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Il forno a microonde, quali rischi per la salute?

In sintesi

  • I forni a microonde scaldano il cibo grazie all’azione di radiazione a radiofrequenza, dotata di una bassa quantità di energia.
  • Solo le radiazioni ad alta energia hanno potere ionizzante, cioè sono in grado di modificare la struttura subatomica della materia e quindi di indurre alterazioni del DNA che possono aumentare il rischio di cancro.
  • Il cibo scaldato al microonde non è radioattivo, proprio perché non è sottoposto a radiazioni ionizzanti.
  • Dal punto di vista nutrizionale, in molti casi è meglio cuocere gli alimenti col microonde che con i metodi classici.
  • Il microonde è meno efficace della cottura classica nell’eliminare eventuali batteri o tossine che possono essere presenti nel cibo mal conservato, per cui il maggior rischio per la salute è legato all’eventuale cattiva conservazionedei cibi e al conseguente riscaldamento con questo sistema, poco attivo contro i microrganismi.

Per approfondire

I forni a microonde sono elettrodomestici che scaldano il cibo sfruttando l’interazione della materia (in particolare delle particelle di acqua e grassi contenute negli alimenti) con i campi elettromagnetici generati dall’apparecchio. Rispetto ai metodi di cottura classici (fornelli e forni elettrici o a gas), che scaldano per irraggiamento o conduzione partendo dall’esterno dell’alimento per arrivare all’interno, col microonde spesso cuoce prima la parte centrale, in particolare se è ricca di acqua o grassi, e solo successivamente quella esterna, più secca.
Non si tratta di un metodo di cottura innovativo: il brevetto del forno a microonde è addirittura del 1946, il primo modello industriale fu commercializzato nel 1947 e i modelli più piccoli, adatti all’uso domestico, fecero la loro comparsa negli Stati Uniti sul finire degli anni Cinquanta. Ciò significa che abbiamo alle nostre spalle un numero sufficiente di anni di osservazione per poter affermare che si tratta di un sistema di cottura per cui non si sono evidenziati pericoli per la salute.

La parola radiazione

Perché si è diffusa la falsa credenza che il microonde possa aumentare il rischio di ammalarsi di tumore?
Le microonde, che sono un tipo di radiazione a radiofrequenza, vengono assorbite dalle molecole di acqua e grasso che, grazie all’energia ricevuta, sono in grado di vibrare. L’attrito molecolare provocato dallo sfregamento genera calore e il calore a sua volta cuoce il cibo.

È probabile che il fraintendimento nasca proprio dal termine “radiazione“, una categoria a cui anche le microonde appartengono. I raggi X sono un esempio di radiazione, ma tale è anche la luce solare. La parola evoca la radioattività prodotta dalle centrali e dalle armi nucleari, o dagli elementi naturalmente radioattivi, di cui è nota la capacità di interagire con il DNA inducendo mutazioni genetiche che possono effettivamente provocare tumori.
Non tutte le radiazioni sono però capaci di interagire col DNA: perché questo accada devono avere abbastanza energia per farlo, una caratteristica comune ai raggi X, gamma e anche ai raggi solari UV, che appartengono alla categoria delle radiazioni ionizzanti, cioè in grado di rimuovere un elettrone da un atomo o una molecola. È proprio la capacità ionizzante, legata all’elevata energia contenuta nella radiazione, a renderla pericolosa per il DNA.

Le radiazioni a radiofrequenza a cui appartengono le microonde sono invece a bassa energia e sono di tipo non ionizzante. Hanno abbastanza energia per far vibrare gli atomi all’interno di una molecola, non abbastanza da allontanare un elettrone dal suo legame. Non sono quindi abbastanza potenti da indurre mutazioni nel DNA. Inoltre il cibo scaldato col microonde non è radioattivo perché non viene ionizzato: è esposto a quantità di energia insufficienti a provocare questo fenomeno. Di conseguenza anche gli alimenti cotti o scaldati con questo metodo non influiscono sul rischio di ammalarsi.

