tomato

Veleni naturali, come evitarli

Con questo articolo finiamo la carrellata dei possibili veleni contenuti in frutta e verdura.

Ebbene sì, alcuni sono naturalmente contenuti negli alimenti, vediamo quali.

Anche i migliori qualche volta ci deludono. Succede con gli amici e persino con le amate, nutrienti, salutari verdure.

Sul banco degli imputati, infatti, nelle ultime settimane sono finite anche loro: basilico, patate,funghi e, persino, arance e pomodori. Va detto subito che, al termine del processo, la sentenza è stata di assoluzione, se non con formula piena, perlomeno a patto che si prendano alcuni provvedimenti cautelativi.

Ma cominciamo tutto dall’inizio. Nelle scorse settimane erano circolate in rete alcune notizie allarmanti sulla tossicità di alcuni ortaggi che siamo abituati a considerare innocui e addirittura benefici.

Attenzione: le notizie negative non si riferivano a quelle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura per rendere più facili e redditizi i raccolti e nemmeno ai ben noti ogm sui quali tanto si è scritto e dibattuto.

Questa volta la tossicità riguardava proprio gli alimenti in sé e per sé, nel loro stato più naturale e primitivo.

Possibile? In un certo senso tutto ciò che ingeriamo presenta una parte di dannosità, ma sapere dove si nasconde il rischio e come neutralizzarlo, è già una bella consolazione. E infatti così è stato.

Ad aiutarci in questa operazione è arrivato, infatti, un documento redatto dall’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) che ha preso in esame ciascuno dei 5 imputati spiegandone torti e…. ragioni.

Eccoli.

BASILICO È vero che contiene metileugenolo, una sostanza prevista dalla natura per proteggere le foglie dagli insetti. Nei test di laboratorio è stato dimostrato che può aumentare l’incidenza dei tumori sui topi. Gli appassionati di pesto però possono stare tranquilli: secondo il segretario dell’ONB Luciano Atzori, infatti, anche ammesso che l’uomo si comporti come le piccole cavie, per evitare il metileugenolo basta evitare le foglie di basilico più giovani. Nelle piantine adulte, che superano i 16 cm di altezza, la sostanza è praticamente assente.

FUNGHI Effettivamente contengono le idrazine, altre sostanze potenzialmente cancerogene. Per fortuna vengono distrutte dalla cottura e dall’essiccazione, per cui a restare nocivi (e comunque a patto di essere consumati in grandi quantità) sono solo i funghi crudi.

POMODORI Sarebbero accusati di contenere tomatina, un antibiotico naturale che potrebbe essere tossico. In realtà non esistono prove certe della sua nocività, pertanto non ha alcun senso evitare questo ortaggio a titolo puramente preventivo.

PATATE Qui il discorso cambia: questi rassicuranti ortaggi contengono solanina, un alcaloide “velenoso” anche in piccole quantità che si accumula specialmente nella buccia e quando le patate vengono esposte alla luce. La prova della sua presenza sono il colore verdognolo assunto dall’ortaggio e i germogli, ma bisogna anche sapere che le patate raccolte troppo giovani e quelle troppo mature, con la buccia grinzosa, hanno un contenuto di solanina più alto delle altre. Attenzione quindi a scegliere bene e a conservare ancora meglio i vostri tuberi.

ARANCE Arance????? Ebbene sì, ci sono anche loro nell’elenco, perché contengono il d-limonene, sorta di insetticida e “detergente” fornito alla pianta da madre natura che potrebbe nuocere all’uomo. Anche qui mancano test che lo certifichino; in compenso si hanno molteplici prove dei benefici del frutto. Uno su tutti? La vitamina C degli agrumi è in grado di neutralizzare gli effetti nocivi dei nitrati, additivi antibatterici dannosi per la salute che si trovano in carne e insaccati ma pure in tante verdure a foglia verde: bietole, spinaci, insalate.

Ecco perché, a conti fatti, il vero errore sarebbe privarsi di uno qualsiasi di questi alimenti.

 

fonte www.salepepe.it
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