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Panettone Vs Pandoro

Panettone vs Pandoro… l’eterna sfida!

Non vi dirò che è impossibile stabilire una porzione raccomandabile di Panettone o Pandoro: essendo i dolci delle feste dovrebbero essere consumati dopo i pasti principali, in questo caso le quantità consigliate non sono calcolabili (si tratterebbe di pochi grammi). Non vi dirò nemmeno che è consigliabile mangiarne mezza fetta a colazione con una tazza di latte e se invece li mangiamo dopo i pasti dovremmo rinunciare a pasta e pane. Per non parlare del fatto che soprattutto in questo periodo dovremmo aumentare la nostra attività fisica per non rinunciare ai dolcetti e senza arrivare appesantiti.Proviamo a scegliere il nostro dolce preferito proprio con la pancia! Scopriamo le loro storie, le caratteristiche che li rendono unici e come vengono preparati…


 

Iniziamo dalle loro storie…

STORIA DEL PANETTONE

C’era una volta un panettiere milanese di nome Toni che lavorava nelle cucine degli Sforza. Un bel giorno, in occasione di un banchetto, preso dalle mille pietanze da preparare ha bruciacchiato il pane. Non c’era più tempo per preparare dell’altro impasto e farlo lievitare. Toni non si lasciò prendere dallo sconforto e riuscì a rimediare impastando tutto con uova, zucchero e spezie. Da questo giorno nasce il “Pan de Toni” o meglio, come lo conosciamo oggi “Panettone”.

STORIA DEL PANDORO

La storia del Pandoro è meno romantica, questo dolce deriva da un’usanza rinascimentale veneta. In questo periodo sembra che i cibi offerti venissero ricoperti da sottili foglie di oro zecchino, tra questi c’era un dolce a forma conica chiamato “Pan de Oro” da cui deriva il Pandoro, dolce tipico di Verona.


 

 

Come riconoscere un buon Panettone e un buon Pandoro

PANETTONE

Se si sceglie quello tradizionale di Milano occorre controllare che la cupola sia incisa a croce senza altri rilievi e spaccature . La crosta deve essere aderente alla pasta , deve essere dorata e senza bruciature.
La pasta interna deve essere soffice e di colore giallo carico e deve avere le caratteristiche alveolature (i buchi), segno che la pasta è lievitata naturalmente .
I canditi e l’uvetta devono essere presenti in notevoli quantità

PANDORO

Il fondo deve essere di colore bruno ma non bruciacchiato . La pasta deve essere di colore giallo , soffice e l’alveolatura deve essere meno evidente rispetto al panettone .
Il sapore non deve essere acidulo o con note aromatiche esagerate .


Preparazioni

PREPARAZIONE DEL PANETTONE

Il panettone non è un dolce facile da preparare e, come molte altre ricette a doppia lievitazione e con pasta madre, necessita di una certa manualità, esperienza e feeling con la strumentazione (soprattutto col forno).
I due ingredienti “essenziali” per il panettone sono: la farina ed il lievito naturale.
Descriviamo innanzi tutto l’ingrediente “vivo” del panettone: la pasta acida. Questa è definibile come l’acido prodotto dalla fermentazione della pasta stessa che ha la funzione di scatenare un ulteriore fermento nel composto al quale viene aggiunto. La pasta acida dev’essere alla giusta maturazione, né troppo fresca, né troppo acida. Essa innesca la lievitazione del panettone e permette di produrre bolle di anidride carbonica poi intrappolate nel reticolo di glutine; inoltre, favorisce l’azione dei lactobacilli aromatici ma blocca la contaminazione da patogeni. La pasta acida è a base di farina, acqua e lieviti specifici.
Il procedimento per il panettone prevede la formulazione di un pre-impasto specifico: si inizia unendo acqua, farina, tuorlo d’uovo, pasta acida e burro; il tutto lieviterà per 12-16 ore ad una temperatura di 18-20°C per triplicare di volume.
Il pre-impasto va poi messo in impastatrice incorporando gli altri ingredienti; per prima la farina, in modo da conferire forza e struttura al panettone; poi lentamente: zucchero, altro tuorlo d’uovo, burro, bacche di vaniglia pulite, sale (facoltativo – aiuta a rinforzare il glutine e contrasta il sapore dolce), uvetta sultanina e canditi. L’impasto definitivo del panettone viene poi lasciato riposare per 50′ a temperatura ambiente. Se l’impasto è abbondante avviene la spezzatura, con la quale si otterranno pezzi da circa 1000-1100g; questi vengono poi sottoposti a pirlatura (lavorazione a mano per dare la forma specifica) e riposti in pirottini di carta nei quali levitano ulteriormente a 25°C per 6 ore (durante le quali raddoppiano di volume).
Dopo il riposo, il panettone va scarpato (procedimento col quale si incide una croce al vertice); segue la cottura in forno a 160-170°C per circa 50-60′.
Al termine, il panettone viene infilzato con dei ferri e “stagionato a testa in giù” per circa 10 ore.

PREPARAZIONE DEL PANDORO

 

  • preparare una palla di impasto con lievito, un cucchiaio di farina e QB di acqua tiepida, poi lasciarlo lievitare fino al raddoppio del volume;
  • a parte, impastare 65g di farina, un cucchiaio di zucchero, un uovo, un tuorlo e 10g di burro fuso.
  • Unire i due impasti e lavorarli per 5 minuti circa. Lasciar riposare e lievitare il tutto fino al raddoppiamento del volume.
  • Su una spianatoia, mettere 130g di farina, 2 cucchiai di zucchero, 20g di burro fuso, un uovo, due tuorli, vanillina, una presa di sale, ed impastare. Unire quest’ultimo all’impasto lievitato e lavorare per 10 minuti. Aggiungere 50g di farina per aumentare la consistenza e far lievitare 3 ore.
  • Rompere la lievitazione a colpetti con le mani e appiattire l’impasto sulla spianatoia. Col mattarello, stenderlo a forma quadrata e disporvi 150g di burro a piccoli pezzi. Portare i 4 angoli del quadrato verso il centro coprendo tutto il burro. Stendere col mattarello e piegare tutto in 3, poi stendere nuovamente, per 2 volte.
  • Lasciar riposare 25 minuti e ripetere nuovamente l’operazione di stesure e ripiegamenti con riposo di altri 25 minuti.
  • Reimpastare sulla spianatoia e arrotondare l’impasto su se stesso. Porlo in uno stampo da pandoro opportunamente imburrato e zuccherato, e lasciarlo riposare e lievitare fino al raggiungimento dell’orlo dello stampo (le lievitazioni andranno preferibilmente effettuate ad una temperatura costante di circa 33-35°C).
  • Infornare a 190° e, dopo 20 minuti, abbassare a 160°C la temperatura. Dopo 30 minuti verificare la cottura con uno spillo da cucina ed eventualmente rimuovere dal forno. Togliere dallo stampo, lasciar raffreddare e servire il pandoro decorato con zucchero a velo.

Dopo questa lettura cosa vi piace di più?

Per la maggiore “semplicità” sia nella preparazione che nei criteri riconoscimento di un buon dolce sceglierei il Pandoro. Si, ci sto provando a far vincere il dolce Veneto!

Credo che entrambi questi dolci non dovrebbero mancare nelle tavole dei giorni di festa! Scegliamoli però di qualità e preparati secondo i criteri che abbiamo visto. Nel 2005 per facilitare la scelta è stato introdotto un disciplinare che permette di chiamare Panettone e Pandoro solo i dolci preparati con determinati ingredienti:

PANETTONE:  farina di frumento, zucchero, uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del quattro per cento in tuorlo, materia grassa butirrica in quantità non inferiore al sedici per cento, uvetta e scorze di agrumi canditi in quantità non inferiore al venti per cento, lievito naturale costituito da pasta acida, sale.
E’ facoltà del produttore aggiungere anche i seguenti ingredienti :
latte e derivati, miele, malto, burro di cacao, zuccheri, lievito avente i requisiti di cui all’art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998, n. 502, fino al limite dell’un per cento, aromi naturali e naturali identici, emulsionanti, il conservante acido sorbico, il conservante sorbato di potassio.

PANDORO: farina di frumento, zucchero, uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del quattro per cento in tuorlo, materia grassa butirrica, in quantità non inferiore al venti per cento, lievito naturale costituito da pasta acida, aromi di vaniglia o vanillina, sale. E’ facoltà del produttore aggiungere anche i seguenti ingredienti:
latte e derivati, malto, burro di cacao, zuccheri, lievito avente i requisiti di cui all’art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998, n. 502, fino al limite dell’un per cento, zucchero impalpabile, aromi naturali e naturali identici, emulsionanti, il conservante acido sorbico, il conservante sorbato di potassio.

Kcal Proteine gr. Lipidi gr. Glucidi gr.
Panettone (gr 100) 386 6 15 56
Pandoro (gr 100) 414 8 20 52

 

 

 

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Le Piante delle feste: Agrifoglio

Pianta natalizia per eccellenza, è uno dei migliori addobbi per decorare le ghirlande di casa con le sue coloratissime bacche rosse. Meno note però le sue straordinarie proprietà mediche.

Come riconoscerlo: foglie spesse e resistenti di colore verde scuro, con un contorno più chiaro e acuminato. I suoi frutti rossi risaltano per contrasto.

Proprietà: astringente e diaforetica (favorisce la sudorazione), diuretica, espettorante (favorisce l’espulsione del catarro bronchiale), febbrifuga, lassativa. Il succo delle foglie fresche, in infuso, è utilizzato per trattare l’ittero e abbassare la febbre. La radice, invece, raccolta in autunno, è utilizzabile come diuretico.

ATTENZIONE!!! Le bacche sono tossiche, soprattutto per i bambini, e non devono essere ingerite in alcun modo se non sotto la supervisione del medico.

Nel vostro giardino: per capire le sue nobili origini, basti sapere che, grazie proprio all’agrifoglio, anche le famiglie più povere potevano permettersi di avere delle belle decorazioni per le loro case. E’ un albero che può arrivare fino a 20 metri. Si adatta benissimo a tutte le temperature, a meno che non abitiate in posti con temperature bassissime, consigliando in questo caso di coprirlo con un telo per proteggerlo. Volendo potete piantare l’agrifoglio anche in vaso, ovviamente in maniera ridotta ma riuscendo in tal modo a tenerlo sempre a portata di mano. Periodo perfetto per la sua messa a dimora è l’inverno.

Significato: Siete invitati a casa di amici durante le feste natalizie? Sappiate che regalare un agrifoglio è simbolo di fortuna e forza.

Come usarlo?

DECOTTO PER ABBASSARE LA FEBBRE

Utile per abbassare subito i ricorrenti sintomi febbrili invernali.

INGREDIENTI: 3 g di corteccia essicata; 100 ml di acqua; un colino.

COME: la preparazione consiste nel fare un rapido decotto immergendo la corteccia essiccata in acqua fredda, da portare poi ad ebollizione per 10 minuti. Laciate raffreddare e filtrate il tutto servendovi di un colino. Se il sapore risulta troppo amaro, potete dolcificare con la stevia o sciroppi di agave, riso o miele.

QUANDO: bevete 2-3 tazzine al giorno di questa “pozione miracolosa”.

 

TINTURA VINOSA

Un’altra soluzione per combattere i sintomi delle malattie invernali.

INGREDIENTI: 15 g di corteccia; 100 ml di vino rosso.

COME: l’effetto è il medesimo del decotto, ma questo preparato consiste in una tintura vinosa. Premettiamo che scegliere una più elevata gradazione alcolica facilita la conservazione della stessa tintura. Lasciate quindi macerare il liquido amalgamato alla corteccia per 10 giorni, dopodichè sarà subito pronto all’uso.

QUANDO: assumete 20-30 gocce al giorno di preparato e conservate il composto in luogo fresco e in bottiglie di vetro scuro. Da consumare preferibilmente nel giro di qualche settimana.

 

CREMA ANTICELLULITE

Grazie alle sue proprietà, l’agrifoglio si rivela anche un grande alleato contro questo antiestetico problema.

INGREDIENTI: olio essenziale di agrifoglio (dissolve i depositi adiposi); fondi di caffè (funzione drenante); una ciotola; pellicola trasparente.

COME: per prima cosa bisogna recuperare i fondi di caffè da una qualsiasi moka che avete in casa. Mescolate poi nella ciotola i fondi di caffè con l’olio essenziale fino ad ottenere un impasto abbastanza omogeneo. Eseguite un semplice impacco sulle zone maggiormente colpite dall’inestetismo.

QUANDO: dovete massaggiare energicamente la crema ottenuta in modo da riattivare la circolazione; poi avvolgete la zona trattata con la pellicola trasparente. Lasciate in posa 20 minuti, poi sciacquate con acqua fredda. Per raggiungere un buon risultato ripetete il trattamento almeno una volta a settimana.

 

Fonte BioMagazine – dicembre 2015
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Tempo di panettoni & co.

È possibile concedersi pandoro e panettone senza ingrassare? Sì, a patto di correggere l’equilibrio energetico-nutrizionale tra entrate e uscite, ovvero: tot mangi, tot devi “bruciare”. Per farlo occorre prima di tutto visualizzare gli apporti di una porzione di dolce. Prima di tutto, è utile imparare a percepire quante calorie si assumono con una fetta di panettone e pandoro, anche senza la bilancia: basta sapere che un ottavo di confezione da chilo corrisponde a 125 grammi.

Panettone 125 g

Calorie 416

Proteine 8

Carboidrati 70

Grassi 13

Pandoro 125 g

Calorie 514

Proteine 10

Carboidrati 55

Grassi 28

 

Se fai sport per un’ora e rinunci alla pasta, una fetta di dolce non ingrassa

La circa 100 calorie in più di una fetta di pandoro rispetto a una di panettone sono dovute soprattutto al suo elevato contenuto di grassi animali (ovvero burro e affini). Detto questo il nostro peso rimane costante se i consumi energetici (espressi in calorie) per il funzionamento dell’organismo e per muoversi, vengono compensati dal valore energetico della razione alimentare quotidiana: questo accade ad esempio se in un giorno consumiamo 2000 calorie ne introduciamo altrettante. Per questo, per poter gustare pandoro e panettone senza correre il rischio di ingrassare, occorre mettere in atto una strategia mista che tenga conto di tutti gli alimenti che si assumono nell’arco della giornata. Ecco allora che per rimanere in linea (pur concedendosi una fetta di panettone o di pandoro) è opportuno seguire una serie di regole.

– Non “cumulare” alimenti di analogo valore calorico e nutrizionale: se si mangia il panettone (o il pandoro), nella stessa giornata dovremo evitare l’assunzione di pasta, biscotti o condimenti grassi.

– Elevare il dispendio energetico quotidiano di 400-500 calorie, svolgendo una leggera ma efficace attività fisica.

– Preferire versioni classiche di panettone e pandoro, senza farciture di creme e a base di burro, di liquori, di canditi o di frutta secca (mandorle o nocciole), che fanno ulteriormente impennare il contenuto calorico.

Un buon trucco può essere quello di abbinare una fetta di pandoro o panettone “liscia” con un’abbondante macedonia di frutta o utilizzare una farcitura casalinga a base di yogurt, che fa aumentare il senso di sazietà ma riduce le calorie “supplementari” di oltre il 50%.

Dal sito: www.riza.it

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