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Tag Archives: zenzero

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Le Tisane miracolose delle Feste

In questi giorni so bene che state facendo bagordi, non crediate che io non l’abbia capito!!!

Siccome è Natale ed è usanza essere tutti più buoni vi regalo le ricette di tue tisane infallibili che vi faranno digerire e riposare alla grande dopo i vostri pranzi e le vostre cene. Però siate buoni anche voi con me e cercate di seguire i miei consigli!

Per riuscire a digerire anche il pasto più pesante (anche quello a base di lasagne, cappone e panettone farcito!) vi serve solo una tisana fai da te! Da bere appena vi alzate dalla tavola, prima di sprofondare nel sonno: quando vi sveglierete vi sentirete leggeri come non mai!

Procuratevi la scorza di un limone, una foglia di alloro, semi di finocchio e del miele. Portate a ebollizione l’acqua e, lasciando accesa la fiamma, mettete in infusione gli ingredienti per alcuni minuti. Quindi spegnete il fuoco e fate raffreddare lasciando gli aromi nell’acqua: quindi filtrate e bevete la tisana amara o, se proprio volete avere un sapore più dolce, un cucchiaino di miele. Se in casa avete anche dello zenzero fresco, una fettina darà ancora più sapore e un ulteriore aiuto alla digestione!

Il senso di pesantezza post pranzo di Natale influisce anche sul sonno. Tra le tisane per combattere l’insonnia consiglio una miscela di fiori di lavanda, fiori di tiglio, foglie di melissa, fiori di camomilla e semi di finocchio.

 

Vediamo ora nel dettaglio quali sono gli ingredienti più indicati per preparare le tisane digestive.

1. Miele
Il miele è un’importante fonte energetica per il nostro organismo. A differenza dello zucchero raffinato, il miele è molto più digeribile, quindi particolarmente indicato per i disturbi digestivi.

2. Alloro
L’alloro è conosciuto comunemente come erba aromatica per carne e pesce, ma l’azione principale dell’alloro, detto anche lauro, è quella che svolge sulla digestione. E’ una pianta ricca di oli essenziali come eucaliptolo, presente sia nelle foglie che nelle bacche. Questi oli agiscono sullo stomaco migliorando la digestione, portando benefici calmanti.

3. Limone
I benefici che il limone apporta al nostro corpo sono davvero numerosissimi. Uno su tutti il l’effetto benefico che il limone apporta a stomaco e intestino. Per questo è un ingrediente essenziale per una tisana depurativa.

4. Menta
La menta è perfetta a fine pasto, migliora la digestione, previene la nausea e contrasta la formazione di gas intestinali.

5. Camomilla
Conosciuta principalmente per le sue doti rilassanti, è ottima per contrastare la cattiva digestione. L’infusione dev’essere molto breve (3-5 minuti).

 

fonti www.aiafood.com, www.leitv.it
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Le tisane per l’inverno

Le tisane invernali sono miscele di erbe e spezie, preparate allo scopo di scaldarel’organismo, decongestionare le vie respiratorie e dare sollievo ai dolori che affliggono il sistema osteoarticolare. L’assunzione di bevande calde a base di piante, inoltre, può essere un modo molto piacevole per assumere i principi attivi vegetali e per ingerire liquidi, soprattutto quando il freddo ci fa passare la voglia di bere l’acqua.

Quando, pioggia e neve e basse temperature espongono maggiormente il nostro corpo ainfiammazioni alle vie aeree e stati influenzali, questi infusi restituiscono calore e alleviano i sintomi più comuni delle malattie da raffreddamento.

L’impiego delle spezie nelle tisane invernali

Nella preparazione delle tisane non possono mancare le spezie, preziosi ingredienti, utili per due motivi: aromatizzano e scaldano. Il loro utilizzo in infusi e decotti risale alle antiche pratiche mediche orientali, soprattutto della Medicina Tradizionale Cinese e nella Medicina Ayurvedica. L’elevato contenuto di olii essenziali presenti nelle spezie, le rendono degli ottimi antibatterici e antisetticidelle vie respiratorie, che aiutano ad equilibrare le energie infondere calore.  In Erboristeria queste spezie si trovano sia singolarmente, o miscelate insieme ad altri ingredienti negli infusi di frutta.

