• Cellulare: 340 6722856
Open

Tag Archives: menu

Categories Consigli, News

Scienza & menù

Per influenzare la scelta al ristorante, nulla viene lasciato al caso sul menu: ecco le tecniche più usate, dal numero delle portate alle foto, passando per la posizione dei piatti e il prezzo

Chi gestisce un ristorante lo sa bene: il cliente si conquista già dall’insegna e dal menu, prima ancora che dalla presentazione del piatto servito al tavolo. E l’uomo comune, nella scelta di cosa mangiare, ripete comportamenti studiati dalla scienza e trasformati in regole fondamentali per il buon ristoratore.
Tra marketing, design, psicologia, è nato da molti anni (il termine fu coniato nel 1982 da due professori universitari del Michigan) il menu engineering, materia universitaria, oggetto di manuali e specializzazione di consulenti che aiutano i locali a curare con successo la propria immagine e la propria offerta.

Ma di cosa si tratta e quali sono i principali elementi che non vanno presi sottogamba nel disegnare un menu?

Semplificare la scelta
Gli studi insegnano che ogni giorno compiamo fino a 200 scelte diverse in tema di cibo: dal quanto sale mettere sull’insalata, al tipo di latte da acquistare al supermercato. E inconsciamente, queste scelte continue sono portatrici di ansia. Non è molto diverso davanti al menu al ristorante, dove è meglio cercare di facilitare il cliente, offrendo un numero ridotto di portate. Il menu perfetto è quello in cui non si abbonda nel numero di piatti e quei pochi sono suddivisi chiaramente in categorie, dagli antipasti ai dessert, passando per focacce e insalate. Ricordando sempre, come raccontano le teorie di psicologia cognitiva, che l’essere umano davanti a una lista è in grado di ricordare circa 7 elementi per categoria. Perché dunque confonderlo e obbligarlo a rileggere la lista all’arrivo del cameriere? Gli esperti sostengono inoltre che la sensazione di confusione dei menu troppo elaborati e lunghi porti il cliente a scegliere qualcosa che già conosce (piuttosto che abbandonarsi a una nuova esperienza), e inoltre è una delle cause del mancato ritorno nello stesso locale.

La posizione e il prezzo
Il piatto migliore del locale, dovrà stare sempre in cima alla lista, preferibilmente nella facciata a destra: è questa infatti la posizione dove l’occhio cade per primo, incuriosito, ed è questa la portata maggiormente richiesta di tutto il menu. Ma anche il modo in cui il prezzo viene esposto influenza la scelta del piatto: uno studio ha scoperto che se i prezzi sono scritti in lettere il cliente tende a spendere di più rispetto a chi vede il numero in cifre. Anche il segno della valuta, ovvero il simbolo di euro, dollaro o sterlina, non piace al cliente, dunque meglio evitarlo. La classe del locale poi si vede anche dal tipo di prezzo scelto: chi offre un piatto di pasta a 9,90 euro apparirà più casereccio e popolare rispetto a chi scrive, semplicemente, 10.
Posizione e prezzo insieme, fanno la scelta definitiva: la portata molto cara posizionata subito sotto il piatto più consigliato, che ha un prezzo sì alto ma inferiore, porterà immediatamente il cliente a compiere la scelta giusta, senza che questo si accorga di essere indirizzato dal menu engineering.

Immagini e colori
Contrariamente a quanto pensano (e amano) molti ristoratori di livello, le immagini dei piatti sono importanti nel menu: se i piatti sono accompagnati da una bella foto, vengono scelti nel 30 per cento in più dei casi. Anche la scienza dei colori può essere applicata alla lista delle portate, e tra quelli più amati dei ristoratori vi sono il rosso (che stimola l’appetito) e il giallo (che invita alla concentrazione sul contenuto) combinati insieme. Il blu invece aiuta a calmare, meglio usarlo… al momento del conto.