I rischi reali

Poiché questo tipo di radiazione è ben assorbito da materiali ricchi di acqua, come i cibi ma anche come i tessuti umani, è bene che il microonde sia ben schermato: in caso di mancata schermatura, infatti, si rischierebbe una scottatura o una ustione.
Dal punto di vista nutrizionale, è bene ricordare che il cibo cotto e scaldato è sempre più povero di nutrienti di quello crudo, perché molte vitamine e proteine si denaturano col calore: questo però vale sia per le cotture classiche sia per quelle con il microonde. Anzi, dal momento che col microonde alcuni cibi, come per esempio le verdure o il pesce, cuociono senz’acqua e in breve tempo, il valore nutrizionale di questi alimenti risulta addirittura più elevato del corrispettivo cucinato in modo più classico. Le radiazioni a radiofrequenza vengono emesse anche dai telefoni cellulari. Dal momento che alcuni studi hanno ipotizzato che una esposizione prolungata e diretta a questi apparecchi possa aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori, le istituzioni internazionali come lo IARC hanno provveduto a consigliare l’uso di distanziatori tra i cellulari e i tessuti umani: i telefoni sono sicuri se utilizzati con gli auricolari invece che a contatto diretto con la pelle, in particolare per evitare il riscaldamento localizzato dei tessuti. È abbastanza facile intuire che il problema del contatto diretto tra il corpo e la fonte delle microonde non si pone nel caso di forni utilizzati in modo corretto e ben schermati, come oggi previsto dalle normative industriali.

In conclusione

Quali rischi per la salute si corrono con l’uso del microonde? Nessun rischio legato al cancro, ma un maggior rischio di contrarre infezioni o intossicazioni per via della temperatura alla quale viene portato il cibo. Un alimento che è rimasto per qualche giorno in frigo, se scaldato in pentola e portato ad ebollizione, vede ridursi drasticamente la carica batterica. Lo stesso cibo lasciato per pochi minuti nel microonde potrebbe invece conservare una carica batterica elevata, che può provocare disturbi gastrointestinali. Per questa ragione si consiglia di utilizzare questo strumento solo per cibi freschi o conservati correttamente, per un tempo limitato in frigorifero.

 

fonte www.airc.it
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OGM

In risposta alla domanda di Lucia vi propongo la lettura di questo breve articolo che ci spiega chiaramente che cosa è un Organismo Geneticamente Modificato senza schierarsi né dalla parte di chi è a favore né di chi è contro.Fatemi sapere cosa ne pensate voi! Buona lettura!

Alimenti OGM: definizione ed esempi

Quello relativo agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) è un tema piuttosto delicato, che non manca di scatenare aspre diatribe tra sostenitori e deterrenti di questa nuova e promettente frontiera scientifica.

Ma cosa sono esattamente gli OGM? Tale sigla fa riferimento a tutti quegli organismi il cui patrimonio genetico è stato modificato artificialmente dall’uomo, tramite tecniche di ingegneria genetica. Alterando il loro DNA è infatti possibile migliorare alcune caratteristiche degli organismi viventi, come la resistenza di una pianta ai pesticidi o a determinati parassiti; vediamo allora alcuni esempi di OGM già divenuti realtà nel settore agricolo e in quello alimentare:

  • mais transgenico resistente alle larve della piralide (parassita delle coltivazioni di mais);
  • patate con tolleranza alla dorifora e ai virus;
  • soia resistente all’erbicida Round-Up;
  • pomodori a maturazione dilazionata e dotati di proprietà insetticide;
  • colza con un miglior contenuto in acidi grassi (ridotto contenuto di acido erucico);
  • fagioli con proprietà insetticide;
  • pomodori a maturazione ritardata;
  • riso in grado di sintetizzare precursori della vitamina A.

I potenziali benefici degli OGM non finiscono qui; si possono – ad esempio – produrre piantagioni che richiedono un minor apporto di sostanze chimiche e fitofarmaci, oppure una ridotta quantità d’acqua. Piante OGM possono anche produrre alimenti con qualcosa in più (ad esempio vitamine e minerali) oppure con qualcosa in meno (tossine e sostanze allergeniche). Tutti questi miglioramenti produttivi sono appannaggio sia degli agricoltori che dei consumatori, ai quali viene offerto un prodotto più sano e nutriente (con meno residui di sostanze chimiche e/o arricchito in nutrienti preziosi), più buono e meno costoso.

Uscendo poi dai confini dell’agricoltura, per estenderli al settore industriale e medico-farmaceutico, scopriamo altre possibili ed entusiasmanti applicazioni degli OGM. In futuro, per esempio, potremmo somministrare ai nostri figli banane o altra frutta contenente un vaccino particolare, oppure riversare nell’acqua del mare colonie di microrganismi capaci di degradare, in sostanze innocue, il petrolio fuoriuscito da un’imbarcazione.

 

Alimenti OGM, alimenti pericolosi?

Per le loro peculiari qualità, gli alimenti OGM incontrano una buona domanda di mercato, che si scontra però con una certa diffidenza da parte dei consumatori più scettici verso questa innovazione tecnologica; vi sono poi severe regolamentazioni, soprattutto per quanto riguarda il mercato Europeo, che limitano la produzione ed il commercio di questi alimenti.

Ma quale potrebbe essere il rischio di ingurgitare un alimento OGM? Apparentemente nessuno. Un piatto di insalata tradizionale non OGM, per esempio, contiene milioni di copie di circa 25mila geni differenti; se fosse transgenica conterrebbe due-tre geni in più che sarebbero digeriti nel nostro stomaco nella stessa maniera ed in modo del tutto innocuo. Ma allora tutti gli OGM sono sicuri? Certamente no; alcuni per esempio, potrebbero contenere sequenze proteiche allergeniche. Proprio per prevenire questa eventualità, la legge prevede che tutti i raccolti e gli alimenti geneticamente modificati debbano essere rigorosamente saggiati, caso per caso, per determinare l’eventuale allergenicità.

Un secondo ostacolo alla diffusione degli alimenti OGM deriva dai timori di possibili conseguenze ambientali, derivanti, ad esempio, dall’incrocio di piante transgeniche con altre presenti in prossimità delle piantagioni, oppure da ripercussioni negative sugli insetti utili. Si tratta senza dubbio di timori fondati, che però – similmente ai possibili problemi di allerginicità – possono essere controllati applicando e rispettando specifiche regolamentazioni in materia di produzione e messa sul mercato. Infine, esistono tutta una serie di timori assolutamente infondati, figli di pregiudizi ideologici individuali e privi di qualsiasi evidenza scientifica.
PRODOTTI OGM COMMERCIALMENTE RILEVANTI PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA

 

PRODOTTO/ALIMENTO OGM VANTAGGIO
MELA (VAR. Golden Delicious,Greensleves) Resistenza agli insetti
BROCCOLI Maturazione rallentata in modo che la pianta rimanga verde più a lungo. Blocco sintesi di etilene
CANOLA Resistenza all’erbicida sencor
OLIO DI CANOLA Olio per friggere ad alte temperature, povero di grassi saturi (alta percentuale di acido oleico, bassa percentuale di acido palmitico)
PATATA Resistenza a nematodi parassiti delle piante; resistenza a malattie
POMODORO Resistenza all’attacco di insetti (coleotteri e lepidotteri)
PATATA Gusto più dolce, blocco dell’enzima che converte il saccarosio in amido
SOIA 1 Aumento del contenuto in metionina; in tal modo il prodotto diventa più completo sotto il profilo proteico ed acquista, di riflesso, un valore nutrizionale più elevato, che lo rende adatto nei programmi di alimentazione del terzo mondo o nell’avicoltura
CAFFE’ Miglioramento delle rese dell’aroma e della resistenza ai parassiti; minore contenuto in caffeina
RAVIZZONE, CAVOLO, SENAPE, COLZA Piante esenti dall’attacco di coleotteri e lepidotteri
MAIS Resistenza ad insetti, come sopra
COTONE Resistenza ad erbicidi
CUCURBITACEE (ZUCCA,CETRIOLO, MELONE VAR.

CANTALUPO)

Resistenza a virus, funghi e batteri
“EUROMELON” Durata più estesa, frutti di qualità superiore, con maturazione pilotabile
PATATA 2 Patatine fritte con meno grassi. Introduzione di un gene per la  sintesi di amido. 30-60% di amido in più, quindi minore percentuale di umidità
OLIO DI GIRASOLE Olio con elevata percentuale di acidi grassi monoinsaturi

(1) Inserimento ed espressione di un gene derivato da una noce brasiliana (Hevea Brazilensis)

(2) Introduzione di un gene di E. Coli per la produzione di amido. Le patate OGM così modificate hanno un 30-60% di amido in più e meno umidità; di conseguenza, assorbiranno meno grassi durante la frittura.

 

[av_table purpose=’pricing’ pricing_table_design=’avia_pricing_default’ pricing_hidden_cells=” caption=” responsive_styling=’avia_responsive_table’] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]VANTAGGI[/av_cell][av_cell col_style=”]SVANTAGGI[/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Aumento dei contenuti nutritivi Riprogrammando il DNA di alcune specie vegetali, i ricercatori possono aumentare il contenuto nutritivo degli alimenti che da esse si ricavano. Per esempio, è già stato ottenuto un riso – ribattezzato Golden Rice – ad alto contenuto di carotenoidi, utili per colmare e prevenire le carenze di vitamina A; allo stesso modo, questo cereale potrebbe essere arricchito in vitamina B1 per scongiurare il rischio di Beri beri. Grazie a piante OGM, gli scienziati sono sulla buona strada per produrre cereali più ricchi di lisina, rendere biodisponibile la niacina presente nel mais, o aumentare il contenuto di amminoacidi solforati nelle leguminose.[/av_cell][av_cell col_style=”]Potenziali problemi alla salute dei consumatori Il dibattito sui possibili problemi alla salute, derivanti dal consumo di alimenti OGM, è quanto mai acceso. Nonostante le rassicurazioni dal mondo scientifico, alcuni rischi appaiono concreti, come quello delle reazioni allergiche derivanti dall’introduzione, nella dieta, di nuove proteine assenti negli alimenti “naturali”. Le piante OGM, che chiaramente vengono testate per evitare ogni possibile pericolo, potrebbero anche produrre delle sostanze tossiche, magari in quantità irrisorie ma che potrebbero diventare significative assumendole per lunghi periodi di tempo.[/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Miglioramento delle caratteristiche organolettiche Ciliegie più grandi e senza semi, albicocche grosse quanto una mela, arance più dolci e succose… tutti questi risultati sono alla portata dei ricercatori attivi nella produzione di specie vegetali OGM.[/av_cell][av_cell col_style=”]Antibiotico Resistenza Inserendo nelle specie OGM dei geni che conferiscono resistenza agli antibiotici, c’è il rischio che tale caratteristica venga trasferita anche a batteri patogeni, che in tal senso diverrebbero quindi immuni ai farmaci convenzionali.[/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Riduzione dell’uso dei pesticidi Aumentando la resistenza delle colture OGM nei confronti di parassiti, fitofagi animali e piante infestanti, è possibile ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari in agricoltura, ottenendo alimenti più salubri, almeno sotto questo punto di vista.[/av_cell][av_cell col_style=”]Super Erbacce e Super Insetti Aumentando la resistenza delle specie vegetali OGM a fitofagi ed erbe infestanti, c’è la possibilità che questi insetti e piante nocivi diventino, tramite un meccanismo di selezione naturale, via via più aggressivi e capaci di superare tali resistenze.[/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Frutta e verdure fresche a disposizione tutto l’anno Tramite l’ingegneria genetica, gli scienziati possono anticipare o posticipare la maturazione della frutta o aumentare la resistenza di una pianta alle basse temperature. In questo modo potremmo avere a disposizione tutto l’anno alimenti freschi, il cui contenuto nutrizionale è indubbiamente migliore rispetto a quelli conservati.[/av_cell][av_cell col_style=”]Ripercussioni sugli ecosistemi naturali Mettendo insieme gli svantaggi fin qui elencati, è chiaro che l’impatto degli OGM sugli ecosistemi mondiali potrebbe essere piuttosto dannoso, creando non pochi problemi alla popolazione umana. La forte riduzione della biodiversità, con imposizione delle specie OGM a danno di altre specie e varietà “naturali”, è uno dei temi più caldi su cui vertono le resistenze alla diffusione degli OGM. Il timore è quello che possa accadere quanto capitato al dodo (in figura), un uccello endemico dell’isola di Mauritius che andò incontro a rapida estinzione in seguito all’arrivo sull’isola dei coloni europei e dei loro cani, di cui era facile preda.[/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Riduzione delle tossine presenti negli alimenti Pensiamo ad esempio all’attualissimo problema delle micotossine, che interessa da vicino le colture del mais, dei semi oleosi e di varie altre granaglie; tali tossine, spesso fortemente dannose per la salute (specie a livello epatico), vengono prodotte dall’infestazione delle colture da parte di particolari funghi. Aumentando la resistenza delle piante OGM alle proliferazioni micotiche, potremmo quindi ottenere alimenti più sani e sicuri per la nostra salute. Similmente, potremmo anche ridurre il contenuto di sostanze tossiche naturalmente presenti in alcuni alimenti, eliminando per esempio il problema dell’amigdalina nelle mandorle amare o della solanina nelle patate.[/av_cell][av_cell col_style=”]Monopoli dell’industria Per produrre un organismo OGM occorrono ingenti investimenti, che hanno di fatto reso l’intero settore monopolio di pochissime multinazionali. Essendo queste delle attività guidate prima di tutto dal profitto, vi è il rischio concreto che il bene comune non sia al centro dell’attenzione dei ricercatori; ad esempio, creando specie OGM sterili, le industrie obbligano di fatto gli agricoltori a rifornirsi di sementi dalle stesse industrie detentrici dei brevetti.[/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Minore sfruttamento delle risorse del Pianeta Immaginiamo una pianta OGM che può crescere anche con pochissima acqua a disposizione o in un terreno “povero” dove normalmente non crescerebbe la sua controparte “naturale”. Aggiungiamoci la bassa necessità di insetticidi e di lavorazioni agricole (come quelle per irrigare). In questo senso, i cibi OGM potrebbero contribuire sensibilmente a ridurre l’impatto dell’agricoltura sulle risorse e sugli ecosistemi naturali.[/av_cell][av_cell col_style=”][/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Risparmio per il consumatore Ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari e la quantità di acqua necessaria per l’irrigazione, abbassare i costi per la conservazione e per il trasporto da territori lontani; tutto questo significa offrire al consumatore cibi OGM meno costosi rispetto a quelli tradizionali.[/av_cell][av_cell col_style=”][/av_cell][/av_row] [av_row row_style=”][av_cell col_style=”]Sconfiggere la fame nel mondo Mettendo insieme tutti questi vantaggi dei cibi OGM, è logico intravedere la concreta possibilità di risolvere molti degli attuali problemi planetari, incluso quello della fame nel mondo.[/av_cell][av_cell col_style=”][/av_cell][/av_row] [/av_table]

 
Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/alimenti-transgenici-OGM.html

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