Il cardamomo in infuso è un vero toccasana contro il raffreddore e la tosse: libera immediatamente le vie respiratorie combattendo al contempo la stanchezza che tipicamente accompagna gli stati influenzali.

Il dolce sentore della cannella, per le sue proprietà riscaldanti, è legato all’elemento fuoco. La corteccia di questa pianta infatti possiede un olio essenziale rubefacente cioè determina il richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle, scaldando la zona con cui entra in contatto.

L’aroma piccante dello zenzero, anch’esso collegato al Fuoco (Agni), ancora oggi è impiegato, in molti paesi asiatici, negli stati di affaticamento, per alleviare il mal di gola, i dolori reumatici, il raffreddore, la febbre e tutti quelli che sono definiti “stati umidi” quali la diarrea o l’eccesso di muco.

L’impiego delle piante nelle tisane invernali

Altre erbe e piante officinali da inserire nelle nostre tisane invernali possono essere quelle a spiccata attività mucolitica, espettorante e antinfiammatoria per le mucose che rivestono le vie respiratorie. Alcune di queste sono le cosiddette piante balsamiche come il timo, l’eucalipto e il pino efficaci nel fluidificare ed espettorare il catarro e lenire le congestioni nasali e bronchiali.

La malva: le mucillagini, in essa contenute, rivestendo le mucose con uno strato vischioso in grado di proteggere i tessuti molli del corpo da agenti irritanti. Per questo motivo, l’uso della pianta è indicato nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare la gola e in tutte le irritazioni del cavo orale.

L’erisimo: detto anche “erba dei cantanti”, deve il suo nome all’azione antinfiammatoria e antisetticasulle vie respiratorie, in particolare il suo utilizzo è consigliato nel trattamento delle infiammazioni della gola, nei casi di afonia e disfonia, conseguente a laringite, faringite e tracheite.

La spirea: considerata insieme al salice, il “salicilato vegetale”, svolge azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica, perché inibisce la sintesi delle prostaglandine (PGE2), responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò utilizzata in caso di febbre e per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, reumatismi, dolori articolari, mal di testa, mal di schiena e cervicale.

Una tisana invernale: la ricetta

Vi forniamo la ricetta per una squisita tisana invernale:

–       20 gr di malva, fiori e foglie: per decongestionare le mucose

–       20 gr di erisimo, sommità: per sfiammare la gola e schiarire la gola

–       20 gr di spirea (controindicata se siete allergici all’acido acetil-salicinico) analgesico

–       5 gr di timo o gemme di pino o eucalipto, per liberare le vie respiratorie

–       15 gr di cannella, corteccia: per apportare calore

–       20 gr arancio dolce scorze: per dare un piacevole aroma agrumato alla nostra tisana invernale.

 

fonte www.cure-naturali.it
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Mani fredde!

Nel 2008 fu pubblicato uno studio, condotto da psicologi dell’Università di Yale e del Colorado, che dimostrò come una tazza calda in mano potesse aiutare le relazioni interpersonali e facesse sentire le persone più aperte verso gli altri: con i polpastrelli riscaldati, una persona è più socievole rispetto ad un’altra con mani ghiacciate.

Lo studio fu condotto su 41 volontari: in una prima fase fu chiesto loro di leggere alcuni dati sul carattere di una persona e poi di giudicarla; nella seconda fase dovevano invece scegliere se dare il premio ricevuto a un amico o tenerlo per sé. A ogni partecipante venne data una tazza, ad alcuni con del caffè caldo mentre ad altri con del caffè freddo: coloro che avevano ricevuto la prima si dimostrarono molto più cordiali, positivi e fiduciosi verso il prossimo, rispetto ai secondi.

Il Dott. J. Bargh dell’Università di Yale dimostrò in tal modo come la temperatura fisica influenzi il nostro comportamento in ambito sociale.

Con un corpo caldo, le persone tendono a essere più ottimiste, generose, cordiali e fiduciose nei confronti degli altri.

Soffermandoci sui risultati delle ricerche scientifiche, possiamo affermare con certezza che è sempre meglio ricevere una calda carezza che un gelido abbraccio.

Le cause del disturbo

In inverno è difficile trovare qualcuno che non abbia mani o piedi freddi, che non soffra anche per una sola volta della sgradevole sensazione di brividi che pervadono il corpo.

Alla base possono esserci diversi fattori: alcuni portano a una manifestazione momentanea del disturbo, altri sono legati allo stato di salute della persona, e quindi il disturbo si rivela essere sinonimo di una patologia più grave.

I fattori che provocano il disturbo transitorio di mani e piedi freddi sono:

  • temperature rigide della stagione
  • fumo
  • sedentarietà
  • ansia e stress
  • febbre
  • cattiva digestione.

Le cause più profonde legate alla salute invece sono:

  • cattiva circolazione
  • cervicale
  • ipotiroidismo
  • problemi ormonali
  • anemia
  • arteriopatia periferica
  • allergie e intolleranze.

I rimedi naturali

Per chi soffre di mani o piedi freddi viene sempre detto di “vestirsi” di più. In realtà è possibile alleviare questo stato attaccandolo su vari fronti, con rimedi naturali e quasi tutti low cost.

PER COLAZIONE O PER IL TE’

La preparazione di una tisana calda a base di zenzero può diventare un piacevole rito. Grattugiate dello zenzero fresco e aggiungetelo a una tazza di tè bianco in foglie, predisposto in un apposito filtrino per tisane; lasciate in infusione in acqua bollente per qualche minuto a tazza coperta (la temperatura dell’acqua e il tempo di infusione dipendono dalla miscela di tè scelta). Altre tisane efficaci per la circolazione venosa sono quelle a base di vite rossa o mirtillo, da bere lontano dai pasti per beneficiare degli effetti positivi sulla microcircolazione. In entrambi i casi, occorre lasciare in infusione1 cucchiaio raso di infuso in foglie in acqua bollente a tazza coperta (la vite rossa va filtrata dopo circa 10 minuti, il mirtillo dopo circa 15).

USIAMO PIU’ SPEZIE

Il peperoncino o il tabasco possono esaltare il sapore di primi e secondi piatti, contribuendo a dare un tocco in più ad ogni pietanza e aiutando anche a ridurre l’uso del sale (nemico della circolazione venosa). Queste due spezie favoriscono l’attivazione della circolazione venosa, il sistema cardiovascolare, rafforzano i vasi sanguigni e mantengono elastici i capillari, aiutando così l’ossigenazione dei tessuti. Anche il pepe di Cayenna ha effetti benefici sulla circolazione (al pari del peperoncino e del tabasco) come anche la cannella, ottima nei dolci e si una calda e fumosa cioccolata calda. Sarebbero da evitare bevande a base di caffeina e alcolici che non hanno effetti benefici sulla circolazione, come anche il fumo.

UNA DOCCIA PERFETTA

Dopo una lunga giornata passata al lavoro, una buona doccia ristoratrice è il sogno di tutti e può trasformarsi in un momento di relax e bellezza. Prima di terminarla è bene regalarsi dei getti di acqua calda e fredda che vanno ad attivare con forza la circolazione, migliorando l’elasticità e la reattività dei vasi sanguigni, grazie proprio all’effetto vasodilatatore e vasocostrittore della temperatura dell’acqua sulla pelle. A fine doccia, bisognerebbe prendere l’abitudine di svolgere un massaggio circolare su gambe, piedi e mani, applicando sulla pelle ancora umida un mix composto da 2 cucchiai di olio di mandorle dolci (oppure di argan, di jojoba o di arnica) e 10 gocce di olio essenziale a scelta tra rosmarino, elicriso e cipresso.

Non si deve sottovalutare l’efficacia di un massaggio casalingo, perchè aiuta ad attivare la circolazione ed alcuni muscoli, evitando così il raffreddamento repentino delle zone periferiche del corpo.

Abbigliamento e movimento

E’ vero che bisogna coprirsi per evitare di prendere fresso, ma anche in questo caso occorre prendere qualche piccolo accorgimento per evitare di ritrovarsi inesorabilmente con mani e piedi gelidi.

  • indossate sempre indumenti adatti alla stagione, prediligendo determinati tessuti come la lana (materiale naturale con un forte potere isolante) o il pile (materiale sintetico dal forte potere isolante simile alla lana, anche se non ripara dal vento);
  • evitare di far asciugare il sudore sul corpo, soprattutto quando si fa attività sportiva, escludendo così di creare i presupposti per un abbassamento della temperatura corporea. In questo caso vengono in aiuto i capi di abbigliamento con rivestimento interno in polipropilene, fibra idrofobica che non assorbe acqua ma ne permette l’evaporazione verso l’esterno;
  • non indossate mai pantaloni, scarpe, calze strette che vanno a costringere gli arti inferiori contribuendo ad un graduale peggioramento della circolazione venosa. Quando si dice di scegliere un capo per sentirsi comodi è un giusto consiglio che aiuta il nostro corpo a stare meglio.

Ogni piccolo stratagemma deve diventare una buona e sana abitudine, come lo svolgere regolarmente dell’attività sportiva anche in inverno. Abbinare attività aerobica (come una passeggiata a passo svelto, bici, jogging o nuoto) con attività di potenziamento muscolare aiuterà a a rafforzare l’apparato muscolo-scheletrico e l’efficienza del sistema cardiocircolatorio.

 

Fonte Bio Magazine – Dicembre 2015
Categories News, Ricette

Zuppa di Zucca e Zenzero di Laura

 Ingredienti:

  • 1 porro
  • 1 carota
  • Sale q.b.
  • Zenzero fresco 20gr
  • Pepe qb
  • Brodo di verdure
  • Paprika dolce 1 cucchiaino
  • Olio extra vergine d’oliva

 

Preparazione:

Iniziamo pulendo la zucca, svuotandola dei semi e tagliandola a cubetti eliminando la buccia, dopodiché puliamo anche lo zenzero e tagliamolo a cubetti. Laviamo il porro, eliminiamo le foglie più esterne e affettiamolo a rondelle sottili. Procediamo versando in una pentola alta i porri tagliati, la cipolla e un filo d’olio. Facciamo soffriggere per 5 minuti dopo di che versiamo un mestolo di brodo caldo e aggiungiamo anche lo zenzero a cubetti e la zucca. Aggiustiamo di sale e pepe e lasciamo cuocere per 25 minuti circa a fuoco medio aggiungendo del brodo poco alla volta durante la cottura. Quando la zucca risulterà morbida togliamo dal fuoco, passiamo il tutto al minipimer, aromatizziamo con un cucchiaio di paprika dolce, aggiungiamo un filo di olio e i semi di chia. Possiamo servire la vellutata con crostini caldi e gustarci un mondo di sapori!

 

Visto che abbiamo già parlato delle proprietà degli alimenti che compongono questa gustosissima ricetta, oggi vi propongo questo articolo che ci spiega molto bene perché soprattutto in autunno ed in inverno è importante mangiare le zuppe!

Grazie Laura per gli spunti che ci offri e le ricettine che ci regali!

 

Le zuppe sono composte prevalentemente da verdure a cui possiamo  aggiungere una fetta di pane integrale tostato. Possiedono una qualità piuttosto rara nella cucina moderna: quella di offrire in un’unica soluzione un piatto ricchissimo in nutrienti (vitamine, minerali, oligoelementi, fibra e antiossidanti) e con ridotta densità energetica, ovvero in grado di apportare poche calorie. L’esatto contrario dei cibi di cui ci nutriamo prevalentemente oggi, che sono invece ad alta densità energetica, ovvero ricchi in calorie, ma estremamente poveri di nutrienti. Fanno parte di quest’ultima categoria alimenti di uso quotidiano, come il pane bianco, la pasta, i biscotti, le merendine, le bibite zuccherate, le fette biscottate, i grissini e le gallette. Anche le minestre, che, a differenza delle zuppe prevedono l’aggiunta di cereali come farro, orzo e riso, apportano più nutrienti se usiamo cereali integrali, e meno calorie di un comune primo piatto. Bastano infatti 50-60 grammi di cereale per ottenere una porzione di minestra, mentre la stessa dose risulterebbe insufficiente per una pasta asciutta. Le zuppe e le minestre, infatti, hanno un elevato potere saziante per la presenza di abbondante acqua e fibra.

Mangiare zuppe, inoltre, è un modo semplice per aumentare il consumo di verdure. Chi vuole perdere un poco di peso può sostituire, due volte a settimana, la cena con una zuppa vegetale in modo da ridurre le calorie, senza rinunciare al gusto e senza patire la fame. Prepariamole in casa, non compriamo quelle precotte che sono ricche in sale e conservanti, e impoverite di vitamine. La differenza si percepisce subito, e non solo al gusto: una zuppa fatta in casa può essere diuretica, una comprata invece, frequentemente crea ritenzione idrica per la presenza di sodio e mono glutammato.

 

I benefici delle zuppe sono molteplici:

  • Facili da preparare.Basta aggiungere le verdure in pentola, versare dell’acqua, eventualmente insaporire con spezie, e aspettare che lentamente il calore misceli gli alimenti sprigionando un sapore ogni volta diverso e unico.
  • Perché ci consentono di fare il pieno di verdure, le quali apportano minerali, vitamine e fibra, indispensabili per la salute. Non dimentichiamo di aggiungere spezie ed erbe aromatiche per arricchire così la zuppa non solo di gusto, ma anche di preziosi antiossidanti.
  • L’elevato contenuto di acqua e la presenza di verdure ricche in fibra inducono lo stomaco a distendersi e ci fanno sentire sazi. Gli studi dimostrano che iniziare il pasto con una zuppa induce a ridurre spontaneamente l’assunzione di calorie del 20 percento, per l’instaurarsi di una più precoce sensazione di sazietà.
  • A ridotto contenuto di grassi.Sono talmente ricche in sapore che basta aggiungere un filo di olio a crudo perché siano pronte da gustare.
  • Ad elevato potere idratante e remineralizzante.Con le zuppe aumentiamo l’assunzione di liquidi e minerali disciolti in forma colloidale, una forma che li rende più biodisponibili, ovvero più assorbibili ed utilizzabili dal nostro corpo.
  • Una zuppa a base di verdure o una minestra di cereali rappresentano un pasto ipocalorico che non impegna la digestione per ore interferendo con il riposo notturno e con la capacità del corpo di riparare.
  • Favoriscono il transito intestinale.La ricchezza in fibra di verdure, cereali integrali e legumi, stimola la peristalsi e nutre la flora batterica intestinale “buona”, promuovendone la crescita.
  • Possiamo aggiungere qualunque verdura avanzata o comprata per l’occasione, insieme ad un pugno di cereali integri come farro, orzo, miglio, quinoa e legumi, per ottenere il nutrimento di un pasto completo, ad un costo estremamente contenuto.

 

 

fonte www.plenair.it

 

 

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Lo Zenzero

Lo zenzero è una pianta molto conosciuta anche in occidente. Le sue origini però riportano fino all’Asia orientale e vedono lo Zingiber officinalis conosciuto già dall’antichità da cinesi, indiani e arabi. Il suo arrivo in Europa è in epoca Romana, dove si afferma da subito per il suo aroma caratteristico e il sapore piccante. All’interno della sua radice si possono trovare, oltre all’olio essenziale, la gingerina, lo zingerone, resine e mucillagini. Molte le sue proprietà curative a beneficio dell’apparato digerente, ma non solo.

In ambito alimentare come in quello curativo è la radice di zenzero a essere utilizzata, sia fresca che in polvere. Appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, la stessa a cui appartiene il cardamomo, questa pianta si presenta con due file di foglie a forma ellittica con estremità appuntita (anche dette lanceolate) e fiori bianco o rossi in spighe. Molto particolare la forma dei rizomi o radici, dalla forma tozza e irregolare e un colore tendente al beige.

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Proprietà curative

Arrivato nel nostro Paese grazie ai Persiani, lo zenzero viene impiegato già dai Romani per le sue capacità digestive. La sua radice favorisce la digestione in particolare di proteine e carboidrati, oltre a contribuire alla riduzione dei gas intestinali. Utile rimedio naturale contro la dispepsia, digestione lenta e difficoltosa accompagnata da dolori addominali, questa pianta vanta anche proprietà carminative contro flatulenza e meteorismo. Sempre per quanto riguarda l’intestino, lo Zingiber officinalis contribuisce a riequilibrare la flora batterica e la sua azione contrasta gli effetti di colite, diarrea e stitichezza.

Lo zenzero ha inoltre specifiche capacità antispasmodiche per quanto riguarda i dolori muscolari e di stomaco, oltre a risultare un potente alleato anche nei casi di inappetenza. La sua azione stimolante non si esaurisce però alla sfera dell’appetito, ma coinvolge l’intero organismo donando nuove energie in caso di affaticamento. Le sue proprietà possono garantire, se consumato con regolarità, un sostegno anche nel trattamento di sindromi da perdita di memoria.

Oltre che per le sue proprietà digestive e rivitalizzanti, lo zenzero è molto noto anche per il suo effetto antiemetico. La sua azione si mostra efficace soprattutto nei casi di malesseri come il mal d’auto o il mal di mare, ma anche nell’eventualità di nausea derivata da gravidanza. Utile un consumo regolare come condimento, specialmente nei giorni precedenti alla partenza in caso di viaggio.

Molto importante si rivela lo zenzero, secondo la medicina popolare tradizionale, per chi soffre di ulcere e gastriti. Alla sua azione benefica nei confronti della circolazione sanguigna, le sostanze in esso contenute si dimostrerebbero valide anche per quanto riguarda l’attività antinfiammatoria. Alcuni studi hanno invece evidenziato la sua azione protettiva e lenitiva contro l’infiammazione della mucosa gastrica e un’importante opera di prevenzione, in caso di assunzione di prodotti fan (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), della formazione di fenomeni ulcerativi.

Non trascurabili sono infine alcune ulteriori proprietà riconosciute allo zenzero come un’azione benefica nei confronti dei reumatismi e nel trattamento del mal di testa. Alla sua radice sono associate, sia in polvere che fresca, proprietà antiossidanti.

Curiosità e consigli utili

Lo zenzero oltre che in cucina è impiegato per realizzare una bevanda molto nota, il ginger. I maggiori produttori mondiali di questa pianta sono Cina e India, che ne fanno ampio uso sia nella cucina che nell’ambito della medicina tradizionale. Ne esistono in commercio tre possibili varianti: la rossa o Beni shoga, la nera o Black Ginger (prodotta principalmente in Cina e Sierra Leone) e la bianca o White Ginger (un tipo di zenzero decorticato prodotto in Giamaica).

Alcuni etimologisti ritengono che l’origine del nome Zingiber (da cui Zingiber officinalis) derivi dall’espressione araba Zind-schabil, il cui significato è radice. Altre curiosità sono legate agli usi che delle zenzero vengono fatti nei diversi Paesi del continente asiatico e in America. In Birmania come in Cina viene utilizzato contro le affezioni tipicamente invernali come influenza e raffreddore. Negli USA si ricorre alla radice di questa pianta per ridurre i sintomi della nausea da gravidanza mentre nelle Filippine viene masticata per tenere lontani gli spiriti maligni.

 

fonte www.greenstyle.it
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Insalata con noci e formaggio di Sergio

Ingredienti per 2 persone:

  • Insalate miste a piacere: valerianella, lattughino, rucola, songino, insalata foglia di quercia
  • Formaggio Piave mezzano 200 g
  • Noci 60 g

Ingredienti per il condimento:

  • Olio evo q.b.
  • Glassa di aceto balsamico q.b.
  • Pepe q.b.
  • Miele di pino mugo 2 cucchiaini
  • Zenzero fresco

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Preparazione:

Lavate bene le insalate e disponetele in due piatti molto capienti. Tagliate il formaggio a cubetti, sgusciate e tritate grossolanamente le noci e disponete il tutto in parti uguali sulle due insalate.

In una piccola ciotola mettete il miele di pino mugo (potete usare anche altri mieli in base alle vostre preferenze, l’importante è che non siano densi e non abbiano un sapore forte) e grattugiate qualche grammo di zenzero in base al vostro gusto: più zenzero mettete più il vostro piatto sarà piccante ed acido.

Condite l’insalata con olio, pepe e glassa di aceto balsamico; per finire aggiungete un cucchiaino di miele e zenzero.

Servite con un calice di pinot grigio fresco e… buon appetito!

 

Di insalata non ce n’è una sola!!! La natura ce ne offre numerosissime varietà, vediamo insieme quali.

La denominazione generica di “insalata” è utilizzata per indicare un gruppo di ortaggi a foglia consumati prevalentemente crudi. La maggior parte delle insalate si può suddividere in tre famiglie botaniche: le cicorie (che includono i radicchi), le indivie e le lattughe. A queste si affiancano numerose erbe di campo quali le crispigne, il tarassaco, la borragine e così via. La produzione delle diverse specie non ha interruzioni nel corso dell’anno: alcune varietà sono prettamente invernali (indivia riccia, indivia scarola, radicchi), altre sono tipicamente primaverili-estive (lattuga cappuccio, lollo, trocadero), altre ancora estive-autunnali (lattuga a costa lunga, iceberg). Dal punto di vista nutrizionale, le insalate sono ricche di vitamine (A, C), sali minerali (calcio, ferro) e fibra solubile, particolarmente efficace nella prevenzione dell’arteriosclerosi. All’acquisto controllate sempre che i colori siano vivaci, le foglie turgide, croccanti e non alterate da insetti. Non lasciatele mai negli involucri sigillati, poiché marcirebbero in breve tempo, ma sistematele in un contenitore coperto con un panno inumidito e ponetele in un cassetto del frigorifero dove l’aria riesca a circolare. Le insalate si conservano al massimo per 3-4 giorni, a eccezione del radicchio rosso, un po’ più resistente.

Cicorie

Il gruppo delle cicorie comprende numerose varietà molto diverse tra loro, in genere a raccolta autunnale o invernale. Il caratteristico sapore amarognolo è particolarmente gradevole nelle piante giovani, che sono quindi da preferire al momento dell’acquisto.
Le cicorie a foglia rossa o variegata, comunemente chiamate radicchi, sono oggi la varietà più diffusa. Nella loro coltivazione si utilizza in genere un metodo particolare, la forzatura, una serie di operazioni che servono a conferire all’ortaggio il caratteristico colore: si estirpano le piante con la radice e se ne recidono le foglie sopra il colletto; le piante, conservate in mucchi, generano nuove foglie dal caratteristico colore rosso. Altre varietà molto utilizzate sono quelle elencate di seguito.
Cicoria: le varietà più utilizzate in insalata sono il pan di zucchero, dalle foglie verdi racchiuse in un ampio cappuccio allungato, la ceriolo, piccola e a forma di rosa, nelle due varietà verde e rossa, e la tenera zuccherina di Trieste.
Indivia belga: ortaggio dalla caratteristica forma ovale allungata; deve presentare foglie bianche ben serrate, con sfumature giallo chiaro: quelle tendenti al verde hanno un sapore amaro molto più accentuato. È consigliabile eliminare sempre il torsolo: per facilitare l’operazione, potete tagliare l’indivia a metà, oppure incidere l’ortaggio alla base, in modo da estrarre il cono duro.
Radicchio di Castelfranco, di Chioggia e di Verona: ortaggi dalla forma rotonda e dal colore rosa-rossiccio, più o meno variegato di bianco: sono prevalentemente utilizzati per insalate e guarnizioni; quello di Castelfranco è adatto anche alla cottura.
Radicchio di Treviso: ortaggio dalle foglie rosse a forma di lancia con costa bianca, adatto a cotture alla griglia, al forno oppure al salto.

 

Indivie

Piante a foglia simili alle cicorie, tipiche dei mesi invernali, ma ormai reperibili nel corso di tutto l’anno. Hanno l’aspetto di cespi appiattiti, con le foglie verdi inserite in un breve fusto tenero. La parte centrale, detta cuore, è di colore più chiaro, tendente al giallo. Si dividono in due gruppi: le indivie ricce e le indivie scarole.
Indivia riccia: è facilmente riconoscibile per le foglie crespate e molto frastagliate, che devono essere compatte e ben turgide anche all’esterno. L’indivia riccia viene sempre consumata cruda, meglio ancora se combinata con altre varietà di insalata, alle quali aggiunge un delicato tocco amarognolo e una certa ruvidezza, che potrebbe tuttavia risultare eccessiva quando viene consumata da sola.
Indivia scarola: pianta dalle foglie larghe e lisce, con bordi appena frastagliati, caratterizzata da una consistenza croccante e da una leggera tonalità amarognola. Viene consumata sia cruda sia cotta, ed è particolarmente utilizzata nella gastronomia campana (per esempio nella preparazione della pizza con la scarola e della scarola imbottita).

 

Lattughe

Sono le insalate più delicate, sia per la consistenza della foglia, sia per quanto riguarda la conservazione. Oltre all’ottima lattuga da taglio, le lattughe si suddividono nei grandi gruppi seguenti.
Lattuga cappuccio: di forma rotonda e dalle foglie molto larghe, concave e rugose. è il tipo di lattuga più utilizzato in cucina per insalate e guarnizioni. Tra le diverse varietà, due in particolare si distinguono per robustezza e consistenza croccante: la trocadero e la iceberg; quest’ultima in particolare resiste anche al calore e, per questo, è spesso utilizzata nella preparazione degli hamburger.
Lattuga a costa lunga: detta anche lattuga romana, ha forma molto allungata e consistenza croccante: è utilizzata sia a crudo nelle insalate, sia cotta brasata o nella preparazione di minestre.

 

Erbe di campo

Sono numerose le varietà di erbe spontanee che si possono utilizzare nelle insalate, a patto che le loro foglie siano giovani e fresche; tra le più diffuse occorre ricordare l’acetosella, l’achillea, l’altea, la beccabunga, la borsa del pastore, il levistico, la melissa, la piantaggine, la pimpinella, la valerianella ecc. Talvolta il confine tra insalate di campo ed erbe aromatiche è molto labile e può dipendere unicamente dalla quantità utilizzata. Di seguito descriviamo alcune delle varietà più utilizzate in cucina.
Borragine: pianta erbacea tipica della Liguria e della Campania, utilizzata nella preparazione di insalate, minestre, farce per primi piatti e ripieni di torte salate. Deve essere raccolta quando le foglie sono ancora giovani e non completamente ricoperte dalla “peluria”. Gli splendidi fiori bluastri tipici di questa pianta apportano alle insalate un aroma delicato.
Cerfoglio: pianta dall’aroma molto delicato e dolciastro, da utilizzare esclusivamente fresca, tritata all’ultimo momento e rigorosamente non bollita. Ha foglie molto simili a quelle del prezzemolo, ma di colore più chiaro e leggermente piumose. Oltre che nella preparazione di insalate, il cerfoglio è utilizzato come elemento aromatizzante per minestre, salse al burro, pesce alla griglia e ricette alle “erbe fini”.
Crescione: esistono tre varietà di crescione, ma solo due sono quelle utilizzate nelle insalate: il crescione inglese, dallo stelo biancastro con foglie piccolissime, e il crescione d’acqua, dalle foglie tondeggianti. Queste erbe conferiscono alla preparazione un caratteristico aroma pungente, tra il piccante e l’amaro, particolarmente apprezzato.
Portulaca: erba infestante che cresce nel periodo estivo, le cui foglie si sposano alla perfezione con i pomodori crudi e con diverse varietà di insalata. I rametti più carnosi possono essere conservati sott’aceto e utilizzati come i capperi.
Silene o strigolo: erba spontanea in genere utilizzata per preparare risotti, farce, frittate e minestre, oppure servita come contorno, semplicemente cotta al vapore. Quando è giovane se ne possono utilizzare le foglie ancora tenere per preparare un’ottima misticanza.

Fiori

Molti fiori sono adatti a un uso alimentare: i fiori d’acacia possono essere utilizzati per preparare frittelle, mentre le viole sono ottime in insalata o candite; le pratoline, le primule e il gelsomino sono utilizzati per decorare variopinte misticanze, mentre le rose sono l’ideale per aromatizzare preparazioni dolci o come accompagnamento di delicate erbe crude. Tra i numerosi fiori da insalata, occorre ricordare almeno i seguenti.
Calendula: oltre alle tenere foglie che conferiscono un gusto particolare alla misticanza, si possono utilizzare i fiori, dal colore vivace e dal sapore intenso. La calendula può essere impiegata anche per aromatizzare un risotto, conferendogli un particolare colore giallo. I boccioli si possono conservare e usare come i capperi.
Malva: i piccoli fiori di questa pianta, oltre a essere utilizzati in erboristeria, possono rappresentare una gradevole guarnizione di insalate miste. Le foglie cotte sono invece inpiegate nella preparazione di zuppe.
Nasturzio: fiore dal caratteristico colore giallo o arancione che sboccia in estate; ha un sapore piccante ed è in genere utilizzato per insaporire insalate miste o per guarnirle. I boccioli possono essere conservati sotto sale o sotto aceto.
Primula: foglie e fiori di primula si abbinano in particolare con la lattuga classica.
Tarassaco o dente di leone: erba spontanea dei prati nota per il suo potere diuretico. I fiori conferiscono alle insalate una nota amaricante e si possono utilizzare sia chiusi, sia quando sono già sbocciati.

 

La misticanza nelle quattro stagioni

La misticanza è un misto di erbe, per lo più selvatiche, che si consumano crude in insalata. In ogni periodo dell’anno si trovano erbe diverse, per cui in genere si utilizzano quelle disponibili al momento. Il condimento classico è a base di olio extravergine di oliva, sale e aceto.

 

fonte www.cucina.corriere.it

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