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Tag Archives: uova

Categories Consigli, News, Salute

Cibo e sonno

 

Molte persone, soprattutto nei cambi di stagione, soffre di disturbi del sonno. I disagi causati da un riposo di cattiva qualità si ripercuotono nella vita di tutti i giorni: aumentano lo stato di stanchezza e possono portare a cambiamenti di umore fino alla depressione.

L’alimentazione ha uno stretto rapporto con il riposo: andare a letto digiuni o con un senso di fame, o, al contrario, dopo aver esagerato con il cibo, non ci permetterà di riposare bene ed il nostro sonno sarà disturbato.

La Coldiretti ha stilato una lista di alimenti che favoriscono il sonno ed altri che non aiutano il riposo.

La sera sono da evitare caffè, tè, cioccolato e cacao per la presenza di caffeina, inoltre è bene ridurre il consumo di alcol che ci garantirà un cattivo risveglio. Sono da limitare cibi con elevato contenuto di sale: prodotti confezionati e conservati, salatini e patatine e cibi ricchi di pepe, paprika, curry.

Sono invece favoriti cibi come la pasta, il pane, i cereali, legumi e tutti quegli alimenti che contengono l’amminoacido triptofano, precursore della serotonina. La serotonina è l’ormone deputato alla regolazione dell’umore e del ciclo del sonno.

Tra le verdure al primo posto la lattuga, seguita da radicchio rosso e aglio, perchè le loro spiccate proprietà sedative conciliano il sonno, ma anche zucca, rape e cavoli.

Sono molto favoriti infusi e bevande calde, ma soprattutto il latte caldo che aiuta a contrastare l’acidità gastrica che potrebbe interrompere il sonno.

GLI ALIMENTI PER DORMIRE BENE

CIBI “CATTIVI” CIBI “BUONI”
Patatine in sacchetto Pasta, Riso, Pane, Orzo
Piatti con dado da cucina Lattuga, Radicchio rosso, Aglio
Cioccolato, Cacao Zucca, Rape, Cavolo
Caffè, The Formaggi freschi, Yogurt
Curry, Pepe, Paprika Uova bollite
Superalcolici Miele in infusi caldi, Latte caldo
Salatini Frutta dolce
Alimenti in scatola Dolce

Fonte: Coldiretti

Categories News, Ricette

Frittata con asparagi

Ingredienti per 4 persone:

  • asparagi 800 g
  • burro 40 g
  • erba cipollina tritata 1 cucchiaio
  • olio extravergine di oliva 3 cucchiai
  • parmigiano reggiano grattuggiato 3 cucchiai
  • 1 porro
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
  • 6 uova

Lavate gli asparagi, togliete loro la parte bianca e più dura del fusto. Quindi legateli assieme a mazzetto e lessateli (per circa 15 minuti) ponendoli in piedi in acqua salata dentro ad una pentola stretta e alta dove possano fuoriuscire solo le punte (che si cuoceranno con il vapore). Quando saranno cotti scolateli e tagliateli a pezzettini. Pulite quindi il porro, levando le foglie esterne più coriacee, lavatelo e tagliatelo a fettine sottili, che adagerete in un tegame nel quale avrete fatto sciogliere il burro.

Fate appassire il porro, poi salate, pepate ed aggiungete gli asparagi a pezzetti; fate cuocere il tutto per qualche minuto, fino a che gli asparagi non perderanno più acqua di cottura. A questo punto salate, poi spegnete il fuoco e lasciate intiepidire le verdure. In un recipiente sbattete le uova, aggiungete il pepe macinato, il formaggio grattugiato, le verdure tiepide e l’erba cipollina.

In una padella antiaderente, ponete l’olio e scaldatelo, aggiungete poi il composto di uova e cuocete la frittata per 2-3 minuti a fuoco allegro ma non alto, poi ponete un coperchio sopra la padella e abbassate leggermente la fiamma in modo che anche l’interno della frittata si cuocia in modo uniforme. Quando i lati della frittata cominceranno a diventare ben dorati, giratela aiutandovi con il coperchio; fate dorare anche l’altra superficie della frittata e poi fatela scivolare sopra ad un piatto di portata. Servitela immediatamente dividendola a spicchi.

Categories Consigli per la spesa, News

Acquisto delle carni

Le carni dirette al consumo umano devono provenire da animali che siano stati sottoposti, a cura del veterinario ufficiale (ASL), a visita “ante mortem” e ad ispezione “post mortem”.
La certezza che la macellazione dell’animale e la lavorazione delle carni siano avvenute sotto il controllo del veterinario ufficiale, che attesta la salubrità e l’idoneità delle carni stesse, è fornita dal bollo sanitario identificativo dello stabilimento di macellazione o laboratorio di sezionamento, applicato direttamente su ciascuna mezzena o sulle etichette per le carni confezionate.
Nelle macellerie e nei supermercati, in osservanza di norme comunitarie e nazionali, devono essere fornite le seguenti informazioni obbligatorie, per ogni taglio di carne, mediante un cartello esposto sul banco di vendita o l’etichetta per le carni confezionate:

  • riproduzione del bollo sanitario dello stabilimento che ha effettuato il selezionamento e il confezionamento
  • ragione sociale e sede dello stabilimento
  • peso netto
  • denominazione commerciale: specie, categoria e taglio
  • data di scadenza
  • lotto di produzione
  • modalità di conservazione.

Per le carni bovine esiste un sistema di etichettatura più vincolante, per cui devono essere riportate obbligatoriamente anche le seguenti informazioni aggiuntive:

  • codice di riferimento che rappresenta il nesso tra il taglio di carne al banco e l’animale o il gruppo di animali macellato
  • Paese di nascita
  • Paese o Paesi di ingrasso
  • Paese di macellazione e numero di riconoscimento dello stabilimento di macellazione
  • Paese di selezionamento delle carni e numero di riconoscimento del laboratorio.

Inoltre, il cartellino o le etichette per le carni esposte al pubblico devono recare il prezzo unitario per chilogrammo, la specie e lo stato fisico (fresche, congelate, scongelate).
Le specie sono:

  • bovine: vitello o bovino adulto
  • bufaline
  • suine
  • ovine: agnello o ovino adulto
  • caprine: capretto o caprino adulto
  • avicunicole: pollo, coniglio ed altri.

E’ previsto anche un sistema facoltativo di etichettatura per cui con le stesse modalità di cui sopra possono essere fornite altre informazioni riguardanti:

  1. l’età dell’animale, la data di macellazione e/o di preparazione delle carni, il periodo di frollatura
  2. l’azienda di nascita e/o di allevamento, le tecniche di allevamento, i metodi di ingrasso, le indicazioni relative all’alimentazione
  3. la razza o il tipo genetico
  4. eventuali altre informazioni contenute nell’eventuale disciplinare approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

L’etichettatura delle carni provenienti da un animale, nato, ingrassato e macellato in Italia può riportare l’indicazione “Carni di bovino nato, ingrassato e macellato in Italia” oppure la dizione “origine Italia”.
Se le confezioni di carni contengono pezzi provenienti da bovini diversi, l’etichettatura reca oltre le informazioni obbligatorie, esclusivamente le indicazioni comuni a tutte le carni.
Il cartellino o l’etichetta devono essere esposti al pubblico recando il prezzo unitario per chilogrammo, la specie e lo stato fisico della carne (fresca o congelata).

In macelleria, le carni biologiche devono essere esposte in apposita sezione del banco vendita. Devono essere visibili gli attestati di macellazione che riportano le indicazioni “biologico” e le altre indicazioni,riportate, per le carni.

Vendite promiscue
L’eventuale vendita di carni congelate deve essere effettuata in banchi separati da quelle fresche. In banchi separati devono anche essere vendute le carni bovine, bufaline, suine e ovicaprine da quelle avicunicole (pollo e conigli) e della selvaggina allevate. Uguale separazione è prevista per le uova.
Ai diversi banchi o scomparti devono corrispondere in ogni caso taglieri, utensili ed attrezzature distinte.

Principali frodi

  • Vendita di carni provenienti da animali ingrassati con sostanze non consentite (ormoni, tireostatici, stilbenici, beta-agonisti). In questo caso le carni sono ricche di acqua e si riducono notevolmente dopo la cottura.
  • Vendita di carni contenenti residui di medicinali il cui trattamento non è stato dichiarato e senza l’osservanza di sospensione tra il trattamento stesso e l’avvio alla macellazione.
  • Vendita di carni della stessa specie ma di qualità diversa (vitello adulto per vitello).
  • Vendita di tagli meno pregiati per tagli pregiati (es. lombata del quarto anteriore per lombata del quarto posteriore o filetto).

Consigli utili
Non è facile per il consumatore rilevare, con la semplice osservazione dei tagli in vendita, se la carne proviene da animali trattati con sostanze illecite. E’ importante, quindi, che tra il consumatore ed il fornitore si instauri un rapporto di fiducia costante. Una carne dal colore rosso vivo è sinonimo di buona qualità. Sono da escludere acquisti di carni poste al di fuori dei canali commerciali autorizzati.

Redazione Ministerosalute.it 

Categories Consigli, News

Tenersi in forma a casa: le braccia

Per chi non ha modo di andare in palestra abitualmente e fa lavori sedentari, le braccia sono un punto critico! Il problema però è facilmente risolvibile perchè in casa abbiamo tutto quello che possiamo trovare in palestra per mantenere le nostre braccia toniche.

Cosa ci serve:

  • abbigliamento comodo
  • 2 bottiglie di acqua da 1/2 litro (per i principianti)
  • 2 bottiglie di acqua da 1 litro (per chi ha già fatto un po’ di allenamento)
  • 2 bottiglie da 1,5 l (per i più esperti)

BICIPITI

Esercizio 1
Posizione iniziale: in piedi, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse. Le spalle sono aperte e il petto è in fuori. L’esercizio va eseguito lentamente.

  • Afferrare una bottiglia con ciascuna mano.
  • Ruotare le mani all’esterno.
  • Inspirare.
  • Espirare mentre si sollevano le braccia verso il busto.
  • Riportare le braccia nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  • Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.

Esercizio 2
Posizione iniziale: in piedi, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse. Le spalle sono aperte e il petto è in fuori. L’esercizio va eseguito lentamente.

  1. Afferrare una bottiglia con ciascuna mano.
  2. Ruotare le mani all’interno (i palmi sono rivolti verso le cosce), nella posizione “a martello”.
  3. Inspirare.
  4. Espirare mentre si sollevano le braccia verso il busto.
  5. Riportare le braccia nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  6. Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.

TRICIPITI

Esercizio 1
Posizione iniziale: in piedi, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse. Le spalle sono aperte e il petto è in fuori. L’esercizio va eseguito lentamente.

  1. Afferrare una bottiglia con la mano sinistra.
  2. Portare il braccio sinistro dietro la testa.
  3. Con la mano destra, appoggiarsi sul braccio sinistro per sostenerlo.
  4. Inspirare.
  5. Espirare distendendo il braccio sinistro verso l’alto.
  6. Riportare il braccio nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  7. Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.
  8. Quindi cambiare braccio ed eseguire lo stesso esercizio sempre in 3 serie da 12.

Esercizio 2
Posizione iniziale: di fianco, gambe divaricate, piedi allineati con le spalle, ginocchia leggermente flesse, schiena piatta.

  1. Afferrare una bottiglia con la mano destra.
  2. Appoggiare la mano sinistra sul ginocchio sinistro.
  3. Inspirare.
  4. Portare all’indietro il braccio destro.
  5. Espirare distendendo completamente l’avambraccio all’indietro.
  6. Riportarlo nella posizione di partenza inspirando nuovamente.
  7. Ripetere l’esercizio eseguendo 3 serie da 12 ripetizioni ciascuna.
  8. Quindi cambiare braccio ed eseguire lo stesso esercizio sempre in 3 serie da 12.


Esercizi da fare dopo ogni allenamento

Per bicipiti e tricipiti

  1. Distendere un braccio in avanti con il palmo della mano verso l’esterno.
  2. Ruotare la mano verso il basso.
  3. Afferrare le dita con l’altra mano esercitando una leggera pressione verso l’interno.
  4. Mantenere la posizione per un tempo compreso tra i 45 e i 60 secondi.
  5. Ripetere l’esercizio cambiando braccio.

Per i tricipiti

  1. Portare il braccio sinistro dietro la testa.
  2. Con la mano destra, afferrare il gomito sinistro e tirare leggermente all’indietro.
  3. Mantenere la posizione per un tempo compreso tra i 45 e i 60 secondi.
  4. Ripetere l’esercizio cambiando braccio.
Categories Consigli per la spesa, News

La carta d’identità delle uova

Penserete che sono una fissata delle uova, non è proprio così!

Quasi sempre andiamo a fare la spesa di corsa, compriamo le cose per abitudine, perchè sono i prodotti che abbiamo sempre usato, perchè ci piace la confezione e per mille altri motivi. Ma quante volte ci fermiamo a leggere l’etichetta? E soprattutto, quando la leggiamo siamo davvero in grado di capire cosa c’è scritto?

Oggi proviamo a capire cosa vuol dire l’etichetta della uova!

Etichetta
Etichetta

La vendita delle uova non viene più effettuata singolarmente ma le uova sono vendute in confezioni da 6, 12 o più unità. L’etichetta apposta sul contenitore ci deve informare su:

  • caratteristiche dell’uovo: categoria di qualità e classe
  • peso
  • la data entro la quale possono essere consumate
  • il modo di conservazione consigliato

Queste indicazioni sono obbligatorie. Sono invece facoltative altre informazioni come la data di imballaggio e di deposizione, il tipo di allevamento, il luogo di confezionamento.

Le tipologie di allevamento individuate dalla norma e quindi utilizzabili nell’etichettatura sono in funzione dello spazio disponibile per l’animale e delle caratteristiche delle superfici ad esso destinate. Dal 1° gennaio 2004, sugli imballaggi delle uova di categoria “A” deve essere riportata la dicitura relativa ad uno dei tre sistemi di allevamento previsti dalla norma e sui gusci dovrà essere stampigliato il relativo codice:

  • “Uova da allevamento all’aperto” (contraddistinto dal numero 1 prima dell’identificativo IT sul guscio),
  • “Uova da allevamento a terra” (con il numero 2 sul guscio) e
  • “Uova da allevamento in gabbie” (con il numero 3);
  • la “produzione biologica” viene indicata con lo 0.

Le tipologie 1, 2 e 3 devono rispondere a queste caratteristiche:

  • Sistema di allevamento all’aperto (tipologia 1): 1 gallina per 4 mq di terreno all’aperto con vegetazione.
  • Sistema di allevamento a terra (tipologia 2): 9 galline per mq di terreno al coperto in parte rivestito di paglia, sabbia, ecc.
  • Sistema di allevamento in gabbie (tipologia 3): da 16 a 18 galline per mq con posatoi che offrono almeno 15 cm per gallina.

Esistono tre categorie di qualità: A, B e C:

– La categoria A comprende le uova fresche, non lavate nè refrigerate o sottoposte a trattamenti di conservazione che presentino una camera d’aria inferiore ai 6 mm e che non siano trascorsi più di 28 giorni dall’imballaggio. Il dettagliante deve ritirarle dal commercio 7 giorni prima della scadenza. Fra le uova di categoria A, le “uova extra fresche”, devono avere una camera d’aria inferiore ai 4 mm e possono essere vendute con questa denominazione entro 7 giorni dall’imballaggio o 9 dalla deposizione.

– La categoria B indica uova, di seconda qualità o conservate. Sono refrigerate a temperatura inferiore a 5°C o in atmosfere gassose particolari e presentano una camera d’aria inferiore a 9 mm.

– La categoria C non si destina al consumo umano, sono uova declassate, e si possono usare come materia prima per l’elaborazione di altri prodotti alimentari.

Solamente per le uova di categoria A si individuano quattro categorie di peso:

  •  Classe XL – grandissime (da 73 g e più)
  •  Classe L – grandi (da 63 a 73 g)
  •  Classe M – medie (da 53 a 63 g)
  •  Classe S – piccole (meno di 53 g).

Buona spesa a tutti!

Categories News, Ricette

Uova in camicia

Le uova in camicia si mangiano calde, ma siccome richiedono una certa manualità che si acquisisce col tempo, preparatele in anticipo e, una volta cotte, immergetele mano a mano in una ciotola con dell’ acqua fredda. Si conservano così per 2 giorni in frigorifero. Per riscaldarle, basta immergerle in acqua bollente per mezzo minuto. Vanno poi sempre asciugate, per togliere l’ eccesso di acqua, appoggiandole su di un foglio di cucina.

Procedimento:

Riempite una pentola di circa 15 cm. di diametro per tre quarti d’acqua e quando bolle aggiungete 1 cucchiaio di aceto di vino bianco. Dopodichè abbassate la fiamma e fate in maniera che l’acqua “frema” soltanto. A questo punto rompete le uova in un piattino, e aiutandovi con un cucchiaio girate l’ acqua che freme in modo da formare un vortice all’ interno del quale farete scivolare, una per volta, delicatamente le uova che farete cuocere per 3 minuti. Trascorso questo tempo toglietele con l’aiuto della schiumarola e asciugate l’acqua in eccesso con l’aiuto di carta da cucina. Per togliere le sbavature dell’ albume e dare una forme regolare usate un forbice o un coltello ben affilato.
Questo semplice metodo di cottura rende le uova molto digeribili e si presta a preparazioni più o meno elaborate.

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