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Tag Archives: consapevolezza

Categories Benessere, Tips & Tricks

Venerdì… l’ora dell’aperitivo

“Colpevole, Vostro Onore”.

Ecco, fatta la premessa posso raccontarvi tutto.

Del resto, alzi la mano chi non associa un momento di totale relax ad un buon bicchiere di vino magari bevuto in una vasca da bagno piena di bolle, luce soffusa e silenzio?

Oggi voglio spingermi un po’ oltre perché quando le settimane sono particolarmente difficili ho un posto preferito dove i cocktail diventano una vera esperienza di gusto.

Facciamo tutte le raccomandazioni subito così non ci pensiamo più: l’alcol va assunto in quantità moderate, è una sostanza non nutriente (che significa che tutto quello che ci porta sono calorie che si trasformano in grasso; non è il modo più corretto per dirlo ma rende perfettamente l’idea), causa infiammazioni alla mucosa intestinale, sottopone il nostro fegato a grande stress se assunto in quantità maggiori a quelle consentite. Perciò non c’è da scherzare, è importante controllarne l’assunzione.

Seconda confessione: il mio preferito è il Martini Cocktail. E nel mio posto preferito, il Banco, cocktail bar sui Navigli a Milano, lo fanno davvero bene.

In una serata di particolare stravaganza mi sono spinta a provare la versione estiva: il Yellow Tomato Rocket Martini, un Martini con datterini gialli sciroppo di rucola.

 

BOOM!!! Esplosione di gusto.

Ho smesso di avere sensi di colpa all’improvviso, si capisce che c’è una bella differenza tra un cocktail con un improbabile colore fluo, una cannuccia di plastica ed un ombrellino di carta ed uno che ha il profumo ed il sapore dell’estate, che è una cosa bella da vedere ed odorare prima ancora di assaggiare.

E allora in questo modo possiamo cambiare il nostro modo di bere, possiamo trasformare questa nostra esperienza in un’esperienza di gusto, sapore, profumo e totale relax. Un momento che ci regaliamo ogni tanto e per questo dobbiamo dargli un valore aggiunto.

Anche qui è fondamentale la scelta della materia prima, non sto dicendo che anche il cocktail diventa “sano” perché i pomodori sono freschi, ma volete mettere se i pomodori vi vengono spremuti davanti agli occhi, se la scorzetta di limone viene tagliata al momento, se le erbette aromatiche sono lì con voi in bei vasetti e la spesa di frutta e verdura viene fatta ogni giorno dal fruttivendolo di fiducia?

Questo è il plus che dovremmo dare ai nostri momenti di trasgressione perché è anche in questi momenti che ci dobbiamo trattare bene, che ci deve essere qualità e non quantità che poi fa scatenare quei sensi di colpa di cui vogliamo tanto liberarci.

Altra cosa divertente di questo posto sono i cocktail che i nostri bartender improvvisano, creano, studiano partendo dai grandi classici, fanno in base al gusto del cliente che hanno davanti. Eccovene qualche assaggio (purtroppo solo scritto…):

  • Yoga Cocktail – il cocktail di chi non beve mai (o almeno ci prova!) – è a base di rum e si ispira alla ricetta del golden milk. Dentro troverete curcuma fresca, mandorle, miele, cannella e succo di limone. Una vera carica energetica.
  • Flower Aviation: un cocktail presentato tutto l’anno ma per me adattissimo alla primavera perché è fatto con un mix di liquori ai fiori: rosa, lavanda, violetta, sambuco. Anche la presentazione non è niente male!
  • Fel suk (tradotto: al mercato): questo cocktail estivo ha sentori orientali dati dal campari aromatizzato al Karkadè, vermouth e, attenzione attenzione… homemade marmellata di ciliegie e prugne.
  • Elisir d’autunno fatto solo quando ci sono i cachi con succo di melograno e vaniglia ed offerto sia in versione alcolica che non alcolica.

Quando mangiamo e beviamo siamo sempre consapevoli, decidiamo con che cosa nutrirci. I divieti non mi piacciono e mai li imporrò, credo che farsi un regalo ogni tanto, concedersi una cosa in più sia sacrosanto ed anche in questo caso possiamo scegliere, dobbiamo scegliere e se lo facciamo bene sarà appagata la nostra voglia ma anche il nostro umore e il nostro benessere.

Terza e ultima confessione: l’idea di questo articolo mi è venuta un venerdì sera al Banco chiacchierando con Laura e Francesco (sì sì, i due maghetti che preparano queste pozioni magnifiche), mi hanno raccontato come va la loro giornata di lavoro o meglio la loro nottata, le loro ricette le loro preferenze. Provo allora a presentarveli così con quello che mi hanno raccontato loro.

Laura fa questo lavoro dal 2014 e il suo cocktail preferito è quello che beve quando ha finito di lavorare, quello che invece preferisce fare è quello per i suoi clienti preferiti.

Francesco – bartender dal 2004 – invece ci ha confessato che il suo preferito è il Manhattan mentre quello che preferisce fare è quello che deve ancora inventare.

A questo punto la giuria si ritira per deliberare, ma sono sicura che verrò assolta!

 

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Risotto con burrata e ricci di mare di Francesca

La temperatura è scesa e ce ne siamo accorti tutti… L’estate però è ancora viva nelle nostre teste!

Francesca oggi ci propone un risotto, fantastico per riscaldare i nostri pasti e le nostre case, ma con degli ingredienti che ci riportano al mare, al caldo!

Ecco a voi il suo risotto con burrata e ricci di mare.

Ingredienti per 4 persone:

  • 240 g Riso Carnaroli
  • Olio extra vergine oliva
  • 2 Scalogni
  • Brodo Vegetale
  • Vino bianco da cucina
  • 800 g Ricci Di Mare
  • 160 g Burrata

Preparazione:

Aprite i ricci con le forbici e asportate con l’aiuto di un cucchiaino la parte arancione.

Realizzate il brodo con il dado vegetale.

Pulite lo scalogno e affettatelo.

Realizzate nella maniera classica il risotto: tostate il riso con olio e scalogno e infine sfumate con il vino, aggiungete man mano il brodo caldo fino a cottura al dente all’onda. Mantecate con i ricci.

Mettete il riso nel piatto all’onda, completate con un giro di ricci crudi e al centro un pezzetto di burrata.

Buon appetito!

 

Proprietà:

Il riccio di mare (pur essendo considerato un alimento molto pregiato dagli intenditori) non costituisce un prodotto di “ampio consumo”, poiché la sua disponibilità sul mercato è bassa, i costi del prodotto commerciale sono elevati, la possibilità di catturarlo autonomamente solo in prossimità del basso Adriatico e del Tirreno, la modalità di consumo crudo ed il sapore caratteristico particolare, rappresentano dei fattori limitanti all’espansione di questo alimento.

Il riccio di mare è un animale estremamente prolifero ma facile da catturare; inoltre, avendo una parte edibile molto ridotta, è necessario reperirlo in grosse quantità.

Quello che questa volta deve farci riflettere, non sono tanto le proprietà nutrizionali dei ricci di mare: le uova dei ricci di mare vantano un apporto energetico piuttosto limitato, intorno alle 100-110kcal/100g, un ottimo quantitativo di proteine ad alto valore biologico e di grassi essenziali, ma anche un elevato contenuto di colesterolo.

I sali minerali sono contenuti in percentuali più che buone.

Questa volta riflettiamo sul consumo consapevole degli alimenti!

La porzione commestibile del riccio di mare è costituita dalle sacche ovipare. Queste possono essere mangiate crude o passate velocemente in padella. Ovviamente, come per altri invertebrati marini (cozze, vongole, ostriche, capesante ecc.), l’assunzione dell’alimento crudo sottopone il consumatore ad un rischio igienico non indifferente. Le uova di riccio di mare sono anche disponibili in commercio sotto vetro, ma il costo del prodotto è a dir poco elevato (per manodopera di pesca e lavorazione, e per la scarsa parte edibile); per questo motivo, i consumatori più accaniti tendono a procurarselo autonomamente o si rivolgono direttamente ai pescatori di frodo. Tuttavia, mediante questi ultimi due metodi di approvvigionamento, il rischio di ottenere della materia prima contaminata risulta molto elevato.
Il riccio di mare sotto vetro regolarmente commercializzato è (quasi sempre) prelevato sulle secche d’alto mare (ad es. tra la Sicilia e l’Africa), quindi lontano dagli scarichi abusivi e dalle foci fluviali inquinate; in tal caso, il rischio di contaminazione risulta estremamente limitato. I pescatori di frodo ed i profani, invece, tendono a ridurre costi e fatica catturando i ricci di mare presso la fascia costiera, ovunque se ne reperiscano; presso queste zone, la densità di virusbatteri (per non parlare di metalli ed agenti chimici) risulta notevolmente più elevata.
Considerando che la preparazione d’eccellenza del riccio di mare è “la crudità”, mangiando le uova direttamente nell’animale spaccato o aggiungendole fresche negli spaghetti, è possibile comprendere quanto possa aumentare il rischio igienico-alimentare.
La malattia più frequentemente trasmessa dai ricci di mare crudi è l’epatite di tipo A ed E; questi virus, facilmente inattivabili con la cottura, sono in grado di nuocere gravemente alla salute dell’essere umano attaccando il fegato. Infine, non sono rare alte concentrazioni di coliformi e molti altri batteri.

Detto questo, i ricci di mare restano un ottimo alimento da consumare sporadicamente ed in occasioni speciali. Verifichiamone però sempre la provenienza e rivolgiamoci sempre alle nostre pescherie di fiducia. Oltre a proteggere la nostra salute proteggeremo anche questa specie nel mare!
 

fonte www.my-personaltrainer.it

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