• Cellulare: 340 6722856
Open

Tag Archives: spesa

Categories Benessere, Tips & Tricks

Il mio commento

Finalmente riesco a darvi la mia opinione sull’articolo “L’imbroglio delle calorie” uscito su Internazionale del 7 giugno n.1310.

Evviva, finalmente un articolo da condividere al 100%. Potrei usarlo come manifesto oppure lo potrei far leggere a tutti i pazienti che vengono da me per la prima volta. È il messaggio principale che provo a far passare con il mio lavoro, solo scritto meglio, con più enfasi e con i toni giusti. Del resto non sono né giornalista né scrittrice…

Che cosa ci dice questo articolo? Conferma che non è sufficiente contare le calorie per avere una dieta corretta. C’è chi sostiene che le calorie non esistano più, non è proprio vero, la caloria è un’unità di misura che non viene messa in discussione, ma il modo di costruire una dieta calcolando solo le calorie è un modo obsoleto e non valido. Fino a qui ci siamo tutti.

Ci racconta poi come gli alimenti siano cambiati in base alle nostre esigenze e al nostro stile di vita: quando anche le donne hanno iniziato a lavorare, nei negozi abbiamo iniziato a trovare alimenti pronti e lavorati. Da qui è poi partita la lotta ai grassi per combattere l’obesità e sono comparsi i cibi light: senza grassi ma con zuccheri e comunque prodotti lavorati.

Tutto questo ha scaturito l’effetto opposto aumentando la percentuale di persone obese e con problemi cardiocircolatori. È allora evidente che non è il totale delle calorie giornaliere la cosa fondamentale per la nostra dieta ma gli alimenti che la compongono. C’è un abisso tra alimenti “naturali” e cibo raffinato e lavorato: i primi ci danno nutrimento, principi attivi, hanno tutto quello che serve per far funzionare il nostro corpo al meglio, i secondi sono solo energia. Formulare diete calcolando solo il fabbisogno calorico necessario ha portato a storie di insuccesso, a percorsi di dimagrimento che prima o poi falliscono. E falliscono anche oggi se non capiamo esattamente quello che dobbiamo fare.

Detto questo voglio aggiungere qualcosa.

Non siamo delle macchine a cui viene data energia per funzionare, siamo molto di più. Abbiamo bisogno tanto di nutrienti che ci diano energia (carboidrati, grassi, proteine nelle giuste proporzioni) ma anche di quei preziosissimi elementi che di energia non ne hanno proprio ma senza i quali non andremo proprio da nessuna parte. Sono i sali minerali e le vitamine, nutrienti presenti a concentrazioni significative negli alimenti non trattati, non lavorati, non raffinati.

Perciò eccomi qui a dire per la milionesima volta: è molto più importante la qualità che la quantità di quello che mangiamo. Possiamo per favore ripeterlo insieme tante volte?

Frutta e verdura appena raccolte, carni non trattate a cui non sono aggiunti conservanti, pesce fresco, cereali in chicchi, non vi danno un’idea di maggiore salubrità rispetto a cibo in scatola, cibo pronto magari a basso costo, cibo industriale prodotto in modo artificiale?

Se scegliamo bene non facciamo un favore solo al nostro girovita ma anche all’ambiente: si consuma meno energia per lavorare i cibi, si favorisce una coltura e un allevamento più puliti. Insomma, ecco che il legame con la sostenibilità e la stagionalità è ancora presente.

Dobbiamo ricordare sempre che siamo noi ad esserci adattati alla natura e per questo abbiamo bisogno di seguirne i ritmi e rispettarne le fasi. Ma se il nostro bisogno di pomodori tutto l’anno, di cibo esotico in qualsiasi parte del mondo, quantità di cibo (e soprattutto carne) che superano il nostro fabbisogno è più importante del rispetto per l’ambiente e per chi non può scegliere (e non intendo solo la parte più povera della popolazione, ma anche dei bambini che sono spesso vittime di questo sistema di alimentarsi) allora ci meritiamo tutto quello che sta succedendo ed il caldo di questi giorni.

Nel mio piccolo ci provo a far passare questo messaggio ed è fondamentale capire che il cambiamento parte da noi e non è così difficile, ci vuole un po’ di impegno, di fatica e qualche rinuncia che ahimè non ci piace proprio. Dobbiamo imparare di nuovo a cucinare, a considerare il tempo speso a preparare dei piatti come un tempo necessario, prima di tutto per capire di cosa ci stiamo nutrendo e poi per imparare a conoscerci meglio, a capire che forse gli “sfizi” che ci sembrano sempre necessari per rallegrarci non sono necessari, anzi, sono dannosi sotto tanti punti di vista e impareremo a prendere le giuste misure.

Riscoprire i gusti e i colori del cibo vero è un gioco fantastico, non sono passati tanti anni da quando lo facevamo abitualmente eppure non ce lo ricordiamo più. Se le cose cambiano così velocemente proviamo a chiederci dove potremmo arrivare a questi ritmi.

Questa Terra è un posto meraviglioso, ricco, rigoglioso e pieno zeppo di varietà, di esseri viventi diversi ma uniti da un unico scopo. Peccato non ne avremo ancora per molto se non abbiamo voglia di cambiare!

Categories Benessere, Tips & Tricks

Come fare la Lista della Spesa

Gennaio è il mese dei buoni propositi. Gennaio è il mese in cui vengono compilate liste infinite di cose da fare e mi pare quasi di vedere la vostra:

  1. Iniziare la dieta
  2. Iscriversi in palestra

Non mi sbaglio di molto, giusto?

Propositi ottimi, chiunque ci insegna come realizzarli, troviamo fantastici motivatori (in realtà mi sento inclusa in tutti questi ruoli!) ma oggi non voglio parlare di queste cose, mi piacerebbe darvi delle basi solide su cui poi costruire uno stile di vita sano. Perciò cosa c’è di più importante di una spesa fatta bene per avere un corretto stile alimentare? Niente che mi venga in mente.

Se la nostra dispensa e il nostro frigo sono pieni di alimenti di qualità allora sarà più facile anche improvvisare una cena sana, sarà meno probabile cedere in tentazioni unte e caloriche. Insomma, non avremo più scampo per non trattarci bene.

Da dove si parte per fare la lista della spesa? Capita di trovarsi davanti ad un foglietto bianco e non sapere da che parte iniziare, il classico blocco dello scrittore in versione domestica. Capita anche di ritrovarsi di fronte ad un frigo bianco, completamente vuoto ed anche in questo caso la sensazione è quella di panico, di rincorsa ad una soluzione immediata, una corsa al supermercato per tornare a casa con cibo prevalentemente confezionato e quasi pronto.

Diventa così importantissimo “perdere” un po’ di tempo per organizzare la nostra dispensa e fare una lista della spesa ragionata.

Per prima cosa è importante pianificare la nostra settimana alimentare, decidere cosa vogliamo e dobbiamo mangiare. In questa situazione torneranno utili le indicazioni del vostro nutrizionista di fiducia (che sarei sempre io!) che ogni volta che vi vede ci tiene a ripetervi allo sfinimento come devono essere organizzate la giornata e la settimana alimentare. Facciamo un breve ripasso:

  • La giornata deve essere suddivisa in 5 pasti: colazione, merenda, pranzo, spuntino e cena.
  • La colazione deve essere un pasto abbondante ricco di tutti i nutrienti: carboidrati, proteine e grassi.
  • Un primo ed un secondo devono essere alternati a pranzo e a cena.
  • È molto importante rispettare la giusta frequenza dei cibi proteici durante la settimana: pesce 2/3 volte, carne 2 volte, uova 1 volta, formaggio 1 volta.
  • La verdura non deve mai mancare, né a pranzo né a cena.
  • Dobbiamo imparare a mangiare i legumi anche ogni giorno.
  • Quando mangiamo un primo cerchiamo di variare il più possibile il tipo di cereale.
  • Mangiamo almeno 2 frutti al giorno.

Se partiamo da questo presupposto avremmo come prima cosa l’idea della quantità dei diversi alimenti. Nel nostro carrello dovremmo vedere tutte queste in ordine decrescente:

  1. Frutta e verdura;
  2. Cereali (preferibilmente in chicchi ed integrali), pasta e pane;
  3. Latte, yogurt e latticini;
  4. Legumi;
  5. Pesce;
  6. Carne;
  7. Condimenti (immagino che a casa abbiate olio e burro, non è necessario acquistarli ogni volta!)

Questo ordine non vi è un po’ familiare? Pensateci bene… è l’ordine che ci viene indicato nella piramide alimentare; quasi quasi potremmo portarci la piramide alimentare come lista della spesa.

Detto questo, per la settimana, non ci resta che scegliere:

  • 4/5 tipi di verdura di stagione;
  • altrettanti di frutta;
  • pasta e un altro tipo di cereale;
  • pane e cereali per la colazione;
  • latte e/o yogurt per la colazione;
  • un tipo di formaggio per una cena;
  • due tipi di pesce (uno lo posso prendere in quantità maggiore, se avanza lo uso il giorno dopo)
  • due tipi di carne: una bianca e una rossa;
  • delle uova;
  • legumi secchi e legumi in scatola.

Una volta che avrete verificato sempre questo schema base sarà facile fare delle piccole aggiunte a seconda dei piatti che vorrete preparare.

Cercate di avere una dispensa sempre completa con i condimenti, cipolla, aglio e spezie varie, semi oleosi e frutta secca che in un attimo arricchiscono e danno un gusto diverso ai nostri piatti, erbe aromatiche (magari in terrazzo o nell’orto).

Se riuscite ad organizzarvi andate a fare la spesa almeno due volte la settimana: avrete meno cose da acquistare e i vostri alimenti saranno più freschi.

Tenete un blocchetto di appunti in cucina sempre a disposizione, in questo modo potrete annotare i prodotti che finite o se vi viene in mente l’idea geniale, la ricetta più buona della vostra vita la potete mettere nero su bianco immediatamente senza lasciarvela scappare.

Una volta che avete fatto l’elenco di tutto quello che vi serve cercate di copiare la vostra lista mettendo gli alimenti più o meno nello stesso ordine di quello in cui li troverete al supermercato, questo vi permetterà di perdere meno tempo e soprattutto di non lasciarvi tentare da cose che non avevate minimamente considerato.

Lo so lo so, quando lo trovate il tempo per fare la lista? A mala pena riuscite a passare in negozio prima di tornare a casa. Fare la lista per bene può richiedere del tempo, soprattutto le prime volte, poi diventa sempre più facile. Ma è veramente tempo perso quello per la nostra salute? In questo modo saremo davvero consapevoli di quello che scegliamo per il nostro corpo e per il nostro benessere ed anche per il nostro portafoglio! Eviteremo di acquistare cose che abbiamo già, prenderemo le giuste quantità e non butteremo più un grammo di cibo, che scusate ma è una cosa che non si può proprio più accettare.

Impariamo ad usare i tempi di attesa della nostra vita per fare queste semplici cose: mentre siamo all’ufficio postale, dalla parrucchiera e mentre aspettiamo il nostro turno per donare il sangue. Fare la lista della spesa fa parte del nostro progetto di benessere e salute e lo sappiamo tutti quanto ci fa stare bene sentirci dei donatori sani. Perciò proviamo a vederla così questa lista della spesa, magari inizierà pure a piacerci.

 

Articolo scritto per www.avisprovincialetreviso.it

Categories Eventi, News

Quattro chiacchiere: come fare la spesa

Quattro_spesa

Con grande piacere siete invitati al secondo incontro gratuito per

  • IMPARARE A SCRIVERE LA LISTA DELLA SPESA
  • LEGGERE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI
  • METTERE TUTTO IN PRATICA

Dopo aver capito come fare la lista della spesa, quali sono i prodotti che non devono mai mancare nel carrello e soprattutto cosa non ci deve proprio entrare vedremo insieme COME comprare. Faremo la spesa insieme e impareremo a leggere le etichette ed a scegliere i prodotti con le caratteristiche migliori per una corretta alimentazione.

Vi aspetto mercoledì 30 novembre alle ore 18.30 in Piazza Grandi, 15 a Milano. Poi andremo tutti insieme all’ESSELUNGA di via Cena (portate le borsette!).

Per poter partecipare all’incontro è necessario confermare la presenza all’indirizzo mail lisa@dietepertutti.net.

Formeremo dei gruppi di lavoro di 10 persone al massimo, in caso di raggiungimento del numero massimo dei posti vi proporrò altre date.

Categories Consigli per la spesa, News

La spesa di settembre


Con l’arrivo di settembre giunge al termine il periodo vacanziero e le tanto agognate ferie. Il nono mese dell’anno sancisce la ripresa lavorativa e anche quella scolastica, seguita da un cambio sostanziale di prodotti sul banco della spesa. L’ultimo mese dell’estate ci regalerà ancora calde giornate di sole, ma anche i primi frutti di un tiepido autunno. Cibi importanti, nutrienti, particolarmente sostanziosi, utili a garantire il giusto carburante per mente e corpo. Una ricarica di energia per affrontare con slancio l’autunno e i primi freddi. Frutta e verdura di settembre saranno una presenza costante anche per i mesi a venire.
Nonostante nell’orto inizino a scarseggiare i cibi baciati dal sole estivo, come fiori di zucca, pomodori, peperoni e zucchine, il cambio di protagonisti garantirà nuovi sapori, gusti e altrettanti colori. Fare la spesa sarà facile e divertente, offrendo al contempo novità importanti e corroboranti. Prodotti necessari per proteggere il corpo dai malanni, dai primi freddi e dai virus di inizio autunno.

Verdura

Come anticipato, la spesa di settembre può avvalersi ancora della presenza di molti amici dell’estate, anticipando le novità autunnali. Tra le conferme possiamo trovare bietole, broccoli, carote, cavoli, fagiolini, cicoria, cetrioli, melanzane, peperoni, pomodori, spinaci, zucchine, fiori di zucca, fave, piselli, cipolline, valerianella, cicoria e cicorino, ravanelli, fagioli, lenticchie, ceci, sedano e lattuga, rucola, patate novelle, aglio, erba cipollina, peperoncino, mais, scarola, aromi come rosmarino, basilico, timo, origano, maggiorana e menta. Tra le novità segnaliamo zucca, porri, le prime rape e funghi che rivedremo ad ottobre.

La zucca è ricca di acqua: altamente ipocalorica, con pochi grassi e un 3,5% di carboidrati. Amica dell’abbronzatura, contiene caroteni e pro-vitamina A, vitamina C e quelle del gruppo B, ma anche minerali quali fosforo, ferro, magnesio e potassio. I suoi semi possiedono un alto valore nutrizionale, ma è importante salarli ed essiccarli. I porri, conosciuti anche come Allium porrum, sono molto utilizzati in cucina e la parte maggiormente consumata è quella inferiore di colore bianco. Possiedono un buon apporto di acqua, proteine, fibre, molti minerali, vitamine A, B1, B2, B3, PP, B5, B6, C, E, K e J. Contengono inoltre beta-carotene, luteina e zeaxantina. I porri sono ricchi di aminoacidi: acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, leucina, fenilalanina, istidina, isoleucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina. Favoriscono la diuresi, aiutano a dimagrire, facilitano la digestione, depurano e contrastano il colesterolo.

Frutta

Per quanto riguarda la frutta, spazio ancora per i colori dell’estate come fichi, fichi d’India, nocciole e mandorle, ribes, le ultime pesche, albicocche, melone, anguria, prugne e susine, gli evergreen pompelmo e limone, ma anche lamponi, more, fragoline di bosco, mirtillo e uva spina. Vera regina di settembre è l’uva, accompagnata da mele e pere, quindi le prime castagne che conosceremo a ottobre. L’uva è la protagonista dell’intero autunno: con il suo 80% di acqua, carboidrati e fibre è un toccasana. Non è indicata per i diabetici, se non in piccoli quantitativi, da consumare durante la mattinata. Contiene potassio, manganese, rame, fosforo e ferro, vitamina C, B1, B2, PP e A. Altamente dissetante, purifica, nutre, dona energia e favorisce la circolazione del sangue. È un antiossidante naturale che contrasta l’invecchiamento della cute ma anche della mente, aiutando la memoria a rimanere operativa.

Categories Eventi, News

Nutrizionista a domicilio

A MILANO, VISITE ANCHE A DOMICILIO.

Non sempre c’è il tempo per una visita dal nutrizionista, un appuntamento; i bambini sono a casa, bisogna preparare la cena o aspettare che qualcuno arrivi.
Allora risolviamo tutti questi problemi: vengo io da voi.

Fissiamo un appuntamento per il primo colloquio in cui parleremo anche delle abitudini alimentari e, perché no, sbirceremo la dispensa.

Decidiamo insieme giorno ed ora e io arrivo da voi. Più facile di così…

 

Per il resto poi mi arrangio io! Vi preparo il piano di educazione alimentare, la dieta e i consigli adatti a voi, ve li spedisco e poi vengo a trovarvi periodicamente per verificare l’andamento della dieta e per aiutarvi anche nelle scelte dei prodotti che acquistate.

Per informazioni chiamate il 340 6722856 o scrivete a lisa@dietepertutti.net

Categories News

Cibi per il cambio di stagione

La parola autunno coincide per molti con il verbo “ricominciare”, che sia scuola o lavoro non ha importanza: rimettersi in carreggiata dopo le vacanze non è sempre così facile e il nostro fisico ne risente.
Se la fine di settembre trascina con sé malumore e stanchezza, è anche vero che si tratta di un mese capace di farci riscoprire molti tesori, quali la verdura e frutta di stagione, ai quali non si può assolutamente rinunciare se l’intento è quello di rimettersi in forma.

Abbandoniamo quindi meloni, angurie e pesche che ci hanno rinfrescato per tutta estate e mettiamo nel carrello della spesa uva, pere, spinacibietole, zucca e tutti i prodotti di stagione. I colori dell’autunno non risulteranno così tristi se ci affidiamo a prodotti sani.

Tuttavia l’arrivo dei primi freddi può non coincidere con la voglia dei sopracitati cibi. Il freddo porta con se aspetti comportamentali erronei dettati dal “bisogno” di calore corporeo. Questo fa sì che si senta la necessità di consumare alimenti calorici pensando che possano alzare la nostra temperatura. Una teoria da smentire poiché sono invece le abbondanti dosi di frutta e verdura che ingeriamo a regolare il nostro organismo e ad aiutarlo al “cambiamento” climatico.

Un altro aspetto non meno importante degli altri è il benessere psico-fisico che sembra “calare” con l’arrivo dell’autunno. Questo avviene perché le ore solari diminuiscono e il corpo produce meno serotonina, quella che aiuta a “tirarsi su di morale”.
La risposta a tutto quello che di negativo comporta l’abbassarsi delle temperature e l’accorciarsi delle giornate sta, quindi, nella scelta dei prodotti alimentari giusti.

Da privilegiare sono i frutti di colori diversi ma ugualmente buoni: il caco e l’arancio apportano vitamina C, beta carotene e potassio. Sono ottimi per allontanare i primi malanni di stagione.
La mela, invece, è un’alleata contro spossatezza e nervosismo grazie ai suoi preziosi minerali come il magnesio, il ferro, il calcio, lo zolfo e il sodio che con la vitamina B1, B2 e C forniscono proprietà antiossidanti.

Ma non è solo la frutta ad accendere le giornate più buie e fredde: la verdura regna sovrana anche d’autunno. E allora non percorriamo in fretta e furia il reparto ortofrutta del supermercato: osserviamo e scegliamo accuratamente spinaci, bietole e verze. Tre elementi ricchi di vitamina A, C, E, B5 e K; quest’ultima favorisce, inoltre, la coagulazione del sangue.

Inutile dire che la zucca trionferà sulle tavole d’autunno. Essa contiene pochissime calorie ed è uno degli alimenti che apporta beta-carotene, il quale contrasta l’insorgere di radicali liberi e favorisce il flusso sanguigno.
Da non dimenticare, poi, i legumi: ricchi di fibre e proteine possono diventare i componenti delle ricette più sfiziose.

 

dal sito www.sapere.it

Categories Consigli, News

Giornata mondiale del diabete – 9-10 novembre

Non darla vinta al diabete. Prevenire una malattia che in Italia colpisce oltre tre milioni di persone e che in poco più di un decennio è raddoppiata. Un dato che potrebbe sfiorare i 5 milioni, perché molte persone non sanno di essere malate. Colpa delle cattive abitudini di vita come un’alimentazione sbagliata e la sedentarietà. In occasione della Giornata mondiale del diabete, il 9 e il 10 novembre sarà possibile fare controlli gratuiti nelle piazze italiane. Nell’ambito dell’iniziativa, organizzata dall’Onlus Diabete Italia, sarà distribuito materiale informativo per una corretta prevenzione.

Medici e volontari saranno in piazza per check up gratuiti. Cuore delle giornate saranno i controlli della glicemia, del peso, della pressione e del colesterolo. Variabili importanti che permettono di scoprire anche i casi di diabete non diagnosticato e fare una stima del rischio di sviluppare la malattia.

I dati. In Italia il 9% delle persone fra 20 e 79 anni ha il diabete, ma anche il 20% di coloro che appartengono alla fascia di popolazione più anziana. Non vanno dimenticati gli oltre 15 mila bambini e ragazzi con diabete di tipo 1. L’aumento dei casi di diabete di tipo 2, il più frequente, è sicuramente dovuto anche al diffondersi del sovrappeso e dell’obesità.

Alimentazione. Una dieta equilibrata è uno dei principali obiettivi. “Bisogna scegliere alimenti a basso contenuto di zuccheri a pronto assorbimento o con elevato contenuto calorico. E’ un concetto utile a tutti e non solo ai diabetici. Bisogna imparare a fare la spesa comprando ciò che ci serve e non ciò che ci offrono”, spiega Alberto Bruno del Consiglio direttivo della Società italiana di diabetologia e autore del libroIl diabete si combatte al supermercato. L’altro consiglio è quello di combattere la sedentarietà.

Sport. “L’attività fisica deve essere considerata come un elemento essenziale nella cura e terapia del diabete – aggiunge Bruno – . I trenta minuti di camminata a passo veloce hanno dimostrato essere in grado di ridurre di oltre il 50% il rischio di sviluppare la malattia”. Secondo Gerardo Corigliano, presidente dell’Aniad-Associazione nazionale atleti diabetici “lo sport e l’attività fisica in generale sono fattori fondmentali anche per la prevenzione del diabete”. Per questo è “determinante “fare cultura” sull’importanza del movimento fisico, e incentivare sempre più persone ad adottare stili di vita attivi e sani.”.

