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Tag Archives: melanzane

Categories Pranzo

Malloreddus alle melanzane con rucola e menta

Ingredienti_malloreddus

Ingredienti per 4 persone

  • 320 g di malloreddus
  • 1 melanzana
  • 200 g di feta
  • rucola
  • qualche foglia di menta
  • pomodori datterini
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale qb
  • olio d’oliva EVO

Preparazione

Mentre aspettate che l’acqua per i malloreddus raggiunga il bollore fate rosolare uno spicchio d’aglio in una padella con poco olio d’oliva EVO.

Lavate e tagliate a cubetti la melanzana e fatela rosolare in padella con l’aglio per qualche minuto.

Nel frattempo lavate e tagliate a spicchi i pomodorini, tagliuzzate la rucola e la menta, fate a cubetti anche la feta. Mescolate tutto assieme, aggiungete le melanzane non appena sono pronte, condite con un filo d’olio e lasciate riposare. Vi consiglio di aggiungere il sale solo dopo aver assaggiato il sugo per la pasta ben mescolato: la feta di solito riesce a salare da sola tutto molto bene.

Cuocete i malloreddus (o una pasta che mantenga la cottura) e una volta pronti aggiungeteli al sugo e servite!

Questo piatto si presta anche ad essere servito tiepido o freddo.

Malloreddus

Categories Alimenti, Consigli, News

Alimenti per smettere di fumare

Spesso la cessazione del tabagismo è vista come un problema che può essere affrontato solo con un approccio farmacologico e psicologico. Il concetto di base è corretto, dato che la dipendenza dalla “bionda” ha come basi la dipendenza da nicotina ed altre sostanze chimiche e l’abitudine (o “vizio”) ad avere la sigaretta tra le dita, la gestualità del rito, che deve essere sostituita con qualcos’altro.

La mancanza è solitamente quella di non considerare che anche i farmaci hanno spesso alla base dei principi attivi che si trovano in natura, e spesso negli alimenti. Inoltre si trascura il supporto che una giusta alimentazione può dare alle terapie farmacologiche ed al counseling dello psicologo.
Un esempio su tutti è quello che chi vuole smettere di fumare evita spesso di prendere caffè, poiché questo ha un gusto che si associa automaticamente a quello della sigaretta.

Ma davvero più innovativo ed interessante può essere l’identificazione di un gruppo di “alimenti antifumo” – li chiamiamo così – che possano effettivamente coadiuvarci nell’impresa, spesso ardua, di liberarsi dal vizio del fumo.

Direi di partire da quello che serve all’organismo per uscire velocemente ed al meglio dal tunnel del fumo una volta che la nostra mente si convince a farla finita con la bionda tossica. Le sostanze che danno dipendenza nella sigaretta sono diverse, ma quella che aiuta maggiormente a mantenere alta la concentrazione del fumatore, e della quale si fa più difficilmente a meno, è senza dubbio la nicotina.

Questa può essere assunta in piccole dosi anche in natura, in particolare da una famiglia di piante cui appartiene anche la pianta del tabacco: le Solanaceae. Una naturale integrazione di nicotina può ridurre gli effetti iniziali dell’astensione da sigaretta, pur se a dosi molto più basse del tabacco.

Altro fattore importante in un percorso di disintossicazione da fumo di sigaretta è favorire quanto più possibile la disintossicazione, appunto, dell’organismo. Più velocemente eliminiamo scorie e tossine dal nostro corpo, prima passerà la struggente voglia di sigaretta! Dunque “si” a tutti quegli alimenti che favoriscono la disintossicazione di sangue, fegato, reni, etc.
Infine, sarebbe utile contrastare il più possibile lo stress ossidativo, di modo da contrastare l’azione pro-ossidante del fumo che apporta numerose sostanze definite come “Radicali liberi” oltre al ben noto ossido nitrico (NO).
Dunque in generale possiamo dire che durante un percorso di disassuefazione da fumo di sigaretta, nella nostra alimentazione non dovrebbero mancare queste quattro componenti fondamentali:

