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Tag Archives: esercizi

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Come svegliarsi bene la mattina!

Buon lunedì a tutti! Leggendo qua e là delle cose sul sonno e sull’importanza del riposo ho trovato questo simpatico articolo che ho voluto condividere con voi… io da domani ci provo, che dite? Buona lettura!

Statisticamente la notte tra domenica e lunedì è quella più soggetta ai fenomeni di insonnia: questo effetto è anche noto come “Sunday Night Insomnia” ed è la causa principale di tutte quelle facce distrutte, tipiche del lunedì mattina.

Puoi decidere di cambiare vita una volta e per tutte, fissare traguardi ambiziosi e pianificare nel minimo dettaglio i tuoi obiettivi, ma tutti questi sforzi se ne vanno a “signorine di facili costumi” nell’istante esatto in cui ti svegli con il piede sbagliato.

Svegliarsi la mattina è forse il momento più importante della giornata, senza dubbio uno dei momenti che possono influenzare maggiormente il tuo stato d’animo, il tuo livello di energia, la tua determinazione e, in ultima analisi, i risultati che porterai a casa alla fine delle fiera.

Già in passato ti ho parlato di come dormire bene e migliorare il tuo sonno. Senza dubbio, una bella dormita sarà sempre la migliore strategia per svegliarti bene la mattina, ma anche ciò che fai (o non fai) nei minuti subito prima e subito dopo la tua sveglia può avere un enorme impatto sul resto della tua giornata.

Oggi voglio parlarti dei 5 migliori metodi per svegliarti la mattina con il pieno di energie:

1. Usa una sveglia intelligente

Immagina la scena: hai appena terminato un sogno meraviglioso, sei nel dormiveglia e con eccezionale tempismo la sveglia suona appena qualche minuto dopo. Tu ti alzi pieno di energia e pronto ad affrontare la tua giornata.

Adesso immagina la scena opposta: sei in una fase di sonno profondo, all’improvviso la tua sveglia squarcia il silenzio del mattino e tu sei svegliato di soprassalto, con le palpitazioni ed un senso di malessere generalizzato. La giornata non poteva iniziare peggio.

Esiste un modo per evitare che queste due sveglie mattutine siano del tutto casuali?!

Si, per l’esattezza puoi adottare 2 strategie alternative:

  1. Fissare la sveglia sempre alla stessa ora (anche nei weekend). In questo modo il tuo orologio biologico si adatterà automaticamente, evitandoti risvegli traumatici. Lo svantaggio di questa strategia è doverla applicare anche i sabati e le domeniche!
  2. Utilizzare una sveglia intelligente. Negli ultimi 2 mesi ho iniziato ad utilizzare l’applicazione per iPhone Sleep Cylce. L’avvii prima di andare a nanna e la posizioni sul materasso (con la modalità aereo attiva!). Grazie all’accelerometro dell’iPhone, l’applicazione registra i tuoi movimenti e ti sveglia all’interno di una finestra temporale di 30 minuti, cercando di beccare il momento in cui il tuo sonno è più leggero. L’idea alla base dell’applicazione è brillante, non mi è chiarissimo come l’applicazione distingua tra sonno profondo e sonno leggero, ma devo ammettere che fa il suo “sporco” lavoro. Ho visto che esistono diverse alternative nell’App Store. Fammi sapere la tua esperienza nei commenti.

2. Crea una piacevole routine mattutina

C’è una frase che mi piace ripetere spesso:

“La mattina, prima di iniziare a correre per gli altri, preferisco correre per me stesso.”

Uno dei modi migliori per svegliarsi bene la mattina è sicuramente quello di trovare una buona ragione per farlo. Da ormai qualche anno ho iniziato ad andare a correre 10-15 minuti dopo essermi svegliato.

Fare attività fisica subito dopo essermi alzato ha per me molteplici benefici: ho la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono già alle 06:30 del mattino, mi sento in forma e sotto la doccia, al termine della corsa, ho le migliori idee (probabilmente sono gli effetti dell’iperossigenzione).

Naturalmente non devi imitarmi per forza, ma qualsiasi sia la tua scelta, cerca di trovare una routine mattutina estremamente piacevole: alcuni amano leggere con in mano una tazza di caffè, altri ancora preferiscono meditare.

Inizia la giornata coccolandoti o facendo qualcosa di importante per te stesso.

3. Ricordati di bere

La mattina appena svegli è il momento in cui siamo maggiormente disidratati. 

Per l’intera notte non abbiamo bevuto e l’umidità che abbiamo rilasciato con il respiro ha abbassato il livello di liquidi nel nostro organismo. Per questo motivo, la prima azione che dovresti compiere appena sveglio è quella di berti un bel bicchiere d’acqua.

Alcuni studiosi suggeriscono di lavarsi i denti prima ancora di bere: considerata la “fogna” che ci ritroviamo in bocca appena svegli, potrebbe non essere una cattiva idea!

Esiste poi un modo ancora più efficace per reidratarci e allo stesso tempo prenderci cura del nostro “pancino”. Questo è un trucchetto che ho imparato applicando i principi del corso Energy Training: appena sveglio scalda leggermente una tazza d’acqua; non deve essere bollente, ma semplicemente tiepida, insomma deve essere della stessa temperatura del nostro corpo (circa 37°). Se ti aggrada puoi anche aggiungere una spruzzatina di limone. Bevila e alzare il tuo livello di energia sarà semplice come… bere un bicchiere d’acqua ;-)

4. Riattiva i tuoi muscoli ed il tuo sistema respiratorio

Al punto 2 ti ho accennato quella che è la mia routine mattutina preferita. Non devi per forza fare una maratona tutte le mattine per svegliarti bene. Anche dei semplici esercizi possono aiutarti a riattivare la circolazione e ad ottenere una generale sensazione di benessere.

Niente di estremo! Se frequenti una palestra puoi farti suggerire dal tuo coach una serie di esercizi mirati per il risveglio muscolare o per lo stretching. Lo yoga è un’altra attività particolarmente consigliata in questa situazione.

Un’alternativa all’attività fisica, sono gli esercizi di respirazione.

Spesso sottovalutiamo l’enorme potere che ha il respiro sulla nostra fisiologia e sulla nostrapsicologia. Praticare con costanza esercizi volti a migliorare il modo in cui respiriamo è una delle migliori strategie per ritrovare energia e benessere. In questo articolo suggerisco tre tecniche di respirazione particolarmente efficaci (la 1° è ideale per svegliarsi la mattina): “Tecniche di respirazione – ritrovare il benessere con un respiro“.

5. Alzati!

Per quanto possa sembrare banale, un ottimo sistema per svegliarsi bene la mattina è semplicemente… alzarsi!

Molti di noi soffrono della cosiddetta “Snooze Button Syndrome”. Il bottone snooze è quel pulsantino che ti permette di procrastinare (ahhh! sacrilegio!) la sveglia per un tempo prefissato, mentre tu continui a rotolarti tra le coperte alla ricerca di una buona motivazione per alzarti.

La prossima volta, magari proprio domani mattina, prova ad alzarti dal letto appena suona la sveglia: non pensare, non procrastinare, non indugiare. Semplicemente alzati.

 

fonte www.efficacemente.com

 

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Gli acidi grassi trans

Gli acidi grassi trans che si formano durante l’idrogenazionequando gli oli  vegetali da liquidi diventano solidi , sarebbero responsabili, negli Stati Uniti, di non meno di 20.000 infarti e 7.000 morti ogni anno. Per questo la Food and Drug Administration potrebbe presto decidere di limitarne l’impiego, oppure di bandirli del tutto. Sembra questo l’esito più probabile della discussione avviata in rete. Il dibattito durerà 60 giorni e ha preso le mosse dalla dichiarazione ufficiale sulla pericolosità di queste sostanze, non più considerate ufficialmente sicure (GRAS, da Generally Recognized as Safe).

Per conoscere la storia degli acidi grassi, bisogna  tornare agli anni ’50 quando si scopre durante la trasformazione dei grassi vegetali liquidi  in solidi, si formano composti in grado di migliorare sapore e aspetto degli alimenti industriali, e allungare la vita del prodotto sullo scaffale. Nel tempo, però, aumentano le prove scientifiche a carico di una loro diretta responsabilità nell’accumulo di grasso nei vasi e nelle patologie cardiovascolari, e iniziano a comparire i primi dubbi sull’utilizzo.

Nel 2006 la stessa FDA decide di introdurre l’obbligo di indicazione in etichetta della loro presenza, un provvedimento che causa un drastico calo dell’impiego: secondo la Grocery Manufacturers Association, la quantità presente nei cibi pronti è diminuita del 75% dal 2005 a oggi, e secondo la FDA l’assunzione media quotidiana è crollata dai 4,6 grammi del 2003 fino a 1 grammo del 2012.

Negli stessi anni alcuni paesi come la Danimarca, l’Islanda e la Svizzera decidono di limitarne molto l’utilizzo, e la città di New di New York di vietarli nei ristoranti. Ma gli acidi grassi trans, negli Stati Uniti, rientrano nell’elenco dei GRAS , ovvero in una lista che comprende oltre 10.000 additivi il cui uso è ammesso nell’industria alimentare (erano 2.000  negli anni 50), anche se la tossicologia di una grossa fetta di queste sostanze non è mai stata studiata scientificamente nell’uomo. La presenza nella lista degli acidi grassi trans assicura loro una sorta di lasciapassare, per cui continuano a essere usati negli alimenti più disparati, anche se in misura minore rispetto agli anni precedenti. La storia è proseguita fino a quando  non è stato più possibile ignorare  i sospetti e le accuse sulla pericolosità di queste sostanze.

Il Center for the Science in the Public Interest, che ha dedicato un lungo articolo alla nuova posizione della FDA, già nel 1994 aveva chiesto all’agenzia di revocare la presenza dei trans nella lista  dei GRAS, oltre ad aver  indetto azioni legali contro diverse catene di fast food e aziende alimentari che ne facevano un uso massiccio. «Eliminare gli acidi grassi trans – troviamo scritto – è una delle azioni più importanti che la FDA possa fare per tutelare la salute dei cittadini e prevenire migliaia di decessi l’anno».

Le più importanti catene di fast food hanno già da tempo tolto i grassi trans dalla lista dei loro ingredienti

In realtà la diminuzione della quantità negli alimenti industriali è già nei fatti, poiché l’opinione pubblica ha mostrato di non gradirne la presenza. Non caso McDonald’s e altre catene di fast food li hanno già eliminati dalle loro ricette. Tuttavia un bando o una restrizione severa sarebbero sicuramente più efficaci. Ci sono diversi problemi tecnici da superare e costi da affrontare per riformulare innumerevoli alimenti, tra i quali intere categorie di cibi amatissimi dagli americani. La stessa FDA ha indicato le sette classi che potrebbero uscire profondamente trasformate da un eventuale bando:

1. Ciambelle: senza gli acidi grassi trans potrebbero diventare più unte. Anche molti dessert e dolci come i biscotti, le torte devono la loro consistenza relativamente leggera agli acidi grassi trans. Per ottenere lo stesso effetto potrebbe essere necessario aumentare la quantità di altri grassi.

2. Crackers: i trans potrebbero essere rimpiazzati da olio di canola o soia.

3. Tutti i pop corn venduti  nei bar e nei pubblici esercizi e quelli da cuocere nel forno a microonde contengono acidi grassi trans, e per assicurare lo stesso aroma e sapore potrebbe essere necessario aggiungere  più burro.

4. Tutte le pizze surgelate americane contengono acidi grassi trans che potrebbero essere sostituiti da altri grassi vegetali; potrebbe essere necessario introdurre anche altri additivi.

5. Tutta la panna industriale li contiene, e  potrebbero essere sostituiti da olio di soia e altri oli vegetali.

6. Prodotti da forno come biscotti e dolci in futuro potrebbero contenere olio di canola, che in questo tipo di alimenti è stabile e assicura un effetto relativamente simile a quello degli acidi grassi trans.

7. Alimenti in scatola: potrebbero essere rimpiazzati da lardo o altri oli vegetali.

Dal sito: www.ilfattoalimentare.it

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I carboidrati – 1

I carboidrati, detti anche glucidi (dal greco “glucos” = dolce) sono sostanze formate da carbonio ed acqua. Hanno forma molecolare (CH2O)n e sono contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale.

In media forniscono 4 kcal per grammo, anche se il loro valore energetico oscilla dalle 3,74 kcal del glucosio alle 4,2 Kcal dell’amido. Di queste calorie circa il 10% viene utilizzato dall’organismo per i processi di digestione ed assorbimento.

In base alla loro struttura chimica i carboidrati vengono classificati in semplici e complessi.

I glucidi semplici, comunemente chiamati zuccheri, comprendono i monosaccaridi, i disaccaridi e gli oligosaccaridi. In natura esistono più di 200 monosaccaridi che si differenziano per il numero di atomi di carbonio presenti nella loro catena.

Gli esosi (fruttosio, glucosio, galattosio) sono i più importanti dal punto di vista nutrizionale.

 

Funzioni dei carboidrati

La principale funzione dei carboidrati è quella energetica a riposo ma anche, e soprattutto, durante l’esercizio; l’energia proveniente dalla fosforilazione ossidativa del glucosio e della sua componente di deposito viene utilizzata per la contrazione muscolare e le altre funzioni biologiche. Quando le scorte di glicogeno sono sature l’eccesso di zuccheri viene immagazzinato sotto forma di grassi determinando un aumento della massa grassa.

Un’altra funzione è quella di risparmio delle proteine. In condizioni di deplezione delle scorte di glicogeno (digiuno, attività fisica prolungata) la gluconeogenesi avviene a partire da aminoacidi o glicerolo derivante dal catabolismo degli acidi grassi; la conseguenza è una riduzione della massa magra (temporanea e reversibile) e un sovraccarico renale (residui azotati).

Inoltre rappresentano il substrato energetico per il sistema nervoso. Il glucosio è l’unico substrato energetico utilizzabile dal SNC; in casi limite (restrizione marcata, diabete non controllato) ci può essere un adattamento metabolico che consente di usare corpi chetonici derivanti dal metabolismo lipidico; sintomi clinici dell’ipoglicemia sono infatti di tipo centrale.

Infine sono necessari per la regolarizzazione dell’attività intestinale (fibra alimentare)

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La cellulite

La cosiddetta cellulite, il cui vero nome è panniculopatia edemato–fibro-sclerotica (P.E.F.S.), deriva dal un’alterazione del derma e dell’ipoderma; in condizioni ottimali, le cellule adipose (adipociti) normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l’organismo, che brucia grassi ogniqualvolta abbia necessità di combustibile.

In caso di stasi del circolo venoso questa “riserva” diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose.

Il plasma si infiltra fra le cellule, con il tempo provoca un’ infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei: i capillari vengono ulteriormente compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso si fa sempre più difficile. Si innesca quindi un “circolo vizioso” che autoalimenta questa patologia.

LE CAUSE DELLA CELLULITE

L’insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro (anche se, in fondo, tutto si può ricondurre ad un’alterazione del microcircolo); alcuni di essi non sono eliminabili e sono quindi definiti PRIMARI (ad es. il sesso, la razza o la familiarità), altri, detti SECONDARI, sono collegati ad alcune fasi della vita, a patologie particolari o all’assunzione di farmaci; altri invece, definiti fattori AGGRAVANTI (ad es. cattiva alimentazione o sedentarietà), sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita diverso.

  • FATTORI PRIMARI

Il fatto di essere donna e di razza bianca sono elementi sfavorevoli: la donna mediterranea è caratterizzata da una conformazione “a pera” (ginoide) in cui prevale l’azione degli ormoni femminili (gli estrogeni) sui recettori specifici, con il risultato di un accumulo dei chili in eccesso sulla parte bassa del corpo, ritenzione idrica e stasi circolatoria. Non a caso il problema comincia con l’adolescenza, periodo in cui vi è una vera e propria tempesta ormonale che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Anche la componente familiare è rilevante, considerato che alcuni disturbi del micro-circolo spesso si tramandano tra consanguinei e che l’insufficienza venosa e linfatica con fragilità capillare costituiscono l’anticamera della cellulite.

  • FATTORI SECONDARI

E’ noto che le manifestazioni cutanee della cellulite sono fortemente legate al ciclo femminile: l’aspetto “a materasso” della pelle aumenta nel periodo precedente il ciclo, soprattutto in caso di sindrome pre-mestruale, e in gravidanza quando sale il livello degli estrogeni con effetti positivi e negativi: aumenta l’appetito, migliora l’umore, si accumulano liquidi nei tessuti e il prodotto del concepimento preme sulle strutture vascolari, aggravando la situazione circolatoria magari già non perfetta, con segni di stasi.

Come regola, in generale, la cellulite diminuisce dopo la menopausa, in assenza di trattamento ormonale sostitutivo.

  • FATTORI AGGRAVANTI

Una muscolatura di cattiva qualità, sia per sedentarietà sia a seguito di un dimagrimento eccessivamente rapido che abbia sacrificato il tessuto muscolare, è sicuramente uno dei fattori favorenti la cellulite. Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria.

La dieta scorretta, poi, con l’introduzione eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, “intossicazione” generale dell’organismo e formazione degli odiati cuscinetti.

Anche una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione perchè la sedia comprime i vasi e la situazione peggiora se si tengono le gambe accavallate. Non fa neanche bene trascorrere troppo tempo in piedi immobili, perchè il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori, con conseguente stasi circolatoria. I difetti dell’appoggio plantare (piede piatto, piede cavo, ecc.) sono anche causa di postura errata e possono favorire i processi che portano alla formazione della cellulite.

Si deve evitare l’abbigliamento costrittivo: non dimentichiamo che abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, mentre scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm., ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento dell’importantissima “pompa venosa” che abbiamo sotto i nostri piedi (un reticolo venoso che viene compresso ad ogni nostro passo e che imprime una spinta verso l’alto al sangue, impedendogli di ristagnare).

Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l’aggravarsi del quadro, l’uno per le inevitabili ripercussioni sul quadro ormonale (aumento dei cosiddetti “ormoni dello stress”), l’altro per la sua azione vasocostrittrice e per la sua capacità di aumentare i radicali liberi, sostanze che favoriscono i danni a carico del microcircolo ed accelerano i processi di invecchiamento generale dell’organismo.

I RIMEDI PER LA CELLULITE

Occorre evitare rimedi apparentemente più semplici e definitivi come la liposuzione, ma entrare nell’ottica che la cellulite può essere smaltita con adeguata attività fisica e una buona dieta equilibrata. Per quel che riguarda la nutrizione è necessario evitare diete ipercarboidratiche ed iperlipidiche, sapendo che esse sarebbero un incentivo all’accumulo di grassi sottocutanei. Inoltre occorre particolare attenzione se si è appena seguita una dieta molto restrittiva (il corpo deposita più rapidamente grasso).

LA DIETA

La prevenzione inizia sulla tavola e qualsiasi trattamento è destinato a dare risultati modesti se non lo si associa ad uno stile di vita sano e se non si rivedono le abitudini alimentari.

Un’alimentazione equilibrata ed adeguata fa sì che pesantezza, gonfiori degli arti e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati.

Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad una alimentazione disordinata. È necessario quindi orientare le abitudini alimentari verso un regime disintossicante, equilibrato, facilmente digeribile.

Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna fare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti.

Il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi negli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione: rinunciare ad un po’ di sale non significa necessariamente fare a meno dei sapori, perché può essere egregiamente sostituito da aromi da cucina.

Da prendere seriamente in considerazione è l’assunzione giornaliera di acqua: è sempre consigliabile consumarne molta; un litro e mezzo è la quantità minima da assumere ogni giorno per permettere una buona diuresi e un’eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.

Da bandire gli eccessi di alimenti che affaticano il fegato, impedendogli di svolgere la sua azione “depuratrice” (caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.); preferire invece alimenti ad alto contenuto di fibre (che favoriscono il transito intestinale e l’evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi), di vitamina C, vitamina E e potassio, capace di contrastare il sodio. I bioflavonoidi poi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono dei veri alleati per una buona microcircolazione.

L’ATTIVITA’ FISICA

Non solo a tavola si prevengono pesantezza, disturbi e inestetismi delle gambe: per averle agili e belle contano anche i gesti, le posizioni, l’abbigliamento, il moto e la scelta dell’esercizio fisico.

Lo sport serve non solo ad incrementare la combustione dei grassi e quindi ad avere un fisico asciutto, ma aiuta anche a tonificare i muscoli e a stimolare la circolazione.

La ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l’ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz’ora al giorno di esercizio fisico è il tempo ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma.

Via libera quindi al nuoto (che sfrutta anche l’azione di idromassaggio indotto dai movimenti del corpo nell’acqua), alle pedalate in bicicletta (o alla cyclette, in mancanza della possibilità di pedalare all’aria aperta), al jogging e walking (camminate), alla ginnastica a corpo libero, all’atletica leggera.

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Tenersi in forma a casa: le braccia

Per chi non ha modo di andare in palestra abitualmente e fa lavori sedentari, le braccia sono un punto critico! Il problema però è facilmente risolvibile perchè in casa abbiamo tutto quello che possiamo trovare in palestra per mantenere le nostre braccia toniche.

Cosa ci serve:

  • abbigliamento comodo
  • 2 bottiglie di acqua da 1/2 litro (per i principianti)
  • 2 bottiglie di acqua da 1 litro (per chi ha già fatto un po’ di allenamento)
  • 2 bottiglie da 1,5 l (per i più esperti)

BICIPITI

Esercizio 1
Posizione iniziale: in piedi, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse. Le spalle sono aperte e il petto è in fuori. L’esercizio va eseguito lentamente.

  • Afferrare una bottiglia con ciascuna mano.
  • Ruotare le mani all’esterno.
  • Inspirare.
  • Espirare mentre si sollevano le braccia verso il busto.
  • Riportare le braccia nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  • Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.

Esercizio 2
Posizione iniziale: in piedi, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse. Le spalle sono aperte e il petto è in fuori. L’esercizio va eseguito lentamente.

  1. Afferrare una bottiglia con ciascuna mano.
  2. Ruotare le mani all’interno (i palmi sono rivolti verso le cosce), nella posizione “a martello”.
  3. Inspirare.
  4. Espirare mentre si sollevano le braccia verso il busto.
  5. Riportare le braccia nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  6. Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.

TRICIPITI

Esercizio 1
Posizione iniziale: in piedi, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse. Le spalle sono aperte e il petto è in fuori. L’esercizio va eseguito lentamente.

  1. Afferrare una bottiglia con la mano sinistra.
  2. Portare il braccio sinistro dietro la testa.
  3. Con la mano destra, appoggiarsi sul braccio sinistro per sostenerlo.
  4. Inspirare.
  5. Espirare distendendo il braccio sinistro verso l’alto.
  6. Riportare il braccio nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  7. Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.
  8. Quindi cambiare braccio ed eseguire lo stesso esercizio sempre in 3 serie da 12.

Esercizio 2
Posizione iniziale: di fianco, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse, schiena piatta.

  1. Afferrare una bottiglia con la mano destra.
  2. Appoggiare la mano sinistra sul ginocchio sinistro.
  3. Inspirare.
  4. Portare all’indietro il braccio destro.
  5. Espirare distendendo completamente l’avambraccio all’indietro.
  6. Riportarlo nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  7. Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.
  8. Quindi cambiare braccio ed eseguire lo stesso esercizio sempre in 3 serie da 12.


Esercizi da fare dopo ogni allenamento

Per bicipiti e tricipiti

  1. Distendere un braccio in avanti con il palmo della mano verso l’esterno.
  2. Ruotare la mano verso il basso.
  3. Afferrare le dita con l’altra mano esercitando una leggera pressione verso l’interno.
  4. Mantenere la posizione per un tempo compreso tra i 45 e i 60 secondi.
  5. Ripetere l’esercizio cambiando braccio.

Per i tricipiti

  1. Portare il braccio sinistro dietro la testa.
  2. Con la mano destra, afferrare il gomito sinistro e tirare leggermente all’indietro.
  3. Mantenere la posizione per un tempo compreso tra i 45 e i 60 secondi.
  4. Ripetere l’esercizio cambiando braccio.
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Tenersi in forma a casa

E’ vero che le giornate si stanno un po’ allungando ma non ci viene ancora voglia di uscire a camminare, così oggi vediamo alcuni esercizi che possiamo fare a casa per mantenerci in forma!

Una corretta alimentazione va sempre accompagnata dall’esercizio fisico, questo ci permette di mantenere il peso forma o di raggiungerlo più facilmente se stiamo seguendo una dieta ipocalorica. L’esercizio non ci serve per perdere peso velocemente, non è questo il suo obiettivo e non è nemmeno quello a cui tendiamo! Lo sappiamo bene che perdere peso molto velocemente non serve a nulla, perchè sia efficace e duraturo, il dimagrimento deve essere graduale e costante. L’attività fisica ci aiuta a stare meglio, a migliorare la respirazione, la postura e a bruciare qualche grasso in più.

Di seguito un programma di allenamento da seguire, partendo con la descrizione degli esercizi e, in fine, con alcuni suggerimenti per la loro messa in pratica.

Flessioni sulle braccia: Sdraiarsi a pancia sotto, puntare i piedi a terra, allargare le braccia all’altezza delle spalle (o poco più) e puntare a terra i palmi delle mani, tenendo le punte delle dita in avanti. Sollevarsi facendo forza sulle braccia e contraendo i muscoli del petto, avendo cura di restare col corpo perfettamente dritto.

Flessioni sulle gambe: In piedi, schena dritta, piedi all’altezza delle spalle (poco meno). Piegarsi sulle gambe facendo forza nei quadricipiti (muscoli anteriori della coscia) e nei glutei (muscoli del sedere), senza piegare la schiena e tenendo le mani dietro alla testa.

Corsa sul posto: – Restando fermi sul posto, simulare la vera e propria corsa senza spostarsi dal punto in cui ci si trova. Braccia piegate e vicine al corpo, gambe alte e profondi respiri.

Jumping Jack : Meglio conosciuti come saltelli laterali, la posizione di partenza è in piedi, gambe chiuse e braccia distese al corpo. Saltare e, al contempo, allargare le gambe e le braccia, per tornare alla posizione di partenza sempre con un saltello.

Ecco come si consiglia di organizzare l’allenamento, partendo dal presupposto che ci si può allenare in questo modo (per un periodo limitato alle proprie esigenze ed in relazione ai risultati ottenuti) per 3 giorni (lunedi, mercoledi e venerdi) o per 4 giorni (lunedi, martedi, giovedi e venerdi).

Flessioni sulle braccia: 3 X 10/15 (iniziare con 3 serie X quante se ne riescono a fare)
Flessioni sulle gambe: 3 X 15/20 (iniziare con 3 serie X quante se ne riescono a fare)
Corsa sul posto: 30 minuti (iniziare con almeno 10/15 minuti)
Jumping Jack: 20 minuti (iniziare con almeno 5/10 minuti)

Si ricorda, inoltre, che è indispensabile imparare ad eseguire una corretta respirazione al fine di svolgere bene gli esercizi e che sarebbe sempre opportuno farsi seguire da un esperto!

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