Ogni menu è un racconto
Non serve essere scrittori, ma avere una buona creatività e amare le descrizioni nel predisporre il menu di certo aiuta: secondo uno studio della Cornell University l’aggiunta di una descrizioneche funziona stimola la scelta e la voglia di spendere al ristorante. L’arte descrittiva può essere esercitata sia nel nome del piatto, dove aggettivi densi di fascino gourmand e richiami ai piatti della tradizione diventano subito accattivanti per il cliente (un esempio: da “torta di mele” a “la dolce torta di mele della nonna Piera“), sia nelle righe che seguono. Perché una descrizione degli ingredienti e della preparazione sono sempre graditi dalla clientela, a maggior ragione se si tratta di piatti speciali in cui spicca la personalità dello chef. In questo caso particolare, è apprezzato che siano gli chef stessi a impegnarsi nel raccontare, in poche righe, le loro creazioni.

fonte www.salepepe.it
Categories Consigli, News, Salute

Quanto devo camminare?

Che effetto farebbe trovare nei menu, accanto alle voci «tramezzino» o «patatine fritte», l’avvertimento: «ci vogliono circa due ore di cammino per smaltirne le calorie»? Probabilmente ci si interrogherebbe di più sulle proprie scelte. È quanto sostengono ricercatori dell’Università del North Carolina (USA) in uno studio recentemente pubblicato su Appetite. In questa ricerca è stato proposto a 800 adulti di «ordinare», da un menu virtuale, alcune pietanze. Il menu prevedeva di offrire gli alimenti normalmente reperibili nei fast food in quattro varianti: a) senza informazioni sulle calorie apportate; b) con gli apporti calorici di ciascuna scelta; c) con le calorie e i minuti di cammino necessari per smaltirle; d) con le calorie e i chilometri da percorrere per bruciarle. Valutando le ordinazioni, i ricercatori hanno visto che in assenza di informazioni nutrizionali i menù scelti erano più ricchi rispetto a quando venivano indicate le calorie e soprattutto rispetto a quando queste venivano tradotte in attività fisica necessaria per smaltirle. Si andava, infatti, da 1020 kcal quando non vi erano informazioni, a 927 con le notizie relative alle sole calorie, a 916 con i minuti di cammino, a 826 con i km da percorrere. Ma anche se l’informazione relativa ai chilometrisembrava indurre a una ancor maggior morigeratezza, i partecipanti all’esperimento hanno dichiarato di trovare più chiara quella relativa ai minuti.

In un altro studio, pubblicato dall’American Journal of Public Health, condotto fra adolescenti di colore, si è visto che, quando nei punti di vendita c’erano cartelli informativi sulle calorie fornite dalle bibite zuccherate, la scelta ricadeva più facilmente sull’acqua. Inoltre, di tre condizioni testate – i dati sull’apporto calorico, la percentuale del fabbisogno energetico giornaliero fornito da una bibita zuccherata, i minuti di corsa necessari per smaltire le calorie – la durata della corsa necessaria per bruciare le calorie risultava la più efficace nel ridurre l’acquisto di bevande dolci. «Non c’è da stupirsi se un riferimento concreto, come i minuti di movimento da fare, si è rivelato più efficace di un numero astratto, come quello relativo alle calorie, nell’indurre a una maggiore attenzione nei confronti del cibo — commenta Maria Grazia Strepparava, professore di psicologia clinica, Facoltà di Medicina di Milano-Bicocca —. Ma l’attenzione non deve trasformarsi in fissazione, bensì aiutarci a migliorare lo stile di vita in generale».

 

alimenti

dal sito www.corriere.it

Categories News, Nutrienti

Il cromo

Questo oligoelemento che aiuta il metabolismo è un alleato per smaltire i chili in più: ecco la dieta che ne riequilibra le riserve e regala nuovo sprint

Come agisce

Il cromo è importante per tutti coloro che fanno attenzione al peso e vogliono perderne, perché svolge il ruolo più importante nel metabolismo degli zuccheri (o glucidi). Il cromo ha un effetto particolare nei confronti dell’insulina, l’ormone responsabile della penetrazione dello zucchero nelle cellule del corpo umano: la attiva e favorisce l’assimilazione degli zuccheri ed il metabolismo dei grassi, ma soprattutto combatte l’eccesso di peso! Intervenendo sul metabolismo dei grassi, il cromo è in grado di ridurre il tasso di colesterolo nel sangue e di prevenire i problemi cardiovascolari.

Quando è utile

Sono tante le situazioni che possono far pensare ad una carenza di cromo. Fra le più comuni troviamo:

– grande stanchezza durante il giorno
– piccoli e grandi disturbi nervosi e psichici,
– perdita o un accumulo di peso improvvisi,
– stress prolungato, infezioni acute,
– traumi fisici
– disturbi nel metabolismo degli zuccheri che conducono a squilibri importanti.

Se non è immediato valutare in modo certo un’eventuale carenza di cromo, è semplice porvi rimedio o prevenirla in modo semplice ed efficace. Basta ricorrere a certi alimenti che ne sono ricchi.

Dove trovare il cromo nel menu quotidiano

Il lievito di birra ne è ricco, ma anche i cereali integrali permettono una buona assimilazione del cromo che contengono. Chi deve riportare i valori di cromo ad un livello accettabile, deve consumare questi cibi:

lievito di birra, cereali biologici integrali, germogli che derivano dai cereali, asparagi, broccoli, frutti di mare, tuorlo dell’uovo,  germe di grano, funghi, barbabietola, cipolla, mais, birra, fegato di manzo, rognoni, nocciole, prugne, patate, formaggi, timo, pepe nero (senza eccedere nelle quantità)

Se ci alimentiamo così il nostro corpo riuscirà a regolarizzare l’assimilazione dei glucidi, a ridurre il bisogno di consumare zuccheri e a placare la fame.

Dal sito www.riza.it

Categories News, Ricette

Menu di San Valentino

Ecco a voi un menu leggero per una serata romantica!

VELLUTATA DI CECI E GAMBERI

Ingredienti per 2 persone:

  • ceci già cotti e sbucciati 150 g
  • brodo vegetale 0,5 l
  • fecola di patate 1 cucchiaio
  • code di gambero 10
  • aglio 1 spicchio
  • prezzemolo
  • olio evo 1 cucchiaio

Preparazione

Mettete i ceci sbucciati, la fecola e l’aglio in una pentola capiente, unite il brodo e portate a ebollizione.
Nel frattempo pulite i gamberi, frullate il tutto fino a ottenere una crema perfettamente liscia. La consistenza dovrà essere densa, ma fluida. Regolate di sale e tenete la vellutata in caldo.

Grigliate le code di gambero, spennellando appena con olio e sale non vi resta che sistemare le code di gambero a decorare la vellutata di ceci, guarnire con il prezzemolo tritato di fresco e servire.

CODA DI ROSPO

Ingredienti per 2 persone:

  • coda di rospo 300 g
  • pancetta 50 g
  • salvia
  • aglio 1 spicchio
  • olio evo 2 cucchiai
  • vino bianco 2 bicchieri

Preparazione

Togliete la pelle dalle code di pescatrice, lavatele e asciugatele bene. Quindi sistemate sopra ogni coda una fettina di aglio e una fogliolina di salvia. Avvolgete con la pancetta stesa e fate rosolare per bene la coda di rospo, a fiamma moderata. Sfumate con il vino e terminate la cottura. Servite la pescatrice arrostita ben calda, con un contorno di verdure fresche di stagione.

ANANAS CON MIELE E CANNELLA

Ingredienti:

  • anas
  • miele
  • zucchero di canna
  • cannella

Preparazione:

Pulite  l’ananas e tagliatelo a rondelle alte circa 2 cm, state attenti a togliere tutti gli occhi scuri dalla polpa ed eliminate il torsolo centrale. 
Adagiate quindi le fette su una piastra ben calda; rigiratele almeno due volte per parte, lasciandole sul fuoco per almeno 10-12 minuti. Quando si saranno abbrustolite il tempo necessario, toglietele dalla piastra e adagiatele su di un piatto da portata mettendo su ognuna di esse un cucchiaino di zucchero di canna, poi uno di miele ed infine un leggero velo di cannella. Servite l’ananas alla piastra con miele e cannella ben caldo!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi