire un allenamento aerobico ad intensità moderata alternata a vigorosa per una durata minima di 40-50 minuti senza pause per 4 o 6 volte a settimana. Camminare, fare jogging, correre, pedalare, nuotare.
  • Eseguire un allenamento anaerobico di rinforzo muscolare 2-4 volte a settimana con numero di ripetizioni crescenti. Esercizi a corpo libero, con pesi o macchine.

Adolescenti e giovani o adulti con buone preparazioni fisiche possono ovviamente praticare sport e raggiungere gli stessi risultati: calcio, basket, tennis, ecc..
Per tutti è importante che l’allenamento sia strutturato:

  • Allenamenti costanti nel tempo, differenti a giorni alterni, con periodi inattivi non superiori alle 48 ore, anche effettuati lo stesso giorno, esempio la domenica un’ora al mattino e una al pomeriggio oppure una partita di 1 o 2 ore ecc..

Anche camminare dà buoni risultati a giovani e anziani, il cammino ha parecchie potenzialità, può essere praticato adintensità moderata (3 o 4 km/ora) ma anche vigorosa (5-6 km/ora) , si può camminare in percorsi misti (montagna, ecc.) e per periodi lunghi anche di alcune ore.
Il ballo può essere considerato un buon esercizio aerobico settimanale soprattutto se il tempo dedicato è sommato ad altre attività, per esempio: camminare 3 volte a settimana per complessivi 180 minuti e ballare per 120 diventa un allenamento da 300 minuti , sempre che il ballo sia fatto con una certa intensità, non un lento, per intenderci.
Per perdere peso invece è necessaria un’attività che faccia “bruciare” i grassi di deposito mantenendo l’allenamento nel tempo. Infatti, per i primi 10-15 minuti , il nostro organismo consuma gli “zuccheri pronti”, introdotti con l’alimentazione, ed è solo nei minuti successivi che inizierà a prendere energia dai “grassi” che abbiamo accumulato; mediamente dopo 20 minuti s’inizia a consumare sia grassi che zuccheri, proseguendo l’allenamento si arriverà a consumare sempre meno zuccheri e più grassi fino a consumare solo grassi, il che mediamente avviene dopo circa un’ora di attività.

L’attività fisica fa parte della nostra giornata

Così come è strutturata la nostra giornata alimentare con colazione, pranzo, cena e 2 spuntini, dovrebbe esserlo anche il programma d’allenamento da svolgere quotidianamente. Facciamo l’esempio concreto del protocollo che dovrebbe seguire una persona tipo di 40 anni e normopeso:

  • Ogni mattina fare 5/10 minuti di ginnastica leggera.
  • Ogni lunedì, mercoledì, venerdì e domenica, a qualsiasi orario, 1 ora di aerobica di cui 2 minuti ad intensità vigorosa ogni 10 minuti di moderata.
  • Ogni martedì, giovedì e sabato, a qualsiasi orario, da 30 a 60 minuti di esercizi anaerobici.

L’attività fisica è parte essenziale dello stile di vita delle persone che desiderano guadagnare salute al pari dell’equilibrata e corretta alimentazione.

Anche chi conduce una vita frenetica e sembra non avere mai tempo per sé può scegliere di fare esercizio in uno di questi tre momenti, basta tener presente che per ognuno di questi ci sono regole e consigli da ricordare:

Appena svegli
La mattina presto, prima di iniziare la giornata, può essere molto utile un po’ di ginnastica a corpo libero (risveglio muscolare) o stretching (solo per chi è capace) per sciogliere le articolazioni rimaste ferme durante la notte. Quando fate il vostro allenamento, prima di andare al lavoro, ricordate che è necessario riattivare il sistema cardio-circolatorio e respiratorio, pertanto muovetevi con dolcezza e gradualmente per circa mezz’ora evitando di stancarvi troppo e di consumare troppe energie che serviranno per il resto della giornata lavorativa.
Prima o dopo fate sempre una giusta colazione .

Pausa pranzo
Se volete fare allenamento durante la pausa pranzo occorre mangiare prima qualcosa di leggero (circa il 15% delle Kcal della giornata) e, dopo aver fatto attività fisica, assumere l’altra metà del pasto raggiungendo il 30/35% delle kcal previste per la giornata; è sconsigliabile allenarsi a digiuno. In questo modo e a quest’ora è meglio dedicarsi a esercizi anaerobici, senza esagerare per non dover tornare al lavoro con i muscoli troppo dolenti. Anche se l’attività isotonica (aerobica di potenziamento muscolare) comporta certamente un minor consumo calorico rispetto ad un lavoro aerobico, è consigliabile fare lo spuntino del pomeriggio per non arrivare a cena con troppa fame.

Fine giornata
Alla sera, dopo il lavoro ci si può sfogare con un bell’allenamento aerobico come la corsa, la bicicletta o un corso di step o GAG (Gambe Addominali Glutei) dove l’impegno è di forte consumo calorico. È bene allenarsi prima di cena ricordando che, prima di coricarsi, bisognerà attendere 3 ore. Leggi anche
Quale cena per non ingrassare e dormire bene
Naturalmente non è obbligatorio iscriversi in palestra per svolgere attività fisica. Tutto quello che serve sono delle comode scarpe, un po’ d’iniziativa e molta costanza. Si può camminare con un buon ritmo, correre, andare in bicicletta, fare scale, esercizi a corpo libero che comunque utilizzano i muscoli sia degli arti superiori che inferiori e gli addominali. Queste sono attività semplici che si possono effettuare all’aria aperta o in casa propria.

Regole comportamentali

  1. Prima di intraprendere qualsiasi tipo di esercizio è meglio sottoporsi ad una visita medico-sportiva.
  2. Praticare attività aerobica inizialmente con un’intensità bassa e aumentare gradualmente per un ottimale consumo di grassi, alternando momenti di attività più vigorosa.
  3. Prevedere delle piccole sessioni intervallate da brevi pause, 30/60 secondi, soprattutto nei primi approcci all’attività fisica.
  4. Evitare di allenarsi durante le ore più calde del giorno in estate, o in ambienti troppo umidi o freddi in inverno.
  5. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno e durante gli allenamenti assicuratevi di bere frequentemente piccole quantità per volta. È importante idratarsi correttamente per reintegrare sia i liquidi sia i sali minerali che vengono persi con la sudorazione. In particolare, questo consiglio è utile per coloro che praticano sport all’aria aperta, esposti al sole.
  6. Scegliere la giusta attrezzatura e vestiario.
  7. Sfruttare ogni occasione per muoversi.
  8. Accostare all’esercizio fisico un’equilibrata alimentazione.
  9. Evitare di fare ginnastica dopo aver consumato un pasto abbondante, se l’organismo è molto impegnato nella digestione, risulta essere meno efficiente nella performance motoria.
  10. Evitare, tuttavia, anche di svolgere attività fisica a digiuno, i muscoli hanno bisogno di energia per funzionare correttamente e di proteine essenziali, in particolare aminoacidi ramificati.

Regole alimentari

  1. Seguire una dieta di tipo mediterraneo e rispettare il bilancio energetico. 
  2. Consumare uno spuntino leggero prima di praticare attività fisica. Soprattutto per chi fa sport al termine della giornata lavorativa (o scolastica nel caso dei ragazzi), ed è quindi a digiuno dall’ora di pranzo, è sempre consigliato fare una merenda, ecco alcuni esempi: uno spuntino a base di pane, frutta e Grana Padano, yogurt o latte e cereali, un piccolo panino (circa 50 g) farcito con 30 g di bresaola, un’insalata con tonno sgocciolato e un po’ di pane, dopo ogni piccolo pasto un frutto o una spremuta senza zucchero.
  3. Consumare una colazione regolare. Chi ha la possibilità di svolgere attività fisica al mattino, può iniziare con una tazza di latte o yogurt accompagnato da cereali o fette biscottate oppure biscotti o pane con marmellata, più un frutto o una spremuta.
  4. Prevenire la disidratazione. Durante l’attività fisica, bisogna bere acqua oligominerale (circa due-tre bicchieri), lo stomaco può smaltire 250 ml di acqua in meno di 20 minuti.
  5. Dopo l’attività, se si prevede che possa passare molto tempo prima del pasto successivo (pranzo o cena) è bene consumare un altro spuntino leggero e un frutto.
  6. Se il nostro scopo è quello di perdere peso, non bisogna digiunare ma adottare una dieta ipocalorica bilanciata calcolata sulla base di età, sesso, indice di massa corporea (BMI).
fonte www.educazionenutrizionale.granapadano.it

 

Categories Cena

Zuppa di rapa e cavolo rossi

Eccomi con un’altra idea per una cena autunnale, calda ma soprattutto facile e veloce da preparare.

Ormai non è più un segreto che qualsiasi verdura che passa dal mio frigo prima o poi diventa una zuppa o una passata. Ieri sera mi sono trattata molto bene, l’autunno è arrivato alla grande, si iniziano ad avvertire i primi acciacchi della stagione, perciò è meglio fare il pieno di vitamine e sali minerali che ci aiutano a rinforzare il nostro corpo.

Così mi sono preparata una passata di rapa rossa e cavolo rosso ed un insalata fresca e gustosa.

ZUPPA DI RAPA E CAVOLO ROSSI

INGREDIENTI

  • 1 rapa rossa
  • cavolo rosso
  • 1 cipolla
  • 2 carote
  • brodo vegetale

PREPARAZIONE

Ho preso la mia cara pentola a pressione, come al solito ho fatto appassire un po’ la cipolla bianca e le carote e ci ho aggiunto la rapa rossa ed un pezzo di cavolo rosso. Tutto il piano di lavoro ha preso un meraviglioso colore fucsia, quasi un peccato pulire! Dopo averli fatti andare un po’ sul fuoco ho aggiunto del brodo vegetale e lasciato che andasse tutto da solo per circa 20 minuti, alla fine ho frullato tutto e servito con un cucchiaino di panna acida.

 

INSALATA CON PERE, NOCI E FORMAGGIO

INGREDIENTI

  • Insalata
  • 1 pera piccola
  • noci
  • formaggio (fontina ma può essere scelto in base ai gusti)
  • olio EVO
  • sale, pepe

PREPRAZIONE

Ho lavato l’insalata, ho lavato e tagliato a cubetti la pera, ho tagliato a cubetti il formaggio, sbriciolato grossolanamente le noci, mescolato e condito tutto con olio EVO, sale e pepe.

Una cena molto semplice ma molto ricca!

PROPRIETA’ DELLA RAPA ROSSA

La rapa rossa ha ottime proprietà antiossidanti: sembra che la presenza di nitrati comporti un effetti ipotensivo. Questi ortaggi hanno anche proprietà disintossicanti, depurative, antisettiche e mineralizzanti: la rapa rossa contiene ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio e fosforo. Sono utili in caso di problemi digestivi perchè stimolano la produzione di succhi gastrici e bile (a questo proposito chi soffre di gastrite deve fare attenzione), inoltre la presenza di fibre aiuta la funzionalità intestinale. Infine è ricchissima di vitamina C.

PROPRIETA’ DEL CAVOLO ROSSO

Del cavolo rosso abbiamo parlato in uno degli ultimi articoli, ma possiamo ricordare velocemente le sue proprietà antiossidanti, il suo apporto di fibra, di vitamina A e di vitamina C.

PROPRIETA’ DELLE NOCI

Le noci sono fantastiche alleate nella regolazione del colesterolo e nella prevenzione di malattie cardiache e coronariche. Sono ricche di vitamina E, un potente antiossidante, di zinco, rame, ferro e vitamine del gruppo B.

 

Insomma con una cena così, oltre ad esserci riscaldati, essere sazi ma anche leggeri, abbiamo fatto il pieno di antiossidanti, vitamine e micronutrienti, nostri alleati in questo cambio di stagione.

 

 

Categories Alimenti, News

Che cavolo!

Per cavolo rosso (o cavolo cappuccio rosso) si intende un alimento di origine vegetale, ottenuto da una pianta commestibile appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.
Strettamente imparentata con cavoli verza, cavolfiore, broccoli e cime di rapa (ma non solo), la pianta del cavolo rosso è identificata dalla nomenclatura binomiale Brassica oleracea, cultivar capitata f. rubra.
NB. La precisazione della cultivar è indispensabile per distinguere il cavolo rosso dagli altri sopra menzionati, invece appartenenti alle cultivar: sabauda, botrytis, italica e sylvestris.
Il cavolo rosso è anche noto come cavolo viola o crauto rosso o blu.
Possiede delle foglie dal colore rosso scuro, tendente al violaceo. Tuttavia, grazie ad un pigmento appartenente alla famiglia delle antocianine (flavine), la pianta cambia colore in base al pH del terreno.
Il cavolo cappuccio rosso è diffuso in Nord Europa, nelle Americhe e in Cina. Richiede un terreno ben concimato, con un’umidità sufficiente alla sua vegetazione. E’ una pianta stagionale che viene seminata in primavera e raccolta nel tardo autunno. Si tratta di una cultivar che resiste meglio al freddo rispetto a quello bianco e non ha bisogno di essere convertito in crauti per garantirne la disponibilità nel periodo invernale.

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Caratteristiche Nutrizionali del Cavolo Rosso

Rispetto al cavolo verde, quello rosso ha un contenuto 10 volte superiore di pro vitamine A ed il doppio del ferro.
Il cavolo rosso è una verdura che rientra nel VI e VII gruppo degli alimenti, grazie al notevole apporto di retinolo equivalenti (pro vit A) e vitamina C (molto utili nel periodo invernale, momento in cui scarseggia la maggior parte degli ortaggi). Queste vitamine sono due potenti antiossidanti ed esercitano un buon effetto contro i radicali liberi prevenendo l’invecchiamento dei tessuti ed alcune forme di tumore.

A supportare questo effetto antiossidante e anticancerogeno, contribuiscono anche i pigmenti fenolici (antocianine), che nel cavolo rosso appaiono numerosi e piuttosto concentrati. Dotati di un effetto positivo anche sul metabolismo, questa volta in sinergia alla fibra alimentare (ben presente), i polifenoli aiutano a mantenere normali i livelli di colesterolo nel sangue.

La fibra alimentare svolge anche un effetto positivo sul trofismo della flora batterica intestinale e sul transito delle feci, prevenendo la stipsi ed alcune forme di tumore del colon retto.

Il cavolo rosso è un alimento poco energetico, con una prevalenza calorica dei glucidi, seguiti dalle proteine e infine da piccolissime parti di lipidi. I carboidrati sono semplici (fruttosio) e i peptidi hanno un basso valore biologico.

Per quel che concerne i sali minerali, il cavolo rosso dovrebbe apportare una buona quantità di potassio e di ferro (rispetto alla categoria alimentare di appartenenza).
La porzione media di cavolo cappuccio rosso è di circa 100-300g (20-60kcal).

Usi in Cucina

Il cavolo rosso può essere mangiato crudo o cotto.
Si tratta di un alimento che tende a macchiare moltissimo le mani ed i vestiti. Dopo la cottura, normalmente diventa color blu e per conservarne il pigmento è necessario aggiungere dell’aceto o della frutta acidula (ad es. limone) direttamente in cottura.
Il cavolo rosso è spesso utilizzato come antipasto crudo, per le insalate miste o solo di cavoli. E’ un contorno tradizionale tedesco e da cotto accompagna molti piatti, come ad esempio il Sauerbraten.

Curiosità

Sui terreni acidi, le foglie del cavolo rosso crescono rosse o rosa o magenta, sui terreni neutri porpora, mentre in quelli alcalini diventano blu o gialle o verdastre. Questo spiega il fatto che la stessa pianta è diffusa in diverse regioni ma con colori diversi.
Per lo stesso motivo, il succo di cavolo rosso può essere utilizzato come indicatore casalingo di pH; in pratica, questo diventa rosso con l’aggiunta di componenti acide e verde o giallo in soluzione basica.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/
Categories Consigli per la spesa, News

La spesa di settembre


Con l’arrivo di settembre giunge al termine il periodo vacanziero e le tanto agognate ferie. Il nono mese dell’anno sancisce la ripresa lavorativa e anche quella scolastica, seguita da un cambio sostanziale di prodotti sul banco della spesa. L’ultimo mese dell’estate ci regalerà ancora calde giornate di sole, ma anche i primi frutti di un tiepido autunno. Cibi importanti, nutrienti, particolarmente sostanziosi, utili a garantire il giusto carburante per mente e corpo. Una ricarica di energia per affrontare con slancio l’autunno e i primi freddi. Frutta e verdura di settembre saranno una presenza costante anche per i mesi a venire.
Nonostante nell’orto inizino a scarseggiare i cibi baciati dal sole estivo, come fiori di zucca, pomodori, peperoni e zucchine, il cambio di protagonisti garantirà nuovi sapori, gusti e altrettanti colori. Fare la spesa sarà facile e divertente, offrendo al contempo novità importanti e corroboranti. Prodotti necessari per proteggere il corpo dai malanni, dai primi freddi e dai virus di inizio autunno.

Verdura

Come anticipato, la spesa di settembre può avvalersi ancora della presenza di molti amici dell’estate, anticipando le novità autunnali. Tra le conferme possiamo trovare bietole, broccoli, carote, cavoli, fagiolini, cicoria, cetrioli, melanzane, peperoni, pomodori, spinaci, zucchine, fiori di zucca, fave, piselli, cipolline, valerianella, cicoria e cicorino, ravanelli, fagioli, lenticchie, ceci, sedano e lattuga, rucola, patate novelle, aglio, erba cipollina, peperoncino, mais, scarola, aromi come rosmarino, basilico, timo, origano, maggiorana e menta. Tra le novità segnaliamo zucca, porri, le prime rape e funghi che rivedremo ad ottobre.

La zucca è ricca di acqua: altamente ipocalorica, con pochi grassi e un 3,5% di carboidrati. Amica dell’abbronzatura, contiene caroteni e pro-vitamina A, vitamina C e quelle del gruppo B, ma anche minerali quali fosforo, ferro, magnesio e potassio. I suoi semi possiedono un alto valore nutrizionale, ma è importante salarli ed essiccarli. I porri, conosciuti anche come Allium porrum, sono molto utilizzati in cucina e la parte maggiormente consumata è quella inferiore di colore bianco. Possiedono un buon apporto di acqua, proteine, fibre, molti minerali, vitamine A, B1, B2, B3, PP, B5, B6, C, E, K e J. Contengono inoltre beta-carotene, luteina e zeaxantina. I porri sono ricchi di aminoacidi: acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, leucina, fenilalanina, istidina, isoleucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina. Favoriscono la diuresi, aiutano a dimagrire, facilitano la digestione, depurano e contrastano il colesterolo.

Frutta

Per quanto riguarda la frutta, spazio ancora per i colori dell’estate come fichi, fichi d’India, nocciole e mandorle, ribes, le ultime pesche, albicocche, melone, anguria, prugne e susine, gli evergreen pompelmo e limone, ma anche lamponi, more, fragoline di bosco, mirtillo e uva spina. Vera regina di settembre è l’uva, accompagnata da mele e pere, quindi le prime castagne che conosceremo a ottobre. L’uva è la protagonista dell’intero autunno: con il suo 80% di acqua, carboidrati e fibre è un toccasana. Non è indicata per i diabetici, se non in piccoli quantitativi, da consumare durante la mattinata. Contiene potassio, manganese, rame, fosforo e ferro, vitamina C, B1, B2, PP e A. Altamente dissetante, purifica, nutre, dona energia e favorisce la circolazione del sangue. È un antiossidante naturale che contrasta l’invecchiamento della cute ma anche della mente, aiutando la memoria a rimanere operativa.

Categories News, Salute

La dieta alcalina

In molti ultimamente mi state chiedendo informazioni in merito alla dieta alcalina.

Vi consiglio la lettura di questo articolo che spiega molto bene gli effetti che questa dieta ha nel nostro organismo.

In breve

  • L’idea che sia possibile combattere il cancro rendendo basico il pH dei tessuti con un intervento esterno è priva di fondamento scientifico.
  • Durante la giornata veniamo in contatto con una enorme quantità di sostanze acide, basiche o neutre.
  • I succhi gastrici necessari alla digestione sono intensamente acidi e quindi sono in grado di acidificare anche l’alimento più basico subito dopo che l’abbiamo ingerito e ben prima che venga assorbito.
  • Il pH dell’organismo ha un valore medio e normale di 7,4, un punto di equilibrio essenziale per la sopravvivenza, che è mantenuto dal sistema metabolico.
  • Se davvero riuscissimo ad alcalinizzare il nostro pH, andremmo in alcalosi metabolica, una situazione che accade in alcune malattie e che richiede un immediato intervento medico, perché può essere potenzialmente mortale.
  • Gli studi che sostengono un nesso tra dieta alcalina e benefici per la salute sono basati su correlazioni che non hanno un nesso di causa ed effetto: relazioni apparenti tra due fenomeni che hanno invece un’altra causa.
  • Nessuna dieta da sola può curare il cancro.

Che cos’è la dieta alcalina

La cosiddetta dieta “alcalina”, cioè basata su alimenti che, secondo chi la sostiene, dovrebbero portare il pH del corpo verso la basicità (il contrario dell’acidità), gira in Rete da anni. Secondo alcuni avrebbe proprietà benefiche anche contro il cancro. La “base teorica” (se così si può chiamare) di questa credenza non scientifica è spiegata in dettaglio in questa scheda . Per capire se ci può essere qualcosa di vero in queste affermazioni, occorre partire dal termine “alcalino” che si riferisce a una delle caratteristiche dei tessuti: il grado di basicità (o di alcalinità ) che è indicato dalla misurazione del pH.

Attorniati da sostanze acide e basiche

I valori del pH vanno da 0 – per gli acidi più forti – a 14, valore massimo che rappresenta il massimo dell’alcalinità. Il valore intermedio della scala, il 7 o neutro, è quello dell’acqua distillata, ovvero acqua in cui non è disciolta alcuna sostanza in grado di spostare . L’acqua distillata quindi è neutra, cioè non è né acida né alcalina.

Nel corso della vita quotidiana veniamo in contatto con sostanze più o meno acide – come il succo di limone, l’aceto e il caffè – o più o meno basiche, dall’acqua di mare ai saponi alcalini, da ammoniaca e varechina fino alla soda caustica (di cui è nota l’estrema pericolosità dovuta proprio al fatto che è estremamente basica).

I succhi gastrici che ci aiutano a digerire i cibi sono fortemente acidi (con un pH compreso tra 1 e 2). Contengono infatti acido cloridrico, una sostanza che è anche venduta, diluita e impura, con il nome di acido muriatico.

Il sangue, invece, è leggermente alcalino, con lievi oscillazioni attorno al valore di pH 7,4: l’equilibrio attorno a questo valore (con brevi escursioni fino a 7,3 o a 7,5 per qualche minuto) è cruciale per il funzionamento dell’organismo, ed è mantenuto grazie a meccanismi automatici molto efficienti, basati sulla respirazione (che insieme all’aria espirata fa uscire dall’organismo le sostanze volatili in eccesso). In misura minore il pH del sangue è mantenuto anche dall’attività dei reni, che con le urine elimina le sostanze non volatili responsabili dello squilibrio.

Quando assumiamo una sostanza acida (come una spremuta di agrumi o un succo di pomodoro) o una alcalina (come un cucchiaio di bicarbonato di sodio) il corpo si mette subito in moto: i recettori avvertono lo squilibrio e attivano i meccanismi che permettono al pH del sangue di tornare al valore di 7,4: se qualcosa non funziona l’organismo entra in uno stato di acidosi metabolica, o al contrario di alcalosi metabolica, che rischia di portare alla morte in breve tempo.

La relazione col cancro

Le premesse sono necessarie a rispondere alla domanda cruciale: che senso ha una “dieta alcalina” che dice di puntare ad “alcalinizzare l’organismo” dal momento che tutto il nostro metabolismo lavora per evitare che ciò accada? Di fatto è praticamente impossibile modificare in modo sostanziale il pH dell’organismo perché siamo costruiti per impedire che ciò accada, dato che se così non fosse correremmo gravi rischi.

Si possono davvero avere benefici anticancro mangiando cibi che al di fuori dell’organismo tendono a essere basici, come alcuni tipi di frutta e alcuni legumi? A tale scopo, la risposta è no. Qualunque cibo viene infatti rapidamente in contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco, che sono molto acidi. Essi neutralizzano la sua alcalinità, rendendo l’alimento neutro o addirittura acidifico prima ancora di essere assimilato.

Se anche esistesse un cibo capace di mantenere la sua alcalinità, dopo aver attraversato lo stomaco, e quindi capace di alterare il pH del sangue e dei tessuti, l’organismo metterebbe in funzione i sofisticati ed efficienti i meccanismi automatici per riportare immediatamente il pH ai valori di normalità, attorno a 7,4. In caso contrario, l’organismo si troverebbe in pochi minuti in stato di alcalosi metabolica, e sarebbe necessario l’intervento urgente di un’équipe medica per evitare la morte.

Attenzione alle correlazioni

Gli studi citati per avere mostrato un nesso tra l’alcalinità della dieta ed effetti benefici per la salute riportano tutticorrelazioni che possono trarre in inganno. Immaginiamo per esempio che una persona osservi un miglioramento delle capacità di concentrazione e veglia in chi beve caffè e che attribuisca questo effetto al fatto che il caffè è acido: in realtà non è l’acidità del caffè a influenzare la concentrazione, quanto una sostanza presente nel caffè, ossia la caffeina.

Gli studi di correlazione possono quindi fornire informazioni importanti, ma vanno valutati con attenzione. Nel caso della dieta alcalina, si può certamente affermare che ridurre l’apporto di carne e fritti e favorire il consumo di frutta e verdura è una mossa intelligente, perché corrisponde a ciò che noi sappiamo oggi essere la migliore dieta preventiva nei confronti del cancro, al di là della basicità o acidità degli alimenti.

Di certo, nessuno studio rigoroso ha mai dimostrato che le diete alcaline abbiano alcun effetto di prevenzione o cura del cancro a causa del pH.

Anche una dieta totalmente rispondente ai canoni di scientificità, però, non è in grado da sola di curare il cancro, ma può tuttalpiù aiutare l’organismo ad affrontarlo e a sopportare meglio le cure.

 

Fonte www.airc.it

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