I sintomi. 
I sintomi attraverso cui si può riconoscere uno stato di alterazione anormale del livello glicemico sono leggermente differenti da persona a persona. I segnali sono comunque alito acetonemico, il cosiddetto aceto, sete persistente e stimolo continuo a urinare, sono segnali di iperglicemia.

L’insulina intelligente. L’insulina è uno dei capisaldi della terapia del diabete. Ha ancora il limite di dover essere somministrata attraverso iniezioni sottocutanee e senza poter valutare quanta glicemia ci sia in giro. Ora è in fase di sperimentazione una nuova soluzione. “E’  la cosiddetta ‘insulina intelligente’. –  spiega Stefano Del Prato, presidente della Società italiana di diabetologia – . In pratica si tratta di un’insulina ‘inglobata’, racchiusa in sostanze particolari, dei polimeri che hanno la capacità di ‘sentire’ la glicemia. Quando la glicemia si alza, i polimeri si aprono e fanno uscire l’insulina, mentre se invece la glicemia scende troppo, i polimeri lo ‘avvertonò e si richiudono impendendo così la fuoriuscita dell’insulina e la sua entrata in circolo”

Il documento per le scuole. In Italia ci sono 15.000 bambini con diabete di tipo 1. Per affrontare la situazione il nostro il primo paese Ue che ha adottato un documento per l’accoglienza a scuola dei bambini diabetici. Indicazioni ad hoc per garantire le necessarie attenzioni negli istituti scolastici ai ragazzini e sostenere famiglia e scuola nella gestione quotidiana. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Coordinamento tra associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete (Agdi Italia) e i ministeri della Salute e dell’Istruzione.

Dal sito www.repubblica.it

Categories Consigli per la spesa, News

Alimenti surgelati – La catena del freddo

La “catena del freddo” è il percorso che segue un alimento surgelato per arrivare integro sulla nostra tavola. Questo processo è regolato da norme specifiche: tutti i passaggi, dalla produzione, fino al banco di vendita seguono delle fasi programmate per mantenere bassa la temperatura dell’alimento surgelato (-18° C) e di conseguenza alta la sua qualità.

Il punto critico della “catena del freddo” è quello a carico del consumatore quando acquista, trasporta e utilizza un prodotto surgelato. Questa è l’unica fase non sottoposta ad alcun tipo di controllo. Per questo motivo elencheremo alcuni suggerimenti per mantenere il più intatto possibile questo tipo di prodotti:

  • I surgelati vanno acquistati per ultimi durante la spesa e, soprattutto nella stagione calda, o se il tragitto è lungo vanno riposti nelle apposite borse termiche che rallentano l’innalzamento della temperatura.
  • Osservare sempre il termometro del congelatore del banco frigo: per essere sicuri di acquistare un prodotto ben conservato la temperatura deve essere inferiore ai -18°C.
  • Controllare che le confezioni siano integre.
  • Controllare che non sia presente ghiaccio sulla confezione o all’interno: se è presente del ghiaccio significa che il prodotto può aver subito degli sbalzi di temperatura.
  • Nel caso in cui i banchi frigo siano aperti accertarsi sempre che il prodotto acquistato sia al di sotto della linea rossa di massimo carico disegnata all’interno del frigo stesso.
  • Sistemare subito, appena arrivati a casa, i prodotti nel freezer; se il prodotto risultasse in parte scongelato assicurarsi di consumarlo nel giro di un giorno conservandolo in frigorifero.

Per sapere quanto tempo un surgelato dura nel freezer domestico è sufficiente controllare le stelle che si trovano sulla porta del freezer:

****/*** Quattro o tre stelle:

temperatura interna uguale o inferiore a -18°C: il prodotto mantiene intatte le proprietà organolettiche fino alla data di scadenza riportata sulla confezione.

** Due stelle:

temperatura interna uguale o inferiore a -12°C: il prodotto va consumato entro un mese o nell’arco di tempo indicato dalla data di scadenza se è inferiore ad un mese.

* Una stella

temperatura interna uguale o inferiore a -6°C. Il prodotto deve essere consumato nel giro di una settimana. Se si dispone solo del reparto del ghiaccio il prodotto va cucinato entro tre giorni. Se conservato in frigorifero o a temperatura uguale o superiore a 0°C è necessario consumare il surgelato in giornata.

Categories Alimenti, News

La Verza

La Verza, chiamata anche “cavolo verza”, è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Crucifere e il cui nome scientifico è “Brassica oleracea sabauda”. Ha un fusto corto e presenta croccanti foglie di grandi dimensioni, molto grinzose e ricche di nervature sporgenti. Quest’ortaggio ha origini nel bacino del Mediterraneo e, nell’antica Roma, veniva consumato prima dei banchetti per favorire l’assorbimento dell’alcool da parte dell’organismo.
Il clima più favorevole alla sua coltivazione è quello di tipo temperato-umido; la semina avviene, generalmente, nella stagione autunnale e in quella invernale. 

Oggi si distingue tra verza precoce e verza estiva, con teste allentate e leggere, la verza gialla con testa compatta e la verza invernale, con testa più allentata e verdeggiante.

In cucina è sempre meglio non sottoporre la verza a lunghe cotture: cotta brevemente a vapore, stufata dolcemente in poco olio, o meglio ancora, tagliata fine e mangiata cruda in insalata è digeribilissima, un aiuto prezioso per lo stomaco e l’intestino. Una volta stracotta e servita con condimenti troppo ricchi,  diventa indigesta. 

 

PROPRIETA’
La verza contiene molti sali minerali (potassio, calcio e fosforo),oligoelementi e vitamine, soprattutto vitamina C, E e acido folico.

100 grammi contengono:

  • 94,2 g di acqua
  • 2,8 g di proteine
  • 0,3 g di grassi
  • 2,9 g di carboidrati
  • 107 kJ/26 kcal

La comunità scientifica internazionale ha dimostrato la capacità della verza e degli altri ortaggi della famiglia delle Crucifere (broccoli, cavolfiori, rucola, rape, ravanelli) di avere azione protettiva nei confronti dei tumori. La verza, infatti, contiene isotiocianati, sostanze in grado di stimolare le cellule a produrre alcuni bioenzimi estremamente efficaci nel contrastare la degenerazione del DNA, soprattutto a livello di bronchi e polmoni.

I fitoestrogeni della verza riescono a contrastare l’insorgenza dei tumori connessi all’attività degli ormoni, quali il cancro alla mammella e quello alla prostata.
Inoltre, il buon contenuto di sostanze antiossiddanti, come polifenoli, carotenoidi, indoli e sulforafano, rende la verza molto utile nella prevenzione dei tumori che colpiscono l’apparato digerente.
Il sulforafano si è rivelato molto utile anche per le persone affette da diabete, dal momento che contribuisce a riparare i danni all’apparato cardiovascolare provocati dall’iperglicemia.

Il decotto di foglie di verza viene tradizionalmente considerato utile in caso di bronchiti ed asma, mentre l’acqua di cottura, ricca di zolfo, viene utilizzata per curare eczemi e infiammazioni e per detergere la pelle.

COSA CONTROLLARE QUANDO SI FA LA SPESA:

Le foglie più esterne sono aperte a fiore, il cuore deve risultare ben serrato e compatto; le foglie non devono presentare intaccature nè tagli profondi.

COME SI CONSERVA:

Si conserva in frigorifero fino a 10 giorni, chiuso in sacchetti di plastica microforata e riposto nel cassetto delle verdure.

Foglie e striscioline si conservano 3-4 giorni, ben chiuse in recipiente ermetico.

Tenere la verza lontana dagli altri alimenti perchè con il passare dei giorni tende a fermentare e svilupare un forte odore.


Categories News, Posta

Piccola Posta

Iniziano ad arrivarmi le vostre email e penso si ora di condividere i vostri dubbi e pensieri così potremmo aiutarci tutti insieme e capire che per quasi tutti noi le domande che ci poniamo sono per la maggior parte le stesse.

Oggi vi propongo la mail di S. (manteniamo l’anonimato!), 35 anni, impiegata e mamma di due bambini:

“…Non riesco più a raggiungere il mio peso forma, Vorrei perdere 8-10 chili che ho preso con le gravidanze. Mi piace un sacco cucinare, voglio che i miei bimbi mangino cose sane, preparate da me. La maggior parte delle volte uso le verdure dell’orto dei miei genitori, cerco di scegliere alimenti di buona qualità, faccio spesso la spesa per avere prodotti freschi. Non preparo porzioni esagerate e cerco di limitare i condimenti. Nonostante tutto non riesco a dimagrire e quindi su qualcosa sbaglio! Quando sono ai fornelli faccio tanti assaggi e a tavola mangio normalmente. Non ho tanto tempo per me e quando ho un po’ di tempo mi metto in divano a leggere o a guardare la tv. Mi sento spesso gonfia e i chili in più si stanno concentrando sull’addome e sulle braccia. Cosa posso fare?…”

S. si è data le risposte da sola in un certo senso, i suoi errori sono già tutti evidenziati nella sua mail: “spilucca” mentre prepara i pasti e non dedica tempo a se stessa. Molto spesso chi cucina tende a mangiare e a terminare il proprio pasto prima di sedersi a tavola, per questo anche se non ce ne accorgiamo ci appesantiamo e prolunghiamo la digestione sentendoci gonfi.

Bisogna cercare i suddividere la nostra alimentazione in 5 pasti al giorno: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, spuntino del pomeriggio e cena, in questo modo il nostro metabolismo resta sempre attivo, non ci appesantiamo, non abbiamo quella sensazione di fame che ci fa mangiare la prima cosa che ci capita sotto mano e siamo consapevoli di quello che mangiamo.

Se ci sentiamo più leggeri poi ci risulta più facile trovare la voglia di dedicarci del tempo per fare movimento, per andare a fare una bella passeggiata o due corse in cortile con i bambini. Se poi riusciamo a trovare il tempo di fare attività fisica mirata alle zone critiche la nostra linea ne trarrà tutti i vantaggi del caso!

Categories Consigli per la spesa, News

La carta d’identità delle uova

Penserete che sono una fissata delle uova, non è proprio così!

Quasi sempre andiamo a fare la spesa di corsa, compriamo le cose per abitudine, perchè sono i prodotti che abbiamo sempre usato, perchè ci piace la confezione e per mille altri motivi. Ma quante volte ci fermiamo a leggere l’etichetta? E soprattutto, quando la leggiamo siamo davvero in grado di capire cosa c’è scritto?

Oggi proviamo a capire cosa vuol dire l’etichetta della uova!

Etichetta
Etichetta

La vendita delle uova non viene più effettuata singolarmente ma le uova sono vendute in confezioni da 6, 12 o più unità. L’etichetta apposta sul contenitore ci deve informare su:

  • caratteristiche dell’uovo: categoria di qualità e classe
  • peso
  • la data entro la quale possono essere consumate
  • il modo di conservazione consigliato

Queste indicazioni sono obbligatorie. Sono invece facoltative altre informazioni come la data di imballaggio e di deposizione, il tipo di allevamento, il luogo di confezionamento.

Le tipologie di allevamento individuate dalla norma e quindi utilizzabili nell’etichettatura sono in funzione dello spazio disponibile per l’animale e delle caratteristiche delle superfici ad esso destinate. Dal 1° gennaio 2004, sugli imballaggi delle uova di categoria “A” deve essere riportata la dicitura relativa ad uno dei tre sistemi di allevamento previsti dalla norma e sui gusci dovrà essere stampigliato il relativo codice:

  • “Uova da allevamento all’aperto” (contraddistinto dal numero 1 prima dell’identificativo IT sul guscio),
  • “Uova da allevamento a terra” (con il numero 2 sul guscio) e
  • “Uova da allevamento in gabbie” (con il numero 3);
  • la “produzione biologica” viene indicata con lo 0.

Le tipologie 1, 2 e 3 devono rispondere a queste caratteristiche:

  • Sistema di allevamento all’aperto (tipologia 1): 1 gallina per 4 mq di terreno all’aperto con vegetazione.
  • Sistema di allevamento a terra (tipologia 2): 9 galline per mq di terreno al coperto in parte rivestito di paglia, sabbia, ecc.
  • Sistema di allevamento in gabbie (tipologia 3): da 16 a 18 galline per mq con posatoi che offrono almeno 15 cm per gallina.

Esistono tre categorie di qualità: A, B e C:

– La categoria A comprende le uova fresche, non lavate nè refrigerate o sottoposte a trattamenti di conservazione che presentino una camera d’aria inferiore ai 6 mm e che non siano trascorsi più di 28 giorni dall’imballaggio. Il dettagliante deve ritirarle dal commercio 7 giorni prima della scadenza. Fra le uova di categoria A, le “uova extra fresche”, devono avere una camera d’aria inferiore ai 4 mm e possono essere vendute con questa denominazione entro 7 giorni dall’imballaggio o 9 dalla deposizione.

– La categoria B indica uova, di seconda qualità o conservate. Sono refrigerate a temperatura inferiore a 5°C o in atmosfere gassose particolari e presentano una camera d’aria inferiore a 9 mm.

– La categoria C non si destina al consumo umano, sono uova declassate, e si possono usare come materia prima per l’elaborazione di altri prodotti alimentari.

Solamente per le uova di categoria A si individuano quattro categorie di peso:

  •  Classe XL – grandissime (da 73 g e più)
  •  Classe L – grandi (da 63 a 73 g)
  •  Classe M – medie (da 53 a 63 g)
  •  Classe S – piccole (meno di 53 g).

Buona spesa a tutti!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi