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Tag Archives: Intestino pigro

Categories Alimenti, News

Avena

L’avena è una fonte di carboidrati a lenta digestione, ricca di fibre e per questo in grado di fornire energia a lungo termine senza causare picchi insulinici. Nel nostro Paese le applicazioni dietetiche dell’avena sono relativamente recenti, nonostante questo cereale abbia alle spalle antichissime tradizioni. I popoli germanici e scozzesi, per esempio, basavano la propria alimentazione sull’avena, dal momento che questa pianta annuale riesce a superare anche i climi rigidi delle regioni nordiche. In tali zone il consumo di avena è ancora ampliamente diffuso, soprattutto per la preparazione di gustosi piatti tradizionali come il porridge.

In Italia, fino a pochi anni fa, l’avena era destinata prevalentemente all’alimentazione dei purosangue, a quattro (cavalli) e a due zampe (sportivi di alto livello e “maniaci” della forma fisica). Oggi, i benefici dell’avena sono ormai giunti agli orecchi del grande pubblico e la sua diffusione nei prodotti alimentari è sempre più capillare. Ingrediente tradizionale del muesli, viene ormai aggiunta in quasi tutti gli alimenti dietetici per la prima colazione.

Nell’alimentazione umana viene utilizzata la cariosside, generalmente privata dei suoi involucri fibrosi (decorticata) e ridotta in farina (macinazione) o in fiocchi (tramite pressione dei chicchi, freschi o precotti a vapore).

 

Avena e celiachia

La tossicità dell’avena per i celaci è tuttora oggetto di dibattito. In passato, infatti, veniva esclusa a priori dalla dieta del celiaco, mentre diversi studi la dipingono come relativamente sicura. In particolare, se introdotta pura, ossia non contaminata da proteine del grano, dell’orzo o della segale durante la lavorazione, l’avena non sarebbe lesiva per la maggior parte (99,4%) dei celiaci.

 

Avena e salute umana: un prezioso alleato contro diabete e colesterolo

Le ottime caratteristiche nutrizionali dell’avena si possono intuire già dalla semplice osservazione delle tabelle alimentari. Tra tutti i cereali, detiene il primato di alimento più ricco in proteine (12,6-14,9%) e di sostanze grasse, tra cui l’essenziale acido linoleico. Ottimo anche il contenuto di fibre solubili, che rendono l’avena un alimento ideale per placare l’appetito, regolarizzare la funzione intestinale e normalizzare il peso corporeo. Non è quindi un caso che la medicina popolare descriva la farina di avena come alimento nutritivo e rinforzante, adatto soprattutto per bambini e convalescenti.

 

ENERGIA [100 grammi di avena]

389 Kcal

1628.0 Kjoule
Carboidrati 66,27 g
Grassi 6.90 g
Proteine 16.89 g
Fibre 10.6
Colesterolo 0 mg
Tiamina 0,8 mg (51%)
Folati 56,0 mcg (14%)
Acido pantotenico 1,3 mg (13%)
Manganese 4,9 mg (246%)
Fosforo 523 mg (52%)
Magnesio 177 mg (44%)
Rame 0,6 mg (31%)
Ferro 4,7 mg (26%)
Zinco 4,0 mg (26%)

 

I benefici dell’avena sono talmente lampanti da aver indotto la Food and Drug Administration Statunitense ad autorizzare l’affermazione che l’avena favorisce l’abbassamento dei livelli di colesterolo.

Per accentuare il suo effetto ipocolesterolemizzante, si consiglia il consumo di crusca d’avena (40 grammi al giorno, pari a circa 6-8 g di fibra). Questo alimento, grazie alla sua altissima capacità di attirare acqua e alla presenza di molti oligoelementi utili, abbassa in tempi brevi il colesterolo “dannoso” (LDL), senza influenzare quello “buono” (HDL). Mangiare regolarmente avena è quindi un ottimo modo per proteggere le nostre arterie dall’aterosclerosi.

Una nota interessante riguarda l’ottimo valore biologico delle sue proteine. In particolare l’avena vanta un buon contenuto in lisina, nettamente superiore rispetto agli altri cereali. Nel frumento questo nutriente rappresenta l’amminoacido limitante, cioè quell’amminoacido essenziale che, essendo contenuto in quantità ridotte rispetto agli altri, diviene limitante per la sintesi proteica. L’avena è quindi un ottimo alimento, nutritivo e riequilibrante, anche per i vegetariani.

Β-glucani presenti nella fibra solubile agiscono positivamente anche nei confronti di altre patologie dismetaboliche tipiche delle società industrializzate. Il basso indice glicemico, per esempio, la rende un alimento prezioso per i diabetici, che possono beneficiare del suo effetto stabilizzante sui livelli glicemici. Questa caratteristica è importante anche nella lotta contro i kg di troppo, poiché aiuta a controllare l’apporto di cibo prolungando il senso di sazietà dopo il pasto.

Da segnalare anche la presenza di avenina, un alcaloide concentrato nella crusca e dotato di effetto tonificante, energetico e riequilibrante. L’avena ha inoltre proprietà diuretiche e lassative (stimola l’intestino pigro), che contribuiscono a renderla una scelta salutare in qualsiasi momento della giornata.

Dal sito: www.my-personaltrainer.it

Categories News, Salute

L’intestino pigro

L’Intestino Pigro è un disturbo molto comune che colpisce il 10% circa della popolazione dei paesi occidentali. Un intestino pigro aumenta il tempo di permanenza del contenuto intestinale e questo porta al gonfiore e al sentirsi sempre pieni.

Chi soffre di Intestino Pigro o addirittura di stitichezza accusa difficoltà a evacuare regolarmente, defecazione insufficiente, defecazione infrequente, irregolare oppure sensazione di incompleto svuotamento. Nella maggior parte dei casi è una condizione temporanea che, per quanto fastidiosa, non crea problemi importanti. Va comunque trattata correttamente, soprattutto quando gli episodi diventano ricorrenti.

L’Intestino pigro può avere cause temporanee, come i postumi di un intervento chirurgico, alcune patologie o l’assunzione di determinati farmaci (come quelli anti-ipertensivi, gli antidolorifici morfinici, gli antispastici, ecc). Le cause possono essere anche psicologiche e derivare dallo stress, in particolare:

  • Dieta a basso contenuto di fibre
  • Scarsa o insufficiente assunzione di liquidi
  • Sedentarietà
  • Malattie croniche intestinali (diverticolite, ragadi, emorroidi, colite spastica, malattie neurologiche che riducono i movimenti dell’intestino, spasmi della muscolatura pelvica ecc)
  •  Patologie croniche generali (ipotiroidismo, diabete, neuropatie, depressione ecc.)
  • Consumo eccessivo di farmaci (antinfiammatori, antibiotici, lassativi ecc.)

Verificandone la causa e consultando un medico si possono eliminare le cause di intestino pigro legate a malattie o particolari stati fisiologici. Altrimenti si può cercare di individuare la causa che rallenta il buon funzionamento del nostro colon, iniziare a fare dei cambiamenti nella nostra dieta e mettere in atto pratiche salutari come fare più movimento ed evitare la vita sedentaria.
Per quanto riguarda il cibo è necessario controllare l’introduzione eccessiva di alimenti proteici e zuccheri, di alimenti senza fibre, di alimenti trasformati e di ricostituenti a base di ferro.
La presenza eccessiva di calcio nel corpo e la mancanza di sali minerali sono da sconsigliare, così come l’uso eccessivo dei condimenti. Anche non masticare completamente il cibo e non bere abbastanza acqua sono cattive pratiche alimentari. Infine un’overdose di lassativi non può che portare all’effetto contrario.

Molte persone che soffrono di intestino pigro si affidano ai lassativi, che migliorano il sintomo ma non risolvono il disturbo all’origine. Se utilizzati ripetutamente perdono di efficacia, richiedono dosi sempre più alte e possono causare dipendenza. Per regolare l’intestino ti devi concentrare sullo stile di vita e in particolare sulle abitudini alimentari.

Ecco alcuni accorgimenti per aiutarti a “svegliare” il tuo intestino:

  • La mattina bere un bicchiere d’acqua naturale non fredda con un cucchiaino di miele appena svegli: l’acqua con il miele ripulisce il tubo digerente e aiuta i reni a drenare le scorie che si accumulano di notte, producendo un effetto sgonfiante sin dal mattino
  • Mangiare un’insalata mista prima dei pasti condita con olio extravergine d’oliva: in questo modo si apporta alla dieta una quantità significativa di fibre, vitamine, sali minerali, le evacuazioni diventano più frequenti, ci si sente più sazi
  • Condurre una vita meno sedentaria.

Nei primi giorni è normale sperimentare un aumento della sensazione di malessere o un rallentamento dell’intestino: è una situazione temporanea che indica che l’organismo sta reagendo!

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