ALIMENTI UTILI PER SMETTERE DI FUMARE
Piante contenenti nicotina, appartenenti alla famiglia delle Solanaceae pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane e patate
Alimenti che aiutano a disintossicare l’organismo acqua in abbondanza, frutta fresca, broccoli, coriandolo, limoni, carciofi, daikon (un tubero), uva, tè verde, barbabietole, verdure a foglia verde in genere, mele, aglio e alghe di mare.
Alimenti che aiutano a proteggere dallo stress ossidativo (ricchi di antiossidanti) pomodori, (in particolare la salsa), broccoli, agrumi, mirtilli, frutti di bosco, bacche di acai, avocado, rucola, zucca, barbabietola, salmone, trota, frutta secca, kiwi, cachi, peperoncino, peperoni, melograno, carote a cui si potrebbero aggiungere anche il tè verde ed il ginko bilboa e persino il cioccolato fondente!
Alimenti alcanizzanti limone, avena, spinaci, uva rossa, tarassaco, mandorle, fichi, barbabietole, rape, carote, ravanelli, cavoli, broccoli, bietole (verdure a foglia verde in genere), aglio, cetrioli, sedano, avocado, mele, uva.Piante contenenti nicotina, appartenenti alla famiglia delle Solanaceae: pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane e patate.

Dunque possiamo concludere che i 5 alimenti chiave per smettere di fumare sono:


  1. Limone
    : molti oncologi consigliano come prevenzione nella lotta ai tumori di spremere un limone in un bicchiere di acqua tiepida al mattino a digiuno. Alcalinizza il sangue, ha un elevato potere antiossidante (poiché ricco di vitamina C) ed ha un buon effetto depurativo! Diciamo che gli manca solo la nicotina!
  2. Pomodoro: in tutte le salse! È ricco di antiossidanti e contiene nicotina. Se facciamo un bel ragù con carote e sedano abbiamo anche la nicotina (dal pomodoro), gli antiossidanti (dal pomodoro) e gli alcalinizzanti (carote e sedano).
  3. Broccoli: antiossidanti, alcalinizzanti e disintossicanti! Un toccasana, soprattutto se consumati lessati con un po’ di succo di limone!
  4. Frutta fresca. Dalle mele all’uva, dai cachi ai kiwi, dalle arance ai mirtilli ed ai frutti di bosco…tutta insomma va bene, da sola o in macedonia, intera o spremuta (spremuta fresca e non succhi di frutta industriali)!
  5. Come bevanda consiglio del té verde (o anche del té Bancha)! Ottimo soprattutto se dolcificato con un cucchiaino di miele (che oltre ad avere un effetto disintossicante è capace di contrastare la stipsi che spesso si presenta smettendo di fumare) e corretto con qualche goccia di succo di limone.

Veniamo invece ai 5 alimenti che sicuramente NON aiutano a smettere di fumare, ma che conviene addirittura evitare per almeno una-tre settimane quando iniziate un percorso di disassuefazione da fumo di sigaretta:

  1. Caffè: strettamente legato al consumo di sigarette per vari motivi, ma soprattutto per motivi psicologici (pausa caffè e sigaretta in primis).
  2. Dolci complessi: i carboidrati sembrano “accendere”, per così dire, la voglia di sigaretta!
  3. Carne rossa: le proteine sono dei potenti acidificanti del sangue e dunque fanno sì che si elimini rapidamente la nicotina dal circolo ematico e ne aumentano la richiesta in chi ha già una dipendenza.
  4. Alcolici forti: anche questi agevolano la rimozione di nicotina con ovvia aumentata richiesta.
  5. Bibite gassate e birra: non ancora chiaro il meccanismo, ma molti fumatori dichiarano che queste bevande, in particolare quelle al gusto Cola, aumentino considerevolmente la voglia della “bionda”.

È interessante notare che tutti quei “cibi” che in eccesso risultano essere dannosi per la salute, siano quelli che si associano con un aumentato consumo di sigaretta, mentre quelli ritenuti “salutari” siano potenzialmente utili nella riduzione del consumo di tabacco.

fonte www.liaf-onlus.org
Categories Pranzo

Gnocchi alle melanzane

Ieri sera mi sono ritrovata con il frigo pieno di melanzane, belle, viola e di stagione!

Ebbene si, la frutta e la verdura non le scelgo io, lo fa l’orto al posto mio e così mi sono ritrovata con un’abbondanza di melanzane. Buonissime in ogni modo: alla piastra, al forno ripiene, come sugo per la pasta… ma ieri avevo voglia di cucinare e canticchiare e provare qualcosa di nuovo. Ho scovato questa bella e facile ricetta degli gnocchi alle melanzane che condivido con voi!

La preparazione è un po’ lunga ma il successo è garantito! Buon appetito!

Ingredienti

  • Melanzane 1 kg
  • Uova 1 medio
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Basilico fresco 5 foglie
  • Aglio spicchi 2
  • Olio di oliva extravergine q.b
  • Grana padano grattugiato 3 cucchiai
  • Farina tipo “00” 300 gr
  • Pomodori ciliegino 350 gr

Preparazione

Per preparare gli gnocchi di melanzane con pomodorini e basilico, iniziate lavando sotto acqua corrente fredda le melanzane. Poi asciugatele accuratamente con un panno da cucina e mettetele su una leccarda rivestita di carta da forno. Quindi cuocetela in forno a 200° per 40-45 minuti. Appena le melanzane saranno pronte, toglietele dal forno e fatele intiepidire. Quindi privatele del picciolo e dell’estremità e pelatele delicatamente aiutandovi con un coltellino per eliminare la pelle esterna.

Ora tagliate la polpa a fette sottili e poi riducetele a dadini, quindi tritatele ancora con un coltello o aiutandovi con una mezzaluna. Mettete la polpa di melanzane in uno scolapasta e con l’aiuto di una forchetta schiacciate per eliminare tutto il liquido presente.

In una padella, fate scaldare un filo d’olio e uno spicchio d’aglio; appena l’aglio sarà ben dorato aggiungete la polpa di melanzane tritate e saltatele per circa 10 minuti a fuoco vivace, mescolando di tanto in tanto. Quando le melanzane saranno pronte versatele in una ciotola e tenetele da parte per farle intiepidire. Mettete da parte anche la padella che avete utilizzato per saltare le melanzane.

Quando la polpa di melanzane nella ciotola sarà intiepidita, aggiungete le foglie di basilico spezzettate con le mani, l’uovo, un pizzico di sale un pizzico di pepe e incorporate la farina setacciata e ad ultimo 3 cucchiai di formaggio grana. Mescolate il composto aiutandovi con una forchetta fino ad ottenere un impasto compatto e omogeneo.

Quando gli ingredienti saranno amalgamati, formate una pallina con il composto ottenuto e trasferitela su una spianatoia che avrete spolverizzato con un po’ di farina. Quindi, iniziate a realizzare gli gnocchi: stendete l’impasto con le mani per creare dei budellini dello spessore di 2-3 centimetri; tagliate i vostri gnocchi di circa 2-3 cm di lato. Per dare agli gnocchi una forma più definita, praticate le caratteristiche rigature facendo scivolare ogni gnocco sull’apposita gratella in legno o passandoli sui rebbi di una forchetta.

A mano a mano che li fate appoggiateli sullo stesso ripiano leggermente infarinato. Terminate di realizzare gli gnocchi con il restante impasto e trasferiteli su un vassoio infarinato per farli riposare 15 minuti, in modo poi da rendere più comodo anche il passaggio in pentola per la cottura. Intanto, lavate i pomodorini sotto acqua corrente e riduceteli a spicchi.

Nella stessa padella in cui avete fatto cuocere le melanzane, fate scaldare un filo d’olio e rosolate l’altro spicchio d’aglio che appena sarà ben dorato toglierete con una pinza da cucina o con una forchetta. Aggiungete i pomodorini e cuoceteli a fuoco sostenuto per 6 minuti insaporendoli con sale e pepe e 2-3 foglie di basilico. Quindi mescolate e spegnete. Intanto prendete una pentola capiente con bordi alti, riempitela di acqua per ¾, salate a piacere e portate a bollore. Quindi immergete delicatamente gli gnocchi e fateli cuocere per qualche minuto. Saranno pronti quando inizieranno a venire a galla.

Per scolarli utilizzate una schiumarola e trasferiteli a mano a mano direttamente nella padella con i pomodorini. Accendete il fuoco basso, amalgamate il tutto per pochi secondi, spegnete e servite i vostri gnocchi di melanzane con pomodorini e basilico con ancora qualche fogliolina di basilico fresco!

 

fonte www.giallozafferano.it
Categories News, Ricette

Cous cous di verdure di Francesca

Ingredienti per 4 persone:

  • 160g cous cous precotto
  • 320g acqua
  • Olio

Per le verdure:

  • 180g carote
  • 180g melanzane
  • 150g zucchine
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2/3 pomodorini secchi
  • Sale q.b.
  • Olio q.b.
  • Curry
  • Curcuma
  • Peperoncino

 

Preparazione:

Per preparare il couscous alle verdure iniziate lavando ed asciugando le verdure: prendete la melanzana e tagliatela a fettine spesse 1 cm. Da queste ricavatene dei bastoncini e poi da essi dei cubetti. Procedete nello stesso modo con la carota, i peperoni e le zucchine. In una pentola antiaderente fate rosolare l’aglio sbucciato e tritato unite le verdure. Cuocete a fuoco dolce, mescolando gli ingredienti di tanto in tanto. Ci vorranno circa 10-15 minuti poiché le verdure devono rimanere croccanti. A cottura ultimata aggiungete i pomodori secchi tritati. Aggiustate di sale unite il curry, la curcuma e il peperoncino. Infine prendete un altro tegame e versatevi l’acqua e scaldate, salate e quando riprende il bollore versate il couscous e spegnete il fuoco. Mescolate brevemente il couscous per spargerlo uniformemente nel tegame e coprite con il coperchio. Lasciatelo riposare così per 2-3 minuti affinché il couscous assorba l’acqua e raddoppi di volume. Aggiungete un filo d’olio, con i rebbi di una forchetta sgranatelo completamente. Per terminare il vostro couscous alle verdure impiattate il couscous e mescolatelo alle verdure.

 

Il cous cous, o cuscus, è un piatto tipico del Nordafrica e della Sicilia occidentale e si prepara con  granelli di semola cotti a vapore. Il primo riferimento scritto a questo cibo è in un libro di cucina della Spagna araba, nel XIII secolo. Oggi parliamo un po’ di cucina araba (e siciliana!) per presentare il piatto che pubblicheremo subito dopo :D Fatevi, quindi, una bella full-immersion nel nostro articolo, anche per gustare meglio quel che verrà :D

Storia e leggende

Il cous cous ha una tradizione lunghissima, quindi nasconde moltissime storie – e anche leggende. Una prima leggenda racconta che Re Salomone si struggesse d’amore per la Regina di Saba, e che così forti fossero le sue pene da renderlo insonne, infelice ed assolutamente inappetente, e quindi incapace di governare. Il cuoco di corte, non potendo più sopportare di vedere il suo re in tali condizioni, prese a preparare, con grande amore e dedizione, un impasto di semola e spezie, tra cui il cumino, che si diceva avesse la proprietà di stimolare l’appetito. Si racconta ancora che Re Salomone, non seppe resistere al profumo di questo piatto e che lo divorò in un battibaleno riacquistando vigore, tornando quindi a governare in pace. Da allora il couscous è divenuto per il mondo arabo simbolo di amore e pace.

Il piatto è diffusissimo anche in Sicilia e, infatti, esiste anche una leggenda sul suo arrivo nell’isola: a Palermo viveva un mercante, davvero intelligente e furbo, che aveva fatto fortuna. Durante la sua giovinezza Hassan, il mercante, aveva viaggiato molto e dai suoi viaggi aveva acquisito il più possibile delle tradizioni dei posti che aveva visitato, tornando in patria aveva portato con se varie ricette rubate ai cuochi di mezzo mondo e le aveva fatte sue, aprendo così una locanda, dove rendeva unico ogni piatto.
Hassan, conscio di quale fosse la fonte della sua ricchezza, non ebbe pace sin quando anche i suoi figli non intrapresero la sua stessa strada e cominciarono le loro peregrinazioni alla scoperta di nuovi mondi e gusti. Uno di questi suoi figli, tornato dalla Tunisia, portò con sè la ricetta del couscous, che veniva preparato con dei granelli di semola cotta a vapore all’interno di una pentola forata di terracotta, sotto i quali, veniva nascosto un succulente pezzo di carne. Il tutto veniva poi servito accompagnato da varie verdure speziate e dall’harissa, una salsa molto piccante a base di peperoncini, che davvero risvegliava l’appetito.

La fortuna del cous cous, in Sicilia è dovuta al fatto che  Ruggero I° D’Altavilla, sovrano di mentalità molto moderna, ne fosse assolutamente innamorato.

Caratteristiche del cous cous

Le qualità nutrizionali del cous cous sono identiche a quelle del frumento: un elevato apporto di fibre. Questo alimento, inoltre, è ricco di carboidrati, di proteine e di amido. Da segnalare anche la presenza di vitamine del gruppo B e di vitamina A, così come alcuni sali minerali iportanti (potassio, fosforo, magnesio e calcio). Si tratta di un alimento altamente digeribile e soprattutto é un piatto che contiene pochissimi grassi, calcolati con una percentuale del 3% (contiene una media del 13% delle proteine), anche se tutto é dato dal tipo di cottura effettuata per il condimento che si sceglie di preparare.

Il metodo di preparazione

I chicchi di cous cous vengono fatti con la semola (ovvero grano duro macinato grossolanamente). Questa viene poi cosparsa d’acqua e lavorata con le mani per farne delle pallottoline, che vengono asperse di semola asciutta per tenerle separate e poi passate al setaccio. Le palline troppo piccole vengono di nuovo ripassate con semola asciutta e lavorate a mano. Questo processo continua fino a quando tutta la semola non è stata trasformata in minuscoli chicchi di cous cous. Al giorno d’oggi, la produzione del cuscus è in gran parte meccanizzata, e questo prodotto viene venduto sui mercati di tutto il mondo.

Metodo di cottura

Il cous cous dovrebbe essere passato al vapore due o anche tre volte, per ottenere una cottura che renderà i chicchi morbidi e leggeri. Il cous cous che si trova in vendita nei supermercati occidentali è solitamente passato al vapore una prima volta e poi essiccato, e le istruzioni sulla confezione consigliano di aggiungervi un po’ di acqua bollente per renderlo pronto al consumo. Questo metodo è rapido e facile da preparare: basta mettere il cuscus in una ciotola e versarvi sopra l’acqua o il brodo bollente, coprendo poi la ciotola con un foglio di plastica. Il cous cous si gonfia e nel giro di pochi minuti è pronto da servire, dopo averlo rimescolato con una forchetta.

Curiosità

Il cous cous è così famoso in Sicilia che, a San Vito Lo Capo, provincia di Trapani, di tiene il Cous Cous Fest dove chef da tutto il mondo si sfidano cucinando prelibatezze a base si questo alimento

 

fonte www.ricettedacoinquiline.wordpress.com
Categories Alimenti, News

Fruttosio

Il fruttosio (o levulosio) è un monosaccaride, che ha la stessa formula molecolare del glucosio (C6H12O6) ma diversa struttura chimica. Anche le sue proprietà nutrizionali, da tempo oggetto di numerosi studi e ricerche, sono differenti.

Come tutti i carboidrati anche il fruttosio apporta all’incirca 4 Kcal per grammo (3,75 per la precisione).

Il fruttosio è presente nella frutta (a cui deve il nome), nel miele e nei vegetali. L’uva matura, le banane ed i pomodori sono solo alcuni degli alimenti a più alto contenuto di questo zucchero:

ALIMENTO Glucosio totale
(g/kg di alimento)
Fruttosio totale
(g/kg di alimento)
Frutta
Arance 29-39 31-33
Banane 42-62 41-62
Fragole 25 20-27
Mandarini 10-11 18-38
Mele 29-32 80
Pere 12.5-16 60
Succo di limone 8-9 9
Verdura e ortaggi
Aglio 14 8
Carote 23.5 23
Lattuga 2.4-5.1 3.1
Melanzane 13-16 12-16
Peperoni 15-25 13-16
Piselli 2.3-19 2.25-10
Pomodori freschi 13-14 15-19
Zucchine 9.5-11 8-12

Da Chimica degli alimenti – Cappelli e Vannucchi – Zanichelli

Il fruttosio abbonda anche in molti cibi lavorati dove viene utilizzato per dolcificare e per conservare più a lungo gli alimenti.

Combinato con il glucosio forma il disaccaride saccarosio (il comune zucchero da cucina) rispetto al quale ha un potere dolcificante superiore (quasi il doppio). E’ proprio l’abbondante presenza di fruttosio a conferire al miele una maggiore dolcezza rispetto allo zucchero tradizionale.

Ha un’elevata igroscopicità, cioè tende ad assorbire acqua dall’ambiente circostante. Per questo motivo viene utilizzato per evitare l’essiccazione dei preparati in cui è contenuto proteggendoli allo stesso tempo dallo sviluppo di muffe e migliorandone la conservazione. Al contrario del glucosio non ha potere cariogeno.

Il fruttosio viene normalmente ottenuto per isomerizzazione del glucosio presente nell’amido di mais. A temperatura ambiente, vista la sua alta solubilità, si presenta in forma liquida. Tramite il processo di raffinazione si possono però ottenere cristalli bianchi simili allo zucchero.

L’amido di mais viene utilizzato in campo industriale anche per produrre lo sciroppo di mais che è composto per il 55% da fruttosio e per il rimanente 45% da glucosio.

Come abbiamo visto la presenza del fruttosio prolunga i tempi di conservazione ed impedisce la cristallizzazione (aspetto particolarmente utile nelle bevande zuccherate).

Lo sciroppo di mais è contenuto in caramelle, bibite, dolci, succhi di frutta, cereali per la prima colazione, alimenti dietetici e barrette energetiche. Il suo utilizzo nell’industria dolciaria è fondamentale poiché il costo contenuto e le pregiate caratteristiche si sposano benissimo con le esigenze aziendali.

 

DIGESTIONE E ASSORBIMENTO

Se ingerito da solo il fruttosio giunge inalterato fino all’intestino tenue dove viene assorbito e veicolato verso il fegato.La sua velocità di assorbimento è inferiore rispetto a quella del glucosio e del saccarosio ma comunque maggiore di quella degli edulcoranti artificiali consigliati ai soggetti diabetici (polialcoli).Grazie a questo assorbimento relativamente rapido il fruttosio non ha gli effetti lassativi tipici dei dolcificanti artificiali. Tuttavia, se assunto in eccesso può superare la massima capacità di assorbimento andando in contro ad una rapida fermentazione che causa flatulenza e dolori intestinali.Il fegato ha il compito di metabolizzare il fruttosio trasformandolo in glucosio che, per via della lentezza con la quale viene prodotto, è riversato in circolo lentamente.Tuttavia tale capacità di trasformazione ha un limite e, se presente in eccesso, il fruttosio viene convertito in acido lattico o in trigliceridi che verranno poi immessi nel sangue o depositati nel fegato (vedi steatosi epatica). L’ipertrigliceridemia (elevata quantità di trigliceridi nel sangue) rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari (gli altri lipidi ematici, come il colesterolo o l’HDL non vengono minimamente influenzati dal metabolismo del fruttosio). Oltretutto l’eccesso di trigliceridi viene captato dalle cellule che provvedono a depositare gli acidi grassi sotto forma di tessuto adiposo. 

 

dal sito www.my-personatrainer.it

Categories News, Ricette

Involtini di melanzane

Ingredienti per 5 persone:

  • 2 melanzane
  • 150 g di couscous
  • 230 ml di acqua
  • Curry q.b.
  • Curcuma q.b.
  • Cumino q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • Origano q.b.
  • Basilico q.b.
  • Rosmarino q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Pepe q.b.
  • Sale q.b.

Preparazione:
Lavate le melanzane e tagliatele per il lungo. Nel frattempo fate scaldare la griglia dove andrete a grigliare le fette ottenute. Una volta pronte, riponetele su un piatto e preparate il ripieno. Versate l’acqua in un pentolino e fatela scaldare. Non appena comincerà a bollire, spegnete il fuoco, versatevi il couscous, una spruzzata di sale, un cucchiaio di olio, mescolate e coprite con un coperchio. Lasciate riposare per 1-2 minuti.
Quando l’acqua si sarà assorbita, versatevi tutte le erbe e le spezie a vostro piacimento e mescolate. Se necessario, aiutatevi con un goccio d’acqua in più o un altro cucchiaio di olio. Quando il composto sarà pronto, spalmate il couscous sulle vostre fette di melanzane e arrotolatele. Riponetele in un piatto, condite con un po’ d’olio e insaporite con una macinata di pepe.

Accorgimenti:
Tagliate le melanzane con spessore di circa 1 cm. Quando verserete le erbe e le spezie nel couscous, cominciate con una spolverata e poi assaggiate il risultato. In questo modo potrete regolare a vostro piacimento il sapore più o meno forte del ripieno.

Idee e varianti:
Potrete arricchire il couscous con qualche verdura (piselli, carote, peperoni).

 

dal sito: www.gustissimo